Amministratore condominio, ricorso per annullamento silenzio diniego

Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa, Sezione Autonoma di Bolzano, sentenza del 12 aprile 2016 – Istanza di accesso agli atti – mancata risposta – amministratore di condominio  – ricorso per annullamento del silenzio diniego –  mancanza potere – difetto di legittimazione processuale


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Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa,
Sezione Autonoma di Bolzano, sentenza n. 133 del 12 aprile 2016

Istanza di accesso agli atti – mancata risposta –  amministratore di condominio – ricorso per annullamento del silenzio diniego – mancanza potere  di rappresentanza – difetto di legittimazione processuale – sussistenza
(art. 1130 c. – art. 1131 c.c. – art. 116 c.p.a)

 

Il potere di rappresentanza dell’amministratore condominiale è limitato alle attribuzioni previste dall’art. 1130 c.c., salvo il caso in cui il regolamento condominiale o l’assemblea, con propria deliberazione, gli attribuiscano poteri maggiori, così come previsto dall’art. 1131 c.c

E’ inammissibile il ricorso presentato dal Condominio, in persona dell’Amministratore e legale rappresentante, il quale dichiara di agire in giudizio in nome e per conto del Condominio, senza però fornire alcuna prova in ordine al proprio potere di rappresentanza in giudizio.

 

 

Sentenza

(omissis)
FATTO e DIRITTO
Con nota trasmessa via PEC il …. 2015 alla Provincia autonoma di Bolzano, al Comune di Bolzano e alla Questura di Bolzano, avente per oggetto “… e richiesta di Accesso agli Atti”, l’Amministratore del Condominio ricorrente ha chiesto, per quanto di interesse, l’accesso ai seguenti atti:
“1. …; 2. … ; 3. …; 4. … ; 6. … ; 7. … ; 8. …”.
Con il ricorso in esame il Condominio “DDDDD” chiede che, previo annullamento del silenzio formatosi sulla sua istanza di accesso, sia dichiarato il diritto del Condominio all’accesso agli atti sopra descritti e ordinata alle Amministrazioni resistenti l’esibizione degli stessi ai sensi dell’art. 116, comma 4, c.p.a.
Si è costituita in giudizio la Provincia autonoma di Bolzano, la quale, dopo aver fatto presente di avere risposto, per quanto di competenza, alla richiesta di accesso con nota trasmessa via PEC … 2016, ha chiesto che il ricorso sia dichiarato inammissibile sotto i seguenti profili:
a) per difetto di legittimazione processuale;
b) in subordine, per mancata presentazione alla Provincia della richiesta di accesso agli atti (la richiesta, trasmessa via PEC, è priva di firma digitale e non è formulata “in nome” del Condominio);
c) in ulteriore subordine, perché, concernendo atti che attengono alla salute e sicurezza pubblica, avrebbe dovuto provenire dai diretti interessati e non da terzi (società BBBBB Sas);
d) in ulteriore subordine, perché non esisterebbe alcuna norma che attribuisce significato di rigetto al presunto e non provato silenzio serbato dalla Provincia sulla richiesta di accesso;
e) in ulteriore subordine, perché avente per oggetto atti che non sono stati specificamente indicati.
Nel merito, la Provincia autonoma di Bolzano chiede il rigetto del ricorso, perché infondato.
Si è costituito in giudizio anche il Comune di Bolzano, chiedendo che il ricorso sia dichiarato inammissibile, sotto i seguenti profili, e comunque rigettato nel merito:
a) per difetto di legittimazione attiva del Condominio ricorrente (esclusivamente le singole persone sarebbero legittimate a fare valere il diritto alla salute);
b) perché il ricorso sarebbe stato presentato dall’Amministratore del Condominio, in assenza della necessaria deliberazione dell’assemblea del Condominio;
c) per difetto di legittimazione attiva sotto altro profilo (nel caso di specie non si tratterebbe di richiesta di accesso di informazioni ambientali);
d) per mancanza di interesse attuale e concreto a presentare l’istanza di accesso agli atti.
All’udienza in camera di consiglio del 5 aprile 2016, sentite le parti, il ricorso è stato trattenuto in decisione.
Il ricorso è inammissibile.
E’ fondata l’eccezione di difetto di legittimazione processuale, sollevata dalle difese dell’Amministrazione provinciale e del Comune di Bolzano.
Il ricorso in esame è stato presentato dal Condominio DDDDD“in persona dell’Amministratore e legale rappresentante pt, Ax Bxx”, il quale dichiara di agire in giudizio in nome e per conto del Condominio, senza però fornire alcuna prova in ordine al proprio potere di rappresentanza in giudizio nel caso specifico.
L’art. 1130 c.c. stabilisce quali poteri spettano all’amministratore del condominio: “L’amministratore, oltre a quanto previsto dall’articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:
1) eseguire le deliberazioni dell’assemblea, convocarla annualmente per l’approvazione del rendiconto condominiale di cui all’articolo 1130-bis e curare l’osservanza del regolamento di condominio;
2) disciplinare l’uso delle cose comuni e la fruizione dei servizi nell’interesse comune, in modo che ne sia assicurato il miglior godimento a ciascuno dei condomini;
3) riscuotere i contributi ed erogare le spese occorrenti per la manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio e per l’esercizio dei servizi comuni;
4) compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni dell’edificio;
5) eseguire gli adempimenti fiscali;
6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale…
7) curare la tenuta del registro dei verbali delle assemblee, del registro di nomina e revoca dell’amministratore e del registro di contabilità…
8) conservare tutta la documentazione inerente alla propria gestione riferibile sia al rapporto con i condomini sia allo stato tecnico-amministrativo dell’edificio e del condominio;
9) fornire al condomino che ne faccia richiesta attestazione relativa allo stato dei pagamenti degli oneri condominiali e delle eventuali liti in corso;
10) redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro centottanta giorni”.
Il potere di rappresentanza dell’amministratore condominiale è limitato alle attribuzioni di cui alla citata disposizione, salvo il caso in cui il regolamento condominiale o l’assemblea, con propria deliberazione, gli attribuiscano poteri maggiori, così come previsto dall’art. 1131 c.c., il quale così recita: “Nei limiti delle attribuzioni stabilite dall’articolo 1130 o dei maggiori poteri conferitigli dal regolamento di condominio o dall’assemblea, l’amministratore ha la rappresentanza dei partecipanti e può agire in giudizio sia contro i condomini sia contro i terzi. Può essere convenuto in giudizio per qualunque azione concernente le parti comuni dell’edificio; a lui sono notificati i provvedimenti dell’autorità amministrativa che si riferiscono allo stesso oggetto. Qualora la citazione o il provvedimento abbia un contenuto che esorbita dalle attribuzioni dell’amministratore, questi è tenuto a darne senza indugio notizia all’assemblea dei condomini”.
Secondo un costante orientamento giurisprudenziale, “nel condominio, in materia di azioni processuali, il potere decisionale spetta solo ed esclusivamente all’assemblea, la quale deve deliberare se agire in giudizio, se resistere e se impugnare i provvedimenti in cui il condominio risulta soccombente. Un tale potere decisionale non può competere in via autonoma all’amministratore che, per sua natura, non è un organo decisionale, ma meramente esecutivo del condominio” (cfr. Consiglio di Stato, Sez. VI, 8 ottobre 2013, n. 4944; nello stesso senso, Sez. VI, 8 ottobre 2013, n. 4944; TAR Campania, Napoli, Sez. VI, 8 maggio 2014, n. 2511 e Cassaz. Sez. Un., 6 agosto 2010, n. 18331).
Nel caso di specie l’Amministratore non ha dimostrato in giudizio di essere stato autorizzato dall’assemblea condominiale a proporre l’azione di accesso di cui all’art. 116 c.p.a., né l’esercizio di tale azione può farsi rientrare in una delle attribuzioni proprie dell’amministratore, tassativamente elencate nel citato art. 1130 c.c..
Il ricorso deve, pertanto considerarsi inammissibile, per difetto di legittimazione processuale dell’Amministratore del Condominio ricorrente.

(omissis)

Per tutte le ragioni espresse, assorbita ogni altra eccezione, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate dal seguente dispositivo.
Nulla va disposto in ordine alle spese della EEEEE Spa, non costituitasi in giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa, Sezione autonoma di Bolzano, definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile, come da motivazione.
Condanna il Condominio ricorrente a rifondere alla Provincia autonoma di Bolzano e al Comune di Bolzano le spese di lite, che si liquidano in complessivi Euro … (…/00) a favore di ciascuna delle Amministrazioni, oltre IVA, CPA e altri oneri di legge.
Nulla per le spese della società EEEEE Spa.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Bolzano nella camera di consiglio del giorno 5 aprile 2016 con l’intervento dei magistrati:
Terenzio Del Gaudio, Presidente
Lorenza Pantozzi Lerjefors, Consigliere, Estensore
—Depositato il 12 aprile 2016 —

Vedi anche:
Accesso agli atti, istanza via PEC da casella di terzo
TAR Bolzano, sentenza del 5 aprile, dep. 12 aprile 2016 – – Ricorso per annullamento del silenzio diniego della Pubblica Amministrazione –  Amministratore condominio – Istanza di accesso agli atti – Utilizzo PEC di soggetto estraneo al Condominio – Firma digitale – Mancanza – Inammissibilità ricorso

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