Amministratore, responsabilità per omessa rimozione pericolo

Cassazione, Sez. IV Penale, sentenza del 23 novembre 2015 – – Amministratore di condominio – caduta di parti del rivestimento della facciata dello stabile – danni a terzi – posizione di garanzia (dell’amministratore) ex art. 40, co. 2, cod. pen. – obbligo attivarsi per rimuovere situazioni di pericolo per l’incolumità di terzi – omissione intervento – responsabilità penale – sussiste


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Condominio
RESPONSABILITA’ PENALE DELL’AMMINISTRATORE
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(Cassazione, Sez. IV Penale, sentenza n. 46385 del 23 novembre 2015)

 

Amministratore di condominio – caduta di parti del rivestimento della facciata dello stabile – danni a terzi – posizione di garanzia (dell’amministratore) ex art. 40, co. 2, cod. pen. – obbligo attivarsi per rimuovere situazioni di pericolo per l’incolumità di terzi – omissione intervento – responsabilità penale – sussiste

 

La  Corte di Cassazione  (sentenza n. 46385, 23 novembre 2015) nel confermare la sentenza emessa dal Tribunale di Nola in data 03.03.2015 e, quindi, la condanna dell’Amministratore di condominio, il quale con la sua condotta si era reso responsabile penalmente per non aver impedito l’evento dannoso pur avendone l’obbligo giuridico, ribadisce alcuni principi giuridici.
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“In primis, quello per cui l’amministratore del condominio riveste una specifica posizione di garanzia, ex art. 40, comma secondo, cod. pen., in virtù del quale ha l’obbligo di attivarsi per rimuovere le situazioni di pericolo per l’incolumità di terzi (…).
La responsabilità penale dell’amministratore di condominio va ricondotta nell’ambito della disposizione (art. 40, comma secondo, cod. pen.) per la quale “  ”non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo” ”.
Per rispondere del mancato impedimento di un evento è necessario, cioè, in forza di tale norma, l’esistenza di un obbligo giuridico di attivarsi allo scopo: detto obbligo può nascere da qualsiasi ramo del diritto, e quindi anche dal diritto privato (…).
L’amministratore di condominio in quanto tale assume, dunque, una posizione di garanzia ope legis che discende dal potere attribuitogli dalle norme civilistiche di compiere atti di manutenzione e gestione delle cose comuni e di compiere atti di amministrazione straordinaria anche in assenza di deliberazioni dell’assemblea. Da ciò quindi consegue la responsabilità per omessa rimozione del pericolo cui si espone l’incolumità pubblica di chiunque acceda in quei luoghi, e per l’eventuale evento dannoso che è derivato causalmente dalla situazione di pericolo proveniente dalla scarsa o dativa manutenzione dell’immobile.”

Inoltre, la Corte ritiene condivisibile un orientamento assolutamente maggioritario della stessa Corte di legittimità che “afferma esservi una posizione di garanzia dell’amministratore di condominio, tenuto, in quanto tale, a vigilare sulle cose comuni e ad effettuare i necessari lavori di rimozione del pericolo derivante da minaccia di rovina e più in generale al dovere di effettuare lavori di manutenzione straordinaria che rivestano carattere di urgenza con specifico obbligo di riferire ai condomini nella prima assemblea ai sensi dell’art. 1135 II comma c.c. (…).
Analogamente accade per gli intonaci pericolanti dell’edificio. (…) Quindi, in un condominio in cui sia stato qualificato responsabile l’amministratore, grava su costui l’obbligo giuridico di rimuovere ogni situazione di pericolo che discenda dalla rovina di parti comuni, cui egli sia tenuto a conservare in buono stato.“

La Corte ha anche precisato che “L’obbligo di cui all’art. 677 c.p., in caso di mancanza di un amministratore, grava invece sul proprietario (o su i proprietari) dell’edificio condominiale (anche in virtù di quanto dispone l’art. 2053 c.c.

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