Conciliazione legittima solo con procura espressa

È inammissibile la conciliazione sottoscritta dal difensore in assenza di procura in tal senso [Ctp Reggio Emilia, sentenza 210/3/2013]

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(fonte: www.oua.it – Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana / Rassegna Stampa del 10.1.2014, pag.22)

IL SOLE 24 ORE
Ctp Reggio Emilia. Nuovi limiti all’attività del difensore
Conciliazione legittima solo con procura espressa

È inammissibile la conciliazione sottoscritta dal difensore in assenza di procura in tal senso.
Pertanto le somme già incassate dall’agenzia delle Entrate devono essere restituite. Ad affermarlo è
la sentenza 210/3/2013 della Ctp Reggio Emilia.
Questo il caso affrontato. Una società ha presentato ricorso contro un avviso di accertamento, rilevando diversi profili di illegittimità dello stesso. In attesa del procedimento, l’agenzia delle Entrate ha depositato in atti una copia della proposta di conciliazione giudiziale controfirmata per accettazione dal difensore su delega della società ricorrente, con allegata la ricevuta di versamento della prima rata.
La conciliazione è regolata dall’articolo 48 del Dlgs 546/1992. La norma stabilisce che l’ufficio può depositare una proposta di conciliazione alla quale l’altra parte abbia previamente aderito fino alla data di trattazione in camera di consiglio o fino alla discussione in pubblica udienza. È il presidente della commissione a riscontrare la correttezza della conciliazione avvenuta e, nel caso, a dichiarare con decreto l’estinzione del giudizio.
Nel caso esaminato della sentenza 210/3/2013, il giudice ha ravvisato alcune difformità nella procura conferita al difensore tali da rendere inammissibile la conciliazione depositata. In particolare la procura speciale alla lite, redatta a margine del ricorso introduttivo, prevedeva «ogni più ampia facoltà di legge» a rappresentare e difendere la ricorrente in ogni stato e grado del giudizio. Il collegio ha rilevato che il difensore non può in ogni caso compiere atti che importano disposizione del diritto in contesa, se non ne ha ricevuto espressamente il potere.
L’interpretazione data dalla giurisprudenza di legittimità a tale locuzione (si veda la pronuncia 5905/2006 della Cassazione) ha chiarito che la rinuncia alla causa è certamente un atto che dispone del diritto in contesa e pertanto occorre un mandato speciale. A nulla poi è valsa la circostanza che nella proposta depositata era allegata una procura sottoscritta per la conciliazione, in quanto – a parere del giudice di primo grado – non era contenuta in un atto processuale richiamato dall’articolo 83 del Codice di procedura civile (Cassazione 21154/2013).
Il collegio ha così concluso che il difensore non aveva alcun potere di sottoscrivere l’atto di conciliazione e pertanto quest’ultima doveva essere dichiarata inammissibile. A ciò, doveva anche conseguire la restituzione di quanto incassato dall’ufficio, unitamente agli interessi legali calcolati dalla data di versamento.

La vicenda esaminata dalla sentenza non è isolata. L’esperienza sul campo mostra come a volte nelle procure a margine o in calce ai ricorsi non venga espressamente prevista la possibilità di conciliare e, quindi, di estinguere il processo. Del resto, uno dei principali benefici della conciliazione sta nell’abbattimento al 40% delle sanzioni. Qualora non sia ritenuta ammissibile, il presidente della commissione fissa la trattazione della controversia, decidendo la causa come in un qualunque normale altro procedimento. Soprattutto quando il rischio di soccombenza è maggiore (in cui può esserci più interesse alla conciliazione) una simile “irregolarità” potrebbe, quindi, costare cara. Laura Ambrosi

Punti cardine

01|LA PROCURA. L’articolo 83 del Codice di procedura civile dispone che procura alle liti può essere generale o speciale, e deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata.
Può essere anche apposta in calce o a margine della citazione, del ricorso, del controricorso, della comparsa di risposta o d’intervento, del precetto o della domanda d’intervento nell’esecuzione, o della memoria di nomina del nuovo difensore, in aggiunta o in sostituzione del difensore originariamente designato. In tali casi l’autografia della sottoscrizione della parte deve essere certificata dal difensore. La procura speciale si presume conferita soltanto per un determinato grado del processo, quando nell’atto non è espressa volontà diversa

02|LA SENTENZA. Nel caso esaminato dalla Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia con sentenza 210/3/2013, il giudice ha ravvisato alcune difformità nella procura conferita al difensore tali da rendere inammissibile la conciliazione depositata. In particolare la procura speciale alla lite, redatta a margine del ricorso introduttivo, prevedeva «ogni più ampia facoltà di legge» a rappresentare e difendere la ricorrente in ogni stato e grado del giudizio. Il collegio ha rilevato che il difensore non può in ogni caso compiere atti che importano la disposizione del diritto in contesa, se non ne ha ricevuto espressamente il potere

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