Delibera condominiale per sosta veicoli, quorum necessari

Tribunale di Napoli, sentenza del 20 ottobre 2015 – – –  Impugnazione delibera condominiale – Amministratore legittimato a resistere senza autorizzazione per controversia rientrante in normali attribuzioni – Delibera parcheggio turnario e pagamento compenso – Natura di disciplina uso cosa comune – Impugnabilità ai sensi 1137 c.c. – Interesse ad impugnare – Prova testimoniale di avvenuta disapplicazione divieto contenuto in regolamento contrattuale di sosta nei viali condominiali – Necessità maggioranza art. 1136 comma 5 c.c. occorrente per modifica divieto sosta contenuto in regolamento contrattuale – Annullabilità delibera di modifica con quorum inferiore

 

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CONDOMINIO

Tribunale di Napoli, Dr. Stefania Starace,  sentenza del 20 ottobre 2015

 

 

Impugnazione delibera condominiale – Amministratore legittimato a resistere senza autorizzazione per controversia rientrante in normali attribuzioni – sussistenza- delibera parcheggio turnario e pagamento compenso – natura di disciplina uso cosa comune – sussistenza – impugnabilità ai sensi 1137 c.c. – sussistenza – interesse ad impugnare – sussistenza – prova testimoniale di avvenuta disapplicazione divieto contenuto in regolamento contrattuale di sosta nei viali condominiali – insufficienza – necessità maggioranza art. 1136 comma 5 c.c. occorrente per modifica divieto sosta contenuto in regolamento contrattuale – sussistenza – annullabilità delibera di modifica con quorum inferiore – sussistenza

 

L’amministratore del condominio è legittimato ad agire in giudizio per l’esecuzione di una deliberazione assembleare o, come nel caso di specie, per resistere all’impugnazione della delibera stessa da parte del condomino senza necessità di una specifica autorizzazione assembleare, trattandosi di una controversia che rientra nelle sue normali attribuzioni, con la conseguenza che in tali casi egli neppure deve premunirsi di alcuna autorizzazione dell’assemblea per proporre le impugnazioni nel caso di soccombenza del condominio.

In tema di condominio negli edifici, possono qualificarsi nulle soltanto le delibere dell’assemblea condominiale prive degli elementi essenziali, le delibere con oggetto impossibile o illecito (contrario all’ordine pubblico, alla morale o al buon costume), le delibere con oggetto che non rientra nella competenza dell’assemblea, le delibere che incidono sui diritti individuali sulle cose o servizi comuni o sulla proprietà esclusiva di ognuno dei condomini, le delibere comunque invalide in relazione all’oggetto; e debbano, invece, qualificarsi annullabili le delibere con vizi relativi alla regolare costituzione dell’assemblea, quelle adottate con maggioranza inferiore a quella prescritta dalla legge o dal regolamento condominiale, quelle affette da vizi formali, in violazione di prescrizioni legali, convenzionali, regolamentari, attinenti al procedimento di convocazione o di informazione dell’assemblea, quelle genericamente affette da irregolarità nei procedimento di convocazione, quelle che violano norme richiedenti qualificate maggioranze in relaziona all’oggetto.

Secondo la giurisprudenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (cfr sentenza n. 943 del 1999) le clausole dei regolamenti condominiali predisposti dall’originario proprietario dell’edificio condominiale ed allegati ai contratti di acquisto delle singole unità immobiliari, nonchè quelle dei regolamenti condominiali formati con il consenso unanime di tutti i condomini, hanno natura contrattuale soltanto qualora si tratti di clausole limitatrici dei diritti dei condomini sulle proprietà esclusive o comuni ovvero attributive ad alcuni condomini di maggiori diritti rispetto agli altri, mentre, qualora si limitino a disciplinare l’uso dei beni comuni, hanno natura regolamentare; ne consegue che, mentre le clausole di natura contrattuale possono essere modificate soltanto dall’unanimità dei condomini e non da una deliberazione assembleare maggioritaria, avendo la modificazione la medesima natura contrattuale, le clausole di natura regolamentare sono modificabili anche da una deliberazione adottata con la maggioranza prescritta dall’art. 1136, comma 2, c.c..

La delibera assembleare che destina il viale a parcheggio di autovetture e di moto, in quanto disciplina le modalità di uso e di godimento del bene comune, non richiede l’unanimità dei consensi ma è validamente approvata con la maggioranza prevista dall’art. 1136 c.c., comma 5, ed è idonea a comportare la modifica delle disposizioni del regolamento condominiale che si limitano a dettare norme che disciplinano, appunto, l’utilizzazione e i modi di fruizione delle cose comuni e che, in quanto tali, hanno natura regolamentare e non contrattuale.

 

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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Napoli, in persona del giudice, dr. Stefania Starace, ha emesso la seguente
SENTENZA
nella causa iscritta al n. R. G. … dell’anno 20 10 , avente ad oggetto: opposizione a delibera , avente ad oggetto: opposizione a delibera , avente ad oggetto: opposizione a delibera condominiale e vertente
TRA
Mx Axx (c.f. …), rappresentato e difeso dagli avv.ti Vx Cx e Fpx Mx presso il cui studio è elettivamente domiciliato in Napoli, alla … in virtù di procura a margine dell’atto di citazione a margine dell’atto di citazione – OPPONENTE –
E
Condominio Napoli alla via …. , in persona pro-tempore elettivamente domiciliato , elettivamente domiciliato in Napoli al … presso lo studio dell’avv. M. M. – OPPOSTO –
NONCHE’
Caiox Mr, nella qualità di genitore esercente la potestà genitoriale sul figlio minore Caiox
minore Caiox Ex (c.f.: … ) e Caiox Fx elettivamente domiciliati in Napoli alla via … presso lo studio dell’avv. M. T. Px in virtù di mandato in calce alla comparsa di intervento – INTERVENTORI –
Conclusioni: all’udienza del 29.05. 2015, le parti hanno concluso come da verbale in atti da intendersi qui integralmente richiamato e trascritto
MOTIVI DELLA DECISIONE
Con atto di citazione notificato il 4.3.2010, Axx Mx, condomino dello stabile in Napoli … conveniva in giudizio, dinanzi all’intestato Tribunale, il Condominio di tale fabbricato, in persona dell’amministratore pro tempore, deducendo la nullità e/o l’annullabilità delle due delibere assunte sul capo n. 1 dell’od.g. dall’assemblea condominiale in data 4.2.2010, di cui la prima autorizzava la sosta nelle zone condominiali e l’apposizione di talloncini di riconoscimento per l’accesso e per la sosta mentre la seconda disponeva il pagamento dei contributi per la sosta in questione; a sostegno dell’impugnazione della prima delibera deduceva i seguenti motivi: 1) violazione dell’art. 9 lett. b e lett. c e dell’art, 26 del regolamento contrattuale e, in ogni caso, assenza dei quorum deliberativi anche ai sensi dell’art. 1120 c.c.; omessa indicazione della verifica della regolare convocazione di tutti i condomini; omessa nomina del sostituto del segretario dopo l’allontanamento di quest’ultimo; omessa indicazione a verbale dei singoli condomini assenti, dissenzienti e/o astenuti ed il valore delle rispettive quote; lesine del decoro architettonico e del pari diritto di tutti condomini al godimento delle parti comuni; in ordine alla seconda delibera, invece, lamentava la mancanza del quorum deliberativo e l’alterazione del principio contributivo millesimale esistente nel condominio. Concludeva, pertanto, per sentire dichiarare l’illegittimità e l’inefficacia delle suindicate delibere e condannarsi il condominio alla refusione delle spese.
Instauratosi il contraddittorio, si costituiva il Condominio che eccepiva in via preliminare la carenza di interesse, la natura programmatica delle delibere impugnate e l’insussistenza dei motivi di opposizione atteso che l’oggetto della delibera era evitare l’accesso e la sosta nel parco di auto di estranei e non l’autorizzazione della sosta, da sempre in uso sulla rampa da oltre venti anni. Trattandosi dunque di regolamentare la sosta, era sufficiente la maggioranza semplice; ad ogni modo, anche intendendo la delibera come autorizzativa della sosta e, quindi, modificativa delle norme contrattuali esistenti, essa era stata comunque approvata con la delibera di cui all’art. 1136 comma 2° c.c.. Contestava, altresì, la ricorrenza degli ulteriori vizi eccepiti da parte attrice. Concludeva, quindi, per il rigetto della domanda con vittoria di spese.
Con comparsa depositata in data 29.6.2010, Mr Caiox, nella qualità di genitore del minore Ex Caiox, e Fx Caiox, questi ultimi due comproprietari dell’appartamento int. …, piano …, del fabbricato … sito in Napoli alla via …, intervenivano in giudizio impugnando la seconda delibera relativa all’istituzione del pagamento di un contributo per la sosta delle auto e moto nel viale del condominio che, costituendo un’innovazione ai sensi dell’art. 1120 comma 1 c.c., richiedeva per la sua approvazione la maggioranza qualificata prevista dall’art. 1136 comma 5 c.c. istituendo un onere economico per il godimento di parti condominiali. Eccepivano, altresì, la mancata previsione di tale questione nell’ordine del giorno e la mancata indicazione dei millesimi spettanti ad ogni condomino nella votazione. Concludevano quindi per sentir dichiarare la nullità e/o annullabilità della seconda delibera con condanna del condominio al pagamento delle spese di lite.
Ammesse ed espletate le prove orali dedotte dalle parti, all’udienza del 29.5.2015 la causa era riservata in decisione previa concessione alle parti dei termini ex art. 190 c.p.c..
In via preliminare, va disattesa in quanto infondata l’eccezione sollevata da parte attrice nella memoria depositata in data 20.07.2010 ai sensi dell’art. 183 sesto comma I termine c.p.c. secondo cui l’amministratore sarebbe privo di rappresentanza, essendosi costituito in giudizio senza la delibera, autorizzativa o ratificatoria, dell’assemblea condominiale, atteso che, in base al disposto degli artt. 1130 e 1131 cod. civ., l’amministratore del condominio è legittimato ad agire in giudizio per l’esecuzione di una deliberazione assembleare o, come nel caso di specie, per resistere all’impugnazione della delibera stessa da parte del condomino senza necessità di una specifica autorizzazione assembleare, trattandosi di una controversia che rientra nelle sue normali attribuzioni, con la conseguenza che in tali casi egli neppure deve premunirsi di alcuna autorizzazione dell’assemblea per proporre le impugnazioni nel caso di soccombenza del condominio (cfr. Cass. n. 1451/2014; n. 4900/1998; n. 8286/2005).

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Tribunale Napoli 20.10.2015 Opposizione a delibera condominio. Sosta veicoli. Mancanza quorum

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