Attivazione servizi telefonici non richiesti

Giudice di Pace di Napoli, sentenza del 18 aprile 2019 – – – Attivazione servizi telefonici non richiesti – eccezione del gestore telefonico: attivazione eseguita da soggetti terzi proprietari (cd providers) delle pagine web visitate dal cliente, il quale, secondo il codice di autoregolamentazione servizi premium, avrebbe cliccato il tasto di attivazione presente nella pagina di acquisto confermando la piena ed inequivocabile consapevolezza e volontarietà nella sottoscrizione del servizio – rigetto …

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Servizi telefonici – Contratti

Attivazione servizi telefonici non richiesti – eccezione del gestore telefonico: attivazione eseguita da soggetti terzi proprietari (cd providers) delle pagine web visitate dal cliente, il quale, secondo il codice di autoregolamentazione servizi premium avrebbe cliccato il tasto di attivazione presente nella pagina di acquisto confermando la piena ed inequivocabile consapevolezza e volontarietà nella sottoscrizione del servizio – rigetto – ripetizione della somma prelevata dalla carta di credito e condanna del gestore telefonico al pagamento dell’indennizzo previsto dalla deliberazione Agcom 347-18-Cons

Giudice di Pace di Napoli, Avv. Felice Alberto D’Onofrio
sentenza del 18 aprile 2019

Testo

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice di Pace di Napoli, Avv. Felice Alberto D’Onofrio, II Sezione Civile ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. …/2018 R.G. Cont.
TRA
Tiziox Ax, c.f. nnnn, el.te dom.to in Napoli, alla via … presso lo studio dell’Avv. Bx Tiziox, che lo rapp.ta e difende in virtù di mandato allegato in calce all’atto di citazione (attore)
CONTRO
XXXX (gestore telefonico) spa, in persona del l.r.p.t.,el. te dom. ta in Napoli, alla via …, presso lo studio dell’Avv. Ax Cxx, che la rappresenta e difende in virtù di procura generale allegata in atti (convenuta)
Oggetto: risarcimento danni
Conclusioni: come da verbali ed atti di causa
FATTO E SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
Con atto di citazione, notificato a mezzo PEC, l’attore sopra epigrafato evocava in giudizio la società convenuta lamentando l’attivazione di servizi telefonici non richiesti. Tanto sostanzialmente premesso, chiedeva la condanna della convenuta alla ripetizione dell’importo di euro 43,78,oltre agli indennizzi dovuti per l’indebita attivazione e la mancata risposta al reclamo nonchè interessi ed ulteriore somma per svalutazione monetaria Incardinatosi il contraddittorio, si costituiva la convenuta la quale impugnava la domanda chiedendone il rigetto, indi ammessa ed espletata la prova, precisate le conclusioni che si leggono a verbale, la causa, veniva assegnata a sentenza.
MOTIVI DELLA DECISIONE
In via preliminare in ordine alla procedibilità va osservato che l’istante, vertendo la controversia in materia di telecomunicazioni, ha documentato di aver ottemperato alla richiesta del preventivo tentativo di conciliazione ai sensi dell’art. 3 n. 2 della delibera n. 173/07/CONS del 22-05-07 presso il CORECOM Campania allegando in atti istanza di conciliazione nonché verbale di mancato accordo del CORECOM Campania del 09-07-18. Sul punto va rigettata l’eccezione della convenuta avendo l’istante documentalmente provato la corrispondenza tra quanto richiesto nell’istanza e quanto documentato nell’atto introduttivo del giudizio. La legittimazione delle parti rimane accertata per presunzioni e per tabulas. In particolare al giudice è consentito accertare d’ufficio la sussistenza, in capo alle parti, del potere di promuovere il giudizio o di resistervi, ossia la “legitimatio ad causam” attiva e passiva, ma non di rilevare d’ufficio l’effettiva titolarità dell’obbligazione dedotta in giudizio (ex plurimis Cass. n. 2091-12, 4796-06, 13756-06).
Nel merito la domanda è fondata e va accolta. Sulla scorta delle fatture allegate in atti nn. …-17, …-17, …-17 risultano attivati dei servizi aggiuntivi per importi rispettivamente di euro 7,78, 27,00, 9,00. La convenuta ha contestato la domanda eccependo che l’attivazione è stata eseguita da soggetti terzi proprietari (cd providers) delle pagine web visitate dall’istante per cui il cliente secondo il codice di autoregolamentazione servizi premium avrebbe cliccato il tasto di attivazione presente nella pagina di acquisto confermando la piena ed inequivocabile consapevolezza e volontarietà nella sottoscrizione del servizio.
Sul punto, posto che il servizio sia stato attivato da un soggetto esterno, va tuttavia, rilevato che la fatturazione ed il prelievo avvenuto direttamente sulla carta di credito, sono stati effettuati, non dal provider, ma dalla società fornitrice del servizio telefonico, la quale prima della esecuzione aveva l’onere di verificare il consenso del proprio cliente, anche al fine di evitare comportamenti fraudolenti da parte di terzi. Invero la delibera AGCOM n.664-06-cons, all’art 5 prevede che ”la volontà inequivoca del titolare di utenza telefonica di concludere un contratto deve risultare da un modulo ovvero da altro documento contrattuale, anche elettronico, recante la data e l’ora dell’avvenuto accordo e la relativa sottoscrizione del titolare dell’utenza telefonica”. Ebbene nel caso di specie parte convenuta, a fronte di quanto contestato, non ha offerto alcuna prova che l’istante abbia stipulato un contratto anche in forma elettronica tale da autorizzarla agli addebiti sulla carta di credito. Ne deriva che la domanda va accolta e la convenuta condannata alla ripetizione della somma di euro 43,78. Va pertanto condannata a corrispondere l’indennizzo previsto dalla deliberazione Agcom 347-18-Cons, allegato A, art 9 pari ad euro 5 per ogni giorno di attivazione del servizio non richiesto e pertanto considerato il periodo dal 1-12-16 (riferito alla prima fattura) fino alla disattivazione del 21-04-17 per un totale di 141 giorni va riconosciuta all’istante la somma di euro 705,00 nonché di euro 300,00 per la mancata risposta al reclamo trasmesso a mezzo pec in data 06-11-17.
In ordine alle limitazioni contenute nella carta dei servizi H3G che conterrebbero l’indennizzo entro 60 euro va osservato, che il gestore telefonico non ha documentato la sottoscrizione della relativa clausola producendo il contratto sottoscritto dall’attore. Invero la Suprema Corte (ex plurimis Cass Ordinanza n. 20606 del 12/10/2016) ha ripetutamente affermato che l’esigenza di specificità e separatezza imposta dall’art. 1341 c.c. non è soddisfatta mediante il richiamo cumulativo numerico e la sottoscrizione indiscriminata di tutte o di gran parte delle condizioni generali di contratto, solo alcune delle quali siano vessatorie, atteso che la norma richiede, oltre alla sottoscrizione separata, la scelta di una tecnica redazionale idonea a suscitare l’attenzione del contraente debole sul significato delle clausole, a lui sfavorevoli, comprese tra quelle specificamente approvate.
Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo in relazione alle fasi effettivamente svolte (tnf fino ad euro 1100,00)
P.Q.M.
Il Giudice di Pace di Napoli, II Sezione, definitivamente pronunziando sulla domanda proposta cosi provvede:
– accoglie la domanda e condanna la società convenuta, in persona del l.r. , al pagamento in favore dell’attore della somma di euro 1048,78 oltre interessi a decorrere dalla domanda;
– condanna la predetta convenuta al pagamento delle spese di lite in favore dell’Avv. Ax Tiziox, antistatario, che liquida in euro 43,00 per spese, euro 295,00 onorario, oltre iva, cpa, rimborso spese generali.
Napoli, li 17-04-2019
Il Giudice di Pace
Avv. Felice A. D’Onofrio
Depositata il 18.4.2019

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