Atto arbitrario del pubblico ufficiale, causa di giustificazione

Corte Appello Napoli, Sez.VI, sentenza del 4 ottobre 2017 – – – Causa di giustificazione: atto arbitrario del pubblico ufficiale

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Codice Penale
CAUSA DI GIUSTIFICAZIONE: ATTO ARBITRARIO DEL PUBBLICO UFFICIALE – CARATTERISTICHE – LIMITI DI APPLICABILITA’
(art. 393 bis c.p.)

Corte Appello Napoli, Sez. VI, Pres. Dott. Gallo, dott. Polizzi est., dott. Mastrominico, sentenza del 4 ottobre 2017

Presupposto per il riconoscimento della causa di giustificazione prevista dall’art. 4 del D.lgt 14/9/1944 n. 288, è un’attività ingiustamente persecutoria del pubblico ufficiale, il cui comportamento fuoriesca del tutto dalle ordinarie modalità di esplicazione dell’azione di controllo e prevenzione demandatagli nei confronti del privato destinatario. Va rimarcato che presupposto necessario per l’applicazione della causa di giustificazione ex art. 393 bis c.p., non è la mera irregolarità o illegittimità dell’atto amministrativo che si porta in esecuzione – contro cui sono esperibili gli ordinari rimedi amministrativi e giurisdizionali forniti dall’ordinamento – ma è un’attività ingiustamente persecutoria del p.u., il cui comportamento fuoriesca del tutto dalle ordinarie modalità di esplicazione dell’azione di controllo e prevenzione demandatagli nei confronti del privato destinatario. Anche ove si fosse accertata la presenza di un vizio dell’atto amministrativo cui si dava esecuzione, si verserebbe fuori dalla nozione di atto arbitrario ai fini dell’applicabilità dell’esimente, che deve ricondursi non in qualsiasi profilo di illegittimità del comportamento tenuto dal p.u. ma un comportamento, in genere, che obiettivamente manifesti o riveli un carattere di prepotenza o di sopruso determinati non da colpa ma dalla consapevole volontà del p.u. di perseguire fini o usare messi che non sono compatibili, in senso largo, col nostro ordinamento giuridico. Pertanto ai fini della detta scriminate non basta un comportamento illegittimo del p.u. perché la nozione di arbitrarietà implica capriccio, vessazione, sopruso e simili sentimenti onde nel comportamento del p.u. deve rinvenirsi anche un atteggiamento soggettivo che si concreti nella deliberata intenzione di eccedere dai limiti delle proprie attribuzioni.

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