Cartella di pagamento non impugnata, termine prescrizione credito

Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza del 17 novembre 2016 – – Riscossione mediante ruolo – riscossione coattiva – cartella di pagamento – atto amministrativo – termine di prescrizione del credito:  no alla “ conversione “ del termine di prescrizione breve in quello ordinario


 

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Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza n. 23397  del 17 novembre 2016

Nel caso di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva, la mancata opposizione alla cartella di pagamento non produce la c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve in quello ordinario.

 

Finalmente, la Cassazione, a Sezioni Unite, chiamata a decidere su una questione  riguardante l’intimazione di pagamento di contributi previdenziali a mezzo cartella di pagamento,  con la sentenza n. 23397 del 17 novembre 2016, pone fine alle disarmonie riscontrate nelle pronunce di diverse Sezioni e afferma i seguenti principi di diritto:

1) – “la scadenza del termine – pacificamente perentorio – per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all’art. 24, comma 5, del d.lgs. 26 febbraio 1999, n. 46, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito contributivo senza determinare anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale secondo l’art. 3, commi 9 e 10, della legge n. 335 del 1995) in quello ordinario (decennale), ai sensi dell’art. 2953 cod. civ. Tale ultima disposizione, infatti, si applica soltanto nelle ipotesi in cui intervenga un titolo giudiziale divenuto definitivo, mentre la suddetta cartella, avendo natura di atto amministrativo, è priva dell’attitudine ad acquistare efficacia di giudicato. Lo stesso vale per l’avviso di addebito dell’INPS, che dal 1° gennaio 2011, ha sostituito la cartella di pagamento per i crediti di natura previdenziale di detto Istituto (art. 30 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge n. 122 del 2010)”;

2) – “è di applicazione generale il principio secondo il quale la scadenza del termine perentorio stabilito per opporsi o impugnare un atto di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito ma non determina anche l’effetto della c.d. “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 cod. civ. Tale principio, pertanto, si applica con riguardo a tutti gli atti – comunque denominati – di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali ovvero di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli Enti locali nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via. Con la conseguenza che, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione dell’art. 2953 cod. civ., tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo”.

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