Contratti Bancari: questione relativa ai contratti monofirma

Corte di Cassazione, Sez. I Civ, ordinanza del 27 aprile 2017 – – – Contratti Bancari: alle Sezioni Unite la questione relativa alla validità dei contratti bancari monofirma

giustizia-www-iussit-com

Contratti Bancari

Corte di Cassazione, Sez. I Civ, ordinanza n. 10447 del 27.04.2017
Alle Sezioni Unite la questione relativa alla validità dei contratti bancari monofirma

Con l’Ordinanza interlocutoria n. 10447 del 27.04.2017 della Corte di Cassazione, Sez. I Civ , è stata rimessa alle Sezioni Unite la questione relativa alla valutazione dell’obbligatorietà della sottoscrizione del contratto di investimento da parte dell’intermediario finanziario, accanto a quella del cliente. La decisione, considerata di rilevante importanza, potrebbe avere riflessi su tutti i contratti di investimento e bancari.
Questo il provvedimento: E’ rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, ai sensi dell’art. 374, comma 3, c.p.c., costituendo questione di massima di particolare importanza, la questione se, a norma del D.Lgs. n. 58 del 1998, art. 23 il requisito della forma scritta del contratto di investimento esiga, accanto a quella dell’investitore, anche la sottoscrizione ad substantiam dell’intermediario (identico dubbio interpretativo sorge in casi analoghi, ovvero in tutti i contratti di prestazione di servizi di investimento, ai sensi dell’art. 23 cit., e nei contratti bancari, ai sensi del D.Lgs. 24 settembre 1993, n. 385, art. 117).
La Suprema Corte, rilevato che, a norma l’articolo 23 d.lgs. n. 58 del 1998, è previsto l’obbligo della forma scritta per i contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento ed, in caso di inosservanza di tale prescrizione, il contratto sarebbe da ritenersi nullo. Ha poi precisato che, anche le successive operazioni di investimento compiute dall’intermediario sono da considerarsi nulle e non ratificabili tacitamente. Inoltre, ha precisato che, così come il contratto-quadro deve essere redatto per iscritto a pena di nullità, anche il contratto di gestione di investimento concluso con un intermediario finanziario, deve essere stilato per iscritto a pena di nullità, previsione che non consente equipollenti o ratifiche (Cass. 3623/2016).
Per quanto riguarda la sottoscrizione da parte di un funzionario della banca, nell’Ordinanza interlocutoria, la Prima Sezione della Cassazione ha evidenziati i principi di diritto vigenti, precisando che:
1- Non sarebbe condivisibile quanto assunto dai precedenti giurisprudenziali (vedi Cass. n.5919/2016; n. 7068/2016; n. 8395/2016; n. 8396/2016; n. 10331/2016; n. 36/2017) in merito all’interpretazione dell’art. 23 D.Lgs 58/98 che imporrebbe una forma scritta bilaterale ad substantiam
2- Sarebbe condivisibile il principio secondo cui la produzione in giudizio da parte della banca del contratto-quadro da essa non sottoscritto non rappresenterebbe idoneo equipollente della sua sottoscrizione.
I punti, comunque, sono fonte di notevoli contrasti in giurisprudenza e dottrina e danno vita a due orientamenti contrapposti.
Una prima tesi prevede che il requisito della forma scritta sarebbe soddisfatto con la sottoscrizione del solo cliente. La c.d. forma informativa sarebbe rispettata perché viene soddisfatto l’interesse alla conoscenza ed alla trasparenza, cui la norma è preordinata. L’altra parte del rapporto, ovvero la banca, è il soggetto predisponente le condizioni generali di contratto, cui l’investitore aderisce. Di qui, il rilievo che la sottoscrizione della banca a differenza di quella dell’investitore non occorre per la validità del contratto. Tale tesi eviterebbe una lettura distorta dell’art. 23 e un pericolo di strumentalizzazione dello strumento formale da parte dell’investitore.
La seconda tesi, invece, più rigorosa, propende per la sottoscrizione della banca quale requisito di forma ad substantiam al pari di quella del cliente, con applicazione – in caso contrario, di tutte le conseguenze del caso (nullità alle clausole contrattuali).
Per risolvere la controversa questione sopra esposta, la Corte ha rimesso la causa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite.

.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi