Divorzio contenzioso, affidamento esclusivo della prole alla madre

Tribunale di Napoli Nord, sentenza del 7 maggio 2019 – – – Divorzio contenzioso – genitore non mantiene alcun contatto con la figlia minore, si sottrae alle sue responsabilità genitoriali, non corrisponde mantenimento mensile – affidamento esclusivo – condizioni – sussistenza

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DIVORZIO CONTENZIOSO
Genitore non mantiene alcun contatto con la figlia minore, si sottrae alle sue responsabilità genitoriali , non corrisponde mantenimento mensile – affidamento esclusivo – condizioni – sussistenza

Tribunale di Napoli Nord, sentenza del 7 maggio 2019

 

Se il genitore, nonostante il coinvolgimento e monitoraggio dei Servizi Sociali già intervenuti durante il giudizio di separazione, al precipuo scopo di ricostruire un significativo rapporto padre figlia sin dall’epoca carente, è venuto meno da anni alle sue responsabilità genitoriali senza svolgere alcun ruolo affettivo, educativo e di accompagnamento nella crescita della sua stessa prole, della quale si disinteressa anche sotto il profilo dell’obbligo di mantenimento, non può che riconoscersi sussistente un quadro di consolidato e totale disinteresse paterno nei confronti della figlia, grave e perdurante nel tempo, tanto sotto il profilo materiale, quanto sotto quello affettivo ed educativo, essendo la minore cresciuta con la sola ricorrente, la quale ha rappresentato e rappresenta per lei unica figura genitoriale di riferimento.

Il Tribunale ritiene, pertanto, che l’affidamento esclusivo ex art. 337 quater c.c. della minore alla ricorrente, peraltro corrispondente alla realtà fattuale attuale ed almeno degli ultimi sei e più anni del nucleo familiare, sia l’unica scelta che ne tuteli l’interesse ed il benessere psico evolutivo, dal momento che il resistente ha interrotto il rapporto con la figlia minore, non mantiene alcun contatto con lei e si è sottratto al dovere di mantenerla istruirla ed educarla, con ciò qualificandosi come figura genitoriale palesemente inadeguata e pregiudizievole per la positiva crescita della figlia; la madre pertanto eserciterà in via esclusiva la responsabilità genitoriale, ivi comprese le decisioni di maggiore interesse attinenti alla salute all’istruzione e all’educazione della minore.

Quanto al diritto dovere di visita del padre, in considerazione del fatto che il rapporto tra la minore ed il genitore appare allo stato inesistente per deliberata scelta paterna, – ritiene il Tribunale – non sussistenti i margini per adottare una disciplina scandita da modalità e tempi prefissati, che non si addice alla situazione di fatto attuale e potrebbe riverberarsi negativamente sul piano psicologico per la figlia, dovendosi rimettere piuttosto alla doverosa iniziativa paterna la possibilità di vedere la figlia , ma necessariamente nell’ambito di un percorso di conoscenza e riavvicinamento da svolgersi con gradualità ed in ambiente protetto, secondo tempi e modalità rimessi alla mediazione professionale dei Servizi Sociali competenti per territorio, ai quali il genitore dovrà rivolgersi per la concreta attuazione.

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Testo:

Il Tribunale di Napoli Nord, I sezione civile, nelle persone dei Magistrati:
dott.ssa Paola Bonavita – Presidente
dott.ssa Eva Scalfati – Giudice rel.
dott.ssa Francesca Sequino – Giudice
riunito in camera di consiglio ha pronunziato la seguente
S E N T E N Z A
nella causa civile iscritta al n. (…) del Ruolo Generale degli Affari Contenziosi dell’anno 2017 avente ad oggetto: divorzio contenzioso, vertente
TRA
TIZIA AX C.F. NNN rappresentata e difesa, giusta procura a margine del ricorso, dagli avv.ti Bx Cxx e Dx Exx presso il cui studio elettivamente domicilia in Xxx alla Via …
RICORRENTE
E
CAIO GX C.F. MMM residente in …
RESISTENTE CONTUMACE
NONCHE’
Pubblico Ministero presso il Tribunale di Napoli Nord
INTERVENTORE EX LEGE
CONCLUSIONI
All’udienza del 02.04.2019, il procuratore della ricorrente ha chiesto l’accoglimento della domanda riportandosi alle conclusioni rassegnate in ricorso introduttivo. Con nota del 9.04.2019, il P.M. ha concluso chiedendo la pronuncia di divorzio con conferma dei provvedimenti adottati in via provvisoria.
MOTIVI IN FATTO E IN DIRITTO DELLA DECISIONE
Con ricorso depositato il 10.04.2017, Tizia Ax, premesso di aver contratto matrimonio in Zzz in data 12.04.2006 con Caio Gx, che dalla loro unione è nata il (…) 2008 la figlia Mevia, che tra i coniugi è intervenuta sentenza di separazione n. ssss/2012 emessa dal Tribunale di Napoli pubblicata in data in data 27.11.2012, che da allora non vi è stata alcuna riconciliazione o ripresa della convivenza, non sussistendo più da tempo alcuna affectio coniugalis tra le parti, e dedotto che Caio, che già durante la convivenza coniugale si era mostrato refrattario ai doveri ed alle responsabilità familiari, in violazione di quanto disposto dal Tribunale, non aveva mai corrisposto il mantenimento di euro 400,00 mensili previsto per la figlia minore e non la vedeva da anni, disinteressandosene completamente anche sotto il profilo affettivo ed educativo, ha chiesto pronunciarsi la cessazione degli effetti civili del matrimonio (rectius lo scioglimento), disponendo al contempo l’affidamento esclusivo della minore alla madre, e la conferma dell’onere di mantenimento paterno come stabilito dalla sentenza di separazione.
All’udienza del 15.12.2017, fissata per la comparizione delle parti, il Presidente, nell’impossibilità di esperire il tentativo di conciliazione stante l’assenza del resistente pur ritualmente citato, emetteva i provvedimenti temporanei di cui all’art. 708 c.p.c, confermativi delle statuizioni giudiziali di cui alla sentenza di separazione, e rimetteva le parti davanti al giudice istruttore.
Quivi, verificata la ritualità della notifica dell’ordinanza presidenziale al resistente non comparso nella fase presidenziale (cfr. notifica ex art. 139 c.p.c. in data 9.1.2018 in atti), e dichiarata la contumacia della parte non costituitasi, era disposto l’intervento dei Servizi Sociali del Comune di Zzz al fine di relazionare sulle condizioni di vita ambientali e socio economiche della figlia minore della coppia e sui rapporti con entrambe le figure genitoriali, in funzione delle determinazioni da assumersi in ordine al regime di affidamento e visite maggiormente conforme al prevalente interesse della minore stessa. Pervenuta la relazione richiesta, la causa era rimessa in decisione sulle conclusioni rese dell’unica parte costituita all’udienza del 2.4.2019, senza concessione di termini ex art. 190 c.p.c., cui la parte implicitamente rinunciava.
La domanda è fondata e va, pertanto, accolta.
Invero, si è realizzata l’ipotesi di cui all’art. 3 n. 2 lett. b) della L. 1.12.1970 n. 898, così come modificata dalla L. 6 marzo 1987 n.74 e dalla L. 55/2015, essendo decorsi oltre dodici mesi dalla data di comparizione dei coniugi dinanzi al Presidente del Tribunale di Napoli (30.3.2010) nel giudizio di separazione conclusosi con la sentenza n. ssss/2012 pubblicata il 27.11.2012, passata in giudicato; inoltre dalla data in cui i coniugi furono autorizzati a vivere separatamente è perdurata la separazione, la quale, in mancanza di eccezione, deve presumersi ininterrotta.
Quanto alle statuizioni relative alla prole, ritiene il Collegio che debba essere stabilito l’affidamento esclusivo alla madre della figlia Mevia, allo stato di anni 10, con collocazione privilegiata presso la ricorrente, con la quale la bambina ha sempre vissuto, prima e dopo la separazione dei suoi genitori, senza predisporre un calendario prestabilito di visite e di incontri col genitore non convivente, in considerazione della dedotta assenza di qualunque rapporto all’attualità tra padre e figlia.
Ad avviso del Collegio invero, le circostanze di causa impongono la previsione dell’affidamento mono genitoriale della prole alla ricorrente, che pertanto eserciterà la responsabilità genitoriale sulla figlia minore in via esclusiva; come noto, infatti, l’affidamento condiviso dei figli minori, comportante l’esercizio della responsabilità genitoriale da parte di entrambi i genitori, con condivisione delle decisioni di maggiore importanza per la prole, costituisce la regola, cui il giudice può derogare, disponendo, in via di eccezione, l’affidamento esclusivo ad un solo genitore, solo allorché sia provata, in positivo, l’idoneità del genitore affidatario, e, in negativo, l’inidoneità dell’altro, vale a dire, la manifesta carenza o inidoneità educativa del medesimo, o, comunque, la presenza di una sua condizione tale da rendere l’affido condiviso in concreto pregiudizievole per il minore (cfr. ex multis, Cass. 26587/2009, Cass. 24526/2010; in particolare la prima delle pronunce citate, chiarisce che “integrano comportamenti altamente sintomatici dell’inidoneità di uno dei genitori ad affrontare le maggiori responsabilità conseguenti ad un affidamento condiviso sia la violazione dell’obbligo di mantenimento dei figli che la discontinuità nell’esercizio del diritto di visita degli stessi. Ne discende che, in questi casi, si configura una situazione di contrarietà all’interesse del figlio minore, ostativa, per legge, ad un provvedimento di affidamento condiviso”). Orbene, nel caso concreto, la relazione trasmessa dai Servizi Sociali di Zzz prot. … del 25.7.2018 corrobora quanto dedotto dalla Tizia in merito alla totale assenza paterna dalla vita della figlia; più specificamente dalla stessa emerge che il padre della bambina ha interrotto qualsiasi forma di contatto con la piccola e non la incontra mai, disinteressandosene del tutto, mentre la madre, positiva figura genitoriale che garantisce il benessere psicofisico della minore, ha formato da diversi anni un nuovo nucleo familiare con tale Zzzx Lx, col quale ha avuto un altro figlio, Oxx, nato nel …, nucleo familiare unito e coeso nel quale la minore Mevia insieme all’ultimo nato cresce serenamente, amata e ben curata, in buone condizioni socio ambientali, ricevendo dal compagno della madre, il quale provvede anche alle sue esigenze materiali, il necessario apporto educativo ed affettivo che il padre non le assicura.
Se dunque Caio, nonostante il coinvolgimento e monitoraggio dei Servizi Sociali già intervenuti durante il giudizio di separazione, al precipuo scopo di ricostruire un significativo rapporto padre figlia sin dall’epoca carente, è venuto meno da anni alle sue responsabilità genitoriali senza svolgere alcun ruolo affettivo, educativo e di accompagnamento nella crescita della sua stessa prole, della quale si disinteressa anche sotto il profilo dell’obbligo di mantenimento, non può che riconoscersi sussistente un quadro di consolidato e totale disinteresse paterno nei confronti della figlia, grave e perdurante nel tempo, tanto sotto il profilo materiale, quanto sotto quello affettivo ed educativo, essendo la minore cresciuta con la sola ricorrente, la quale ha rappresentato e rappresenta per lei unica figura genitoriale di riferimento.
Si ritiene pertanto che l’affidamento esclusivo ex art. 337 quater c.c. della minore alla ricorrente, peraltro corrispondente alla realtà fattuale attuale ed almeno degli ultimi sei e più anni del nucleo familiare, sia l’unica scelta che ne tuteli l’interesse ed il benessere psico evolutivo, dal momento che il resistente ha interrotto il rapporto con la figlia minore, non mantiene alcun contatto con lei e si è sottratto al dovere di mantenerla istruirla ed educarla, con ciò qualificandosi come figura genitoriale palesemente inadeguata e pregiudizievole per la positiva crescita della figlia; la madre pertanto eserciterà in via esclusiva la responsabilità genitoriale, ivi comprese le decisioni di maggiore interesse attinenti alla salute all’istruzione e all’educazione della minore.
Quanto al diritto dovere di visita del padre, in considerazione del fatto che il rapporto tra la minore ed il genitore appare allo stato inesistente per deliberata scelta paterna, non vi sono margini per adottare una disciplina scandita da modalità e tempi prefissati, che non si addice alla situazione di fatto attuale e potrebbe riverberarsi negativamente sul piano psicologico per la figlia, dovendosi rimettere piuttosto alla doverosa iniziativa paterna la possibilità di vedere la figlia Mevia, ma necessariamente nell’ambito di un percorso di conoscenza e riavvicinamento da svolgersi con gradualità ed in ambiente protetto, secondo tempi e modalità rimessi alla mediazione professionale dei Servizi Sociali di Zzz competenti per territorio, ai quali Caio Gx dovrà rivolgersi per la concreta attuazione.
Quanto alle statuizioni accessorie di carattere economico, ritiene il Tribunale di dover confermare l’obbligo di mantenimento indiretto a carico del padre nella stessa misura stabilita dal Tribunale con sentenza di separazione, in considerazione delle attuali esigenze della prole, dei tempi di permanenza presso ciascun genitore e della valenza anche economica dei compiti di accudimento e cura svolti esclusivamente dalla madre, sebbene il mantenimento ivi stabilito non sia stato corrisposto dal padre, e considerato che la ricorrente, convivendo con la minore, provvederà direttamente al suo mantenimento in proporzione alle proprie risorse economiche; deve pertanto essere confermata in questa sede la statuizione relativa all’obbligo di mantenimento disposto a carico del resistente, congruamente determinato complessivamente in euro 400,00 (quattrocento,00) mensili, che Caio dovrà versare alla Tizia, entro il giorno 15 di ciascun mese, presso il domicilio della ricorrente, da rivalutare ogni anno mediante applicazione degli indici Istat, oltre il 50% delle spese straordinarie e mediche non coperte dal SSN relative alla figlia, previo riscontro tramite adeguata documentazione.
Tenuto conto della peculiare natura del giudizio, finalizzato ad un mutamento dello status realizzabile mediante l’intervento dell’organo giudiziario, e della contumacia del resistente,
ricorrono eccezionali motivi per dichiarare non ripetibili le spese del giudizio.
P. Q. M.
Il Tribunale, definitivamente pronunciando nella controversia civile come proposta tra le parti, così provvede:
– pronunzia lo scioglimento del matrimonio contratto in Zzz il 12.04.2006 (atto n. ….) tra le parti in causa;
– affida la minore Anna Caio alla madre Tizia Ax, la quale eserciterà in via esclusiva la responsabilità genitoriale;
– dispone che Caio Gx possa incontrare la figlia come previsto in parte motiva;
– pone a carico di Caio Gx l’obbligo di contribuire al mantenimento della figlia con un assegno di euro 400,00 (quattrocento,00) mensili, da versarsi entro il giorno 15 di ciascun mese, presso il domicilio della ricorrente, e da rivalutare ogni anno mediante applicazione degli indici Istat, oltre il 50% delle spese straordinarie e mediche non coperte dal SSN, previo riscontro tramite adeguata documentazione;
– ordina che la presente sentenza sia trasmessa a cura della cancelleria in copia autentica all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di Zzz (atto n. …) per la trascrizione, le annotazioni e le ulteriori incombenze di cui agli artt. 134 R.D. 9.7.1939 n. 1238, 49 lett. g) e 69 lett. f) D.P.R. 3.11.2000 n. 396 (Ordinamento dello Stato Civile) in conformità dell’art. 10 L.1.12.1970 n. 898, come modificata dalla L. 6.3.1987 n. 74;
– nulla per le spese.
Così deciso in Aversa in camera di consiglio il 7.05.2019.
Il Giudice rel. Il Presidente
Dott.ssa Eva Scalfati Dott.ssa Paola Bonavita

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