Amministratore: anticipazioni, supercondominio

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sentenza – – Ex amministratore di condominio chiede con decreto ingiuntivo il pagamento delle somme per le anticipazioni fatte per parti comuni di un supercondominio: opposizione – difetto di titolarità del rapporto – sussistenza – assenza di delibera – accoglimento – revoca decreto ingiuntivo.


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CONDOMINIO

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Dott.ssa Antonia Schiattarella
sentenza del 21 maggio 2014

Ex amministratore di condominio chiede con decreto ingiuntivo il pagamento delle somme per le anticipazioni fatte per parti comuni di un supercondominio: opposizione – difetto di titolarità del rapporto – sussistenza – assenza di delibera – accoglimento – revoca decreto ingiuntivo.

 

 

Testo:

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI SANTA MARIA CAPUA VETERE
I SEZIONE CIVILE
In composizione monocratica, m persona del giudice dr.ssa /Antonia Schiattarella, ha reso la seguente
SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. xxx/C/08 del ruolo generale degli affari contenziosi avente ad oggetto: opposizione a decreto ingiuntivo n. xxx/08 emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – sezione di staccata di Aversa il 15.07.2008
TRA
Condominio Parco … di ….. Orta di Atella, in persona dell’amministratore p.t. avv. Sempronio M. ……, rappresentata e difesa in virtù di procura a margine della comparsa di costituzione e risposta, dall’avv. … presso il cui studio in …, alla via … elettivamente domicilia;
PARTE OPPONENTE
E
Mevio M., rappresentato e difeso dall’avv. …, in virtù di
mandato a margine del ricorso per decreto ingiuntivo ed elettivamente domiciliato presso
il suo studio in  …, alla via …;
PARTE OPPOSTA
***
CONCLUSIONI DELLE PARTI E RAGIONI IN FATTO IN DIRITTO DELLA DECISIONE (*)
Le parti, all’udienza del 05.02.2014, concludevano come da verbali di causa.
Su ricorso del sig. Mevio M., il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – sezione distaccata di Aversa in data 15.07.2008 emetteva il decreto ingiuntivo n. xxx/2008 con il quale ingiungeva al Condominio opponente il pagamento della somma di euro 8.918,03 oltre interessi in virtù di asserite anticipazioni effettuate dal ricorrente per conto del condominio di cui lo stesso era stato amministratore dal 2004 al 2006 .
Con atto di opposizione tempestivamente notificato proponeva opposizione al suddetto decreto ingiuntivo il Condominio parco …… di Orta di Atella il quale eccepiva: la carenza di legittimazione passiva del condominio per essere lo stesso un supercondominio, la carenza della legittimazione attiva per dovere la controparte provare la propria nomina ad amministratore delle parti comuni del supercondominio.
l’inammissibilità del decreto ingiuntivo per la necessità della prova degli esborsi effettuati, la carenza di prova in ordine alla circostanza che le anticipazioni fossero state effettuate con denaro dell’amministratore, la disponibilità del condominio al pagamento di quanto anticipato dall’amministratore previa consegna di tutta la documentazione delle anticipazioni effettuate. Tutto ciò premesso concludeva in via preliminare perché fosse dichiarata la carenza di legittimazione del Condominio e perché fosse revocato il decreto ingiuntivo opposto perché nullo, nonché illegittimo, inammissibile, nonché infondato in fatto ed in diritto.
Si costituiva con comparsa di costituzione e risposta depositata in data 27.02.2009 Mevio M. il quale deduceva che gli oneri condominiali per le parti comuni, in mancanza di tabelle millesimali, venivano ripartiti in parti eguali tra le quattro scale, di aver anticipato gli oneri relativi alle parti comuni di cui depositava i documenti giustificativi, l’infondatezza della eccezione di carenza di legittimazione attiva e passiva per non essere il condominio un supercondominio e per essere lo stesso stato nominato amministratore con verbale di assemblea consegnato all’avv. Sempronio M. in data 01.12.200 di cui chiedeva l’esibizione. Tutto ciò premesso concludeva affinché fosse rigettata l’opposizione perché inammissibile, improcedibile ed infondata in fatto ed in diritto e fosse confermato il decreto ingiuntivo opposto, con vittoria di spese.
L’opposizione è fondata e va pertanto accolta.
Risulta fondata l’eccezione di parte convenuta che va qualificata come di difetto di titolarità del rapporto controverso per essere il condominio un supercondominio; deduce la patte opponente che il decreto ingiuntivo è stato notificato al codominio parco…….., in persona dell’amministratore Sempronio M. e che la stessa veniva nominata amministratrice del Codominio parco …….scala A e B con delibera del 22.01.2007
della scala D con delibera del 29.01.2007 e della scala C con delibera del 10.04.2007. A tal proposito va detto che ai fini della: costituzione di un supercondominio, non è necessaria né la manifestazione di volontà dell’originario costruttore, né quella di tutti i proprietari delle unità immobiliari di ciascun condominio, venendo il medesimo in essere “ipso iure et facto”, se il titolo o il regolamento condominiale non dispongono altrimenti. Si tratta di una fattispecie legale, in cui una pluralità di edifici, costituiti o meno in distinti condomini, sono ricompresi in una più ampia organizzazione condominiale, legati tra loro dall’esistenza di talune cose, impianti e servizi comuni (quali il viale di accesso, le zone verdi, l’ impianto di illuminazione, la guardiola del portiere, il servizio di portierato, ecc.) in rapporto di accessorietà con i fabbricati, cui si applicano in pieno le norme sul condominio, anziché quelle sulla comunione. (cfr. Cassazione n. 19939 del 14/11/2012). Che nel caso in questione trattasi di un supercondominio si ricava dalla stessa documentazione prodotta dalla parte opposta che deduce di effettuare un rendiconto separato delle spese delle varie scale ed uno delle parti comuni, dalla visione di tali rendiconti si ricava che le spese relative alle parti comuni riguardano l’energia elettrica, la pulizia, l’espurgo, il giardinaggio, la manutenzione. Si può pertanto affermare che il condominio in questione costituisca un supercondominio. La stessa parte opposta deduce nella propria comparsa di costituzione e risposta che il proprio credito riguarda anticipazione per le parti comuni relative al periodo dal 01.05.2004 al 31.12.2005 e dal 01.01.2006 al 30.11.2006. Se ne ricava che la parte opposta avrebbe dovuto citare in giudizio il supercondominio nella persona dell’amministratore dello stesso o ai sensi dell’art. 65 disp. att. c.c. chiedere la nomina di un curatore speciale.
Andando al merito della questione va “ad abundatiam” aggiunto che la giurisprudenza della Cassazione afferma che l’ amministratore di condominio non ha – salvo quanto previsto dagli arti. 1130 e 1135 cod. civ. in tema di lavori urgenti – un generale potere di spesa, in quanto spetta all’assemblea condominiale il compito genera/e non solo di approvare il conto consuntivo, ma anche di valutare l’opportunità delle spese sostenute dall’ amministratore; ne consegue che, in assenza di una deliberazione dell’assemblea, l’ amministratore non può esigere il rimborso delle anticipazioni da lui sostenute, perché, pur essendo il rapporto tra l’amministratore ed i condomini inquadrabile nella figura del mandato, il principio dell’art. 1720 cod. civ. – secondo cui il mandante è tenuto a rimborsare le spese anticipate dal mandatario – deve essere coordinato con quelli in materia di condominio, secondo i quali il credito dell’amministratore non può considerarsi liquido né esigibile senza un preventivo controllo da parte dell’assemblea (cfr. Cassazione 14197 del 27/06/2011). La parte opposta pertanto avrebbe dovuto produrre in giudizio le delibere assembleari di approvazione delle spese che non sono agli atti. Deduce la parte opponente che per il periodo dal 01.05.2004 al 31.12.2005 la somma anticipata risulta dal bilancio consuntivo regolarmente approvato dall’assemblea, ma non vi è agli atti copia dì tale delibera assembleare. Tra l’altro il condominio opponente deduce che la suddetta delibera assembleare sarebbe stata approvata solo dalle scale A e B e non da tutti condomini del supercondominio. Quanto alle restanti spese relative alle parti comuni ed al periodo successivo la stessa parte opposta deduce che non vi è fu delibera assembleare di approvazione.
Per tutti questi motivi complessivamente considerati l’opposizione è fondata e come tale un accolta con conseguente revoca del decreto ingiuntivo opposto.
Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate come in dispositivo ai sensi del D.M.. del 10 marzo 2014 n. 55, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 02.04.2014 (cfr. Cassazione S.U. n. 17405 e 17406 del 12 ottobre 2012 in relazione all’abrogato D.M. 20 luglio 2012 n.140).
P.Q.M.
il Tribunale, definitivamente pronunciando, ogni diversa istanza o deduzione disattesa, così provvede:
1) in accoglimento dell’opposizione, revoca il decreto ingiuntivo n. xxx/2008 emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – sezione distaccata di Aversa il 15.07.2008;
2) condanna parte opposta al pagamento in favore della parte opponente delle spese di lite che liquida in euro 107,00 per esborsi ed euro 2.000,00 per compensi professionali oltre rimborso delle spese generali nella misura del 15,0% del compenso totale, nonché oltre accessori di legge con attribuzione al procuratore dichiaratosi anticipatario.
Così deciso in Aversa, in data 21.05.2014
IL GIUDICE
Dr.ssa Antonia Schiattarella

—————
* Ai sensi degli arti. 132 c.p.c. e 118 disp. att. c.p.c .. nei testi in vigore dal 4.7.2009 ed applicabili anche ai procedimenti pendenti in primo grado, è omesso lo “svolgimento del processo”; la succinta esposizione delle ragioni giuridiche della decisione, inoltre, può aversi “anche con riferimento a precedenti conformi”, senza necessita – stante la natura di motivazione “per relationem” … di indicazione dettagliata delle ragioni riportate in tali precedenti, che divengono parte integrante della sentenza che opera il richiamo.

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