Auto pirata, incolpevole non identificazione veicolo, risarcimento

Tribunale di Napoli Nord, Sez. II Civ., sentenza del 19 febbraio 2018 – – – Auto pirata – non identificazione veicolo per cause non imputabili – lesioni – risarcimento danni

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Risarcimento danni da circolazione stradale

AUTO PIRATA
NON IDENTIFICAZIONE VEICOLO PER CAUSE NON IMPUTABILI
LESIONI – RISARCIMENTO DANNI

Messa in mora, requisiti contenutistici – proponibilità della domanda – connessione oggettiva – connessione parzialmente soggettiva – mancata identificazione del veicolo del danneggiante, impossibilità incolpevole – onere prova – presunzioni  – impugnazione della documentazione prodotta  da controparte, disconoscimento –  responsabilità esclusiva  del conducente del veicolo rimasto non identificato – persona trasportata, risarcimento –  liquidazione danni (danno non patrimoniale conseguente alla lesione dell’integrità psico-fisica, danno biologico, danno da perdita della capacità lavorativa, danno morale, sofferenza soggettiva, personalizzazione complessiva della liquidazione) – sull’applicazione del massimale minimo – spese di lite, cause riunite –  spese CTU, solidarietà passiva delle parti

Tribunale di Napoli Nord, Sez. II Civ., Dott. Rosario Canciello, sentenza del 19 febbraio 2018

 

MANCATA IDENTIFICAZIONE DEL VEICOLO DEL DANNEGGIANTE
TITOLARITÀ PASSIVA DEL RAPPORTO CONTROVERSO IN CAPO AL FONDO DI GARANZIA PER LE VITTIME DELLA STRADA E ALL’IMPRESA DESIGNATA A GESTIRE IL RELATIVO SINISTRO

Nella sentenza

Come chiarito dalla giurisprudenza di legittimità (con orientamento senz’altro suscettibile di estensione anche a quanto attualmente previsto dall’art.283, comma 1, lettera a), D.Lgs. 209/2005), l’art. 19, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1969, n. 990, nello stabilire che l’azione per il risarcimento dei danni cagionati dalla circolazione dei veicoli o natanti per i quali vi è l’obbligo di assicurazione è ammessa nel caso in cui il sinistro sia stato cagionato da veicolo o natante non identificato, ha inteso riferirsi con quest’ultima espressione ai veicoli ed i natanti che siano rimasti sconosciuti. E’ dunque onere del danneggiato che agisca in giudizio per ottenere il risarcimento del danno, dimostrare sia che il sinistro si sia verificato per condotta dolosa o colposa del conducente di altro veicolo o natante, sia che quest’ultimo sia rimasto sconosciuto (cfr. Cass. …).
In quest’ottica, la giurisprudenza ha precisato come la prova sul punto, a carico del danneggiato, debba riguardare innanzitutto la presenza di un veicolo non identificato ed, in secondo luogo, la circostanza che la mancata identificazione sia dipesa da impossibilità incolpevole.

Pertanto, il suddetto onere probatorio ben può essere assolto anche attraverso il ricorso a presunzioni, purchè rispondenti ai requisiti previsti dalla legge. Ed invero, la giurisprudenza del Supremo Collegio ha evidenziato come il fatto che il veicolo investitore sia rimasto non identificato rappresenti circostanza che, in via presuntiva e secondo l’ id quod plaerumque accidit, può ritenersi dimostrata dal fatto che, dopo che l’incidente sia stato denunciato alle competenti autorità di polizia e che le indagini da queste ultime compiute ovvero diosposte dall’Autorità Giudiziaria per l’identificazione del veicolo danneggiante, abbiano avuto esito negativo. Irrilevante è, per contro, l’astratta possibilità di identificare il veicolo o natante rimasto sconosciuto, mediante indagini articolate e complesse da parte dello stesso danneggiato, spesso impossibilitato a procedervi a causa delle lesioni patite, ovvero perché non idoneo a compierle (cfr. Cass. …).

Tuttavia è stato efficacemente osservato in merito che anche la mancata denunzia dei fatti all’autorità investigativa penale non può costituire, a priori, un elemento ostativo al riconoscimento del danno e al riconoscimento della titolarità passiva del rapporto controverso in capo al Fondo di garanzia per le vittime della strada e all’impresa designata a gestire il relativo sinistro; al contrario, la detta circostanza va valutata unitamente agli altri elementi di prova messi a disposizione del giudicante per permettere allo stesso di valutare la complessiva attendibilità dei fatti sottoposti al suo giudizio, onde potere ravvisare l’eventuale natura fraudolente o truffaldina dell’azione intentata.
Opinare diversamente porterebbe ad elevare l’onere di denunzia del sinistro all’autorità investigativa penale al rango di una vera e propria condizione per l’accoglimento della domanda, …

D’altronde si è espressa in questo senso anche la recente giurisprudenza di legittimità, la quale ha avuto modo di osservare al riguardo che “”In tema di sinistri stradali causati da veicoli non identificati, la presentazione di una denuncia o di una querela contro ignoti non è condizione di proponibilità dell’azione di risarcimento del danno esperita, ai sensi dell’art. 19 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 ( “ratione temporis” applicabile), nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, né il danneggiato è tenuto ad attivarsi per identificare il veicolo in quanto l’accertamento giudiziale, nel cui contesto la presentazione o meno della denuncia o della querela costituisce un mero indizio, non riguarda la diligenza della vittima nel consentire l’individuazione del responsabile, ma la circostanza che il sinistro stesso sia stato effettivamente provocato da un veicolo non identificato.”” (Cass. …) e, ancora, “”Nel caso di sinistro stradale causato da veicolo non identificato, l’omessa denuncia dell’accaduto all’autorità di polizia od inquirente non è sufficiente, in sé, a rigettare la domanda di risarcimento proposta, ai sensi dell’art. 19 della legge 24 dicembre 1969, n. 990, nei confronti dell’impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada; allo stesso modo, la presentazione della denuncia o querela contro ignoti non vale, in sé stessa, a dimostrare che il sinistro sia senz’altro accaduto. Entrambe le suddette circostanze possono, al più, costituire meri indizi dell’effettivo avveramento del sinistro.”” (Cass. …)

Ne consegue che ciò che conta non è l’esito della ricerca, bensì la diligenza posta nell’individuazione del veicolo pirata.
(…)
In altri termini, laddove manchi o la denuncia-querela o il decreto di archiviazione (o entrambi) il giudice civile non deve arrestarsi al dato formale (quasi individuando delle forme improprie di giurisdizione condizionata), ma deve verificare in concreto se, sulla scorta di tutto il materiale istruttorio (tra cui anche la prova orale), possa ritenersi adeguatamente provata la fattispecie costitutiva del diritto al risarcimento del danno, incluso il requisito, che ne costituisce parte integrante, della non identificabilità del veicolo investitore.

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Testo SENTENZA
Tribunale Napoli Nord_Auto pirata_19.02.2018

 

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