Decorrenza termine breve per appello, notifica sentenza via PEC

Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza del 18 ottobre 2018 – – – Decorrenza termine breve per appello – notifica sentenza via PEC – malfunzionamento del sistema informatico, certificazione della SOGEI, piena prova sino a querela di falso – principio dell’errore scusabile ai sensi dell’art. 37 d.lgs. n. 104/2010 per la ricorrenza del presupposto di “gravi impedimenti di fatto”

giustizia-www-iussit-com

NOTIFICA SENTENZA
TERMINE BREVE PER IMPUGNARE

Decorrenza termine breve per appello – notifica sentenza via PEC – malfunzionamento del sistema informatico, certificazione della SOGEI, piena prova sino a querela di falso – principio dell’errore scusabile ai sensi dell’art. 37 d.lgs. n. 104/2010 per la ricorrenza del presupposto di “gravi impedimenti di fatto”

Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza n. 05970 del 18 ottobre 2018

Il compimento dell’attività della notifica della sentenza, con una valenza acceleratoria ai fini della formazione del giudicato (nel senso che in caso di notifica vale il termine breve per la proposizione dell’appello), che segna il momento della conoscenza legale del provvedimento da impugnare, deve essere identificato con il momento in cui la notifica stessa risulta completa.

.
Nella sentenza:

OMISSIS

Osserva il Collegio che, (omissis).
Nella specie, risulta evidente che la conoscenza della sentenza a seguito di notifica della stessa per via informatica, non è avvenuta immediatamente, ma solo oltre un mese dopo ad esito del completamento della procedura, come attestato dalla SOGEI, certificazione che – per quanto di seguito specificato – fa piena prova sino a querela di falso.
D’altro canto, vale osservare che le contestazioni di parte appellante non giungono a smentire che il documento notificato sia nel contenuto difforme dalla sentenza oggetto di appello.
Si può dunque osservare che l’argomento svolto in via prioritaria dall’Amministrazione appellante non risulta conferente..
Ciò posto, appare corretto quanto evidenziato dagli appellati: il documento notificato (allegati 5 e 6 al controricorso) comunque conteneva l’indicazione della sentenza TAR appellata e recava il file della sentenza estratta direttamente dal sito della www.giustizia-amministrativa.it (tali aspetti non sono contestati direttamente dall’amministrazione).
L’Amministrazione sostiene la nullità della notifica sostanzialmente per mancanza di certezza circa l’oggetto del file notificato per via informatica. E non contesta poi che, di fatto, la sentenza giunta a notifica in data 14 maggio sia corrispondente a quella appellata.
Dunque, se, da un lato, non può valere l’argomento di parte appellata quanto alla consistenza di duplicato informatico del file notificato (i duplicati informatici, sono il risultato di un processo di riproduzione completamente informatizzato, effettuato in modo tale che la struttura digitale del file duplicato sia in tutto e per tutto identica a quella del file originale, ovvero che gli stessi presentino la medesima sequenza di bit; i duplicati informatici hanno, pertanto, il medesimo valore giuridico, ad ogni effetto di legge, del documento informatico originario da cui sono estratti (art. 23, comma 1, d. lgs. 82/2005), salvo l’ipotesi in cui gli stessi vengano successivamente convertiti in documenti analogici tramite la stampa), proprio perché ciò che costituisce oggetto di contestazione è la mancanza dell’elemento identificativo “hash” (elemento di cui la parte appellata non prova la contraria esistenza); dall’altro, va anche evidenziato che in caso di ‘copie informatiche’ o ‘estratti’ , il legislatore (art. 23 bis co.. 2 C.A.D.) si occupa del loro efficacia, disponendo che essi “hanno la stessa efficacia probatoria dell’originale da cui sono tratte se la loro conformità …è attestata da un pubblico ufficiale …o se la conformità non è espressamente disconosciuta”.
Ora, nell’ipotesi in discussione, l’Amministrazione non ha espressamente disconosciuto la conformità del documento notificato all’originale.
Ed allora, deve ritenersi che l’insieme degli elementi dedotti dall’Amministrazione quali sintomi di invalidità della notifica della sentenza, in realtà si appalesano quali mere irregolarità, che risultano sanabili dal riconoscimento della conformità della sentenza di primo grado notificata a quella effettivamente pubblicata, e dalla conseguente conoscenza di tutti i punti della decisione ai fini della formulazione dell’appello e dello svolgimento delle complete difese e del contraddittorio nell’introduzione del secondo grado di giudizio.
Inoltre, come evidenziato dagli appellati, la mancata indicazione del nome del file, contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, costituisce una mera irregolarità non riconducibile ad alcune delle ipotesi di nullità (Corte di Cassazione- II sez. civ. – ordinanza n. 14369 del 5 giugno 2018)
Tant’è che quanto all’utilizzo dell’indirizzo di posta elettronica, esso era estratto dall’elenco pubblico https://pst.giustizia.it/ e, peraltro, esso non risulta errato, come risulta evidente anche alla documentazione dell’Amministrazione, che nei fatti non smentisce la correttezza dell’indirizzo PEC utilizzato.
La questione che invece risulta concretamente rilevante ai fini della valutazione della tempestività del gravame, attiene al momento da cui far decorrere il termine breve per la proposizione dell’appello, ovvero se tale termine debba farsi partire dal primo momento in cui è stata notificata regolarmente la sentenza dai ricorrenti vittoriosi in primo grado oppure dal momento in cui è avvenuto il completamento della ‘consegna’ al destinatario.
Che in tema di notificazioni degli atti, “risulta ormai presente nell’ordinamento … il principio secondo il quale – relativamente alla funzione che sul piano processuale, cioè come atto della sequenza del processo, la notificazione è destinata a svolgere per il notificante – il momento in cui la notifica si deve considerare perfezionata per il medesimo deve distinguersi da quello in cui essa si perfeziona per il destinatario; pur restando fermo che la produzione degli effetti che alla notificazione stessa sono ricollegati è condizionata al perfezionamento del procedimento notificatorio anche per il destinatario e che, ove a favore o a carico di costui la legge preveda termini o adempimenti o comunque conseguenze dalla notificazione decorrenti, gli stessi debbano comunque calcolarsi o correlarsi al momento in cui la notifica si perfeziona nei suoi confronti” risulta affermato dalla Corte Costituzionale n. 28/2004 e consolidato a seguito delle sentenze della stessa Corte nn. 69 del 1994 e 477 del 2002 (la scissione dei due momenti tra invio alla notifica e perfezionamento per il destinatario risultano ribaditi dalla Corte Cassazione, con la sentenza 4 marzo 2014, n. 4993).
Da tale principio consegue:
la già richiamata scissione dei momenti di produzione degli effetti della notifica tra mittente e destinatario;
la necessità, ai fini della produzione degli effetti in capo al destinatario, del completamento della notifica stessa.
Orbene, ciò che rileva nella fattispecie che occupa è proprio tale secondo aspetto, relativamente al quale – per quanto di seguito si precisa – risultano irrilevanti le argomentazioni di parte appellata in ordine all’addebitabilità del malfunzionamento occorso in capo all’Avvocatura dello Stato.
1.5 – Può, invece, trovare applicazione, nella specie, il principio dell’errore scusabile ai sensi dell’art. 37 d.lgs. n. 104/2010 per la ricorrenza del presupposto di “gravi impedimenti di fatto” (Cons. Stato Sez. VI, 5 settembre 2017, n. 4200; Cons. Stato Sez. III, 18 luglio 2017, n. 3540) addebitabile ad un soggetto terzo quale la SOGEI, che ha specificamente attestato il malfunzionamento.
Orbene, a riguardo non può revocarsi in dubbio che il compimento della predetta attività della notifica della sentenza con una valenza acceleratoria ai fini della formazione del giudicato (nel senso che in caso di notifica vale il termine breve per la proposizione dell’appello), che segna il momento della conoscenza legale del provvedimento da impugnare, deve essere identificato – per quanto già sopra evidenziato – con il momento in cui la notifica stessa risulta completa.
Nel caso di specie, l’attestazione di SOGEI è proprio nel senso di evidenziare il mancato completamento della predetta attività prima del 14 maggio 2018 (è questa la data in cui risulta dall’atto depositato il completamento della notifica), sì da non potersi inverare prima (l’avvio alla notifica in data 4 aprile 2018) la condizione idonea alla decorrenza del termine breve.
Ricorre, dunque, nella specie l’ipotesi accordata anche dalla Plenaria di difetto di funzionamento non imputabile al destinatario idoneo a far venire meno gli effetti della notifica PEC (Cons. Stato, Ad. Plenaria, del 10.12.2014, n. 33; Cons. Stato, del 7.12.2016, n. 5164).
Ne consegue che – nella specie che occupa – non poteva esservi la notifica, prima del completamento dell’operazione di consegna del messaggio PEC, che risulta essere stato oggetto di incidente informatico (vedi relazione del gestore allegata alla memoria del 19 giugno 2018).

OMISSIS
.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi