Divorzio giudiziale: inidoneità genitoriale, affido esclusivo

Tribunale di Nola, ordinanza presidenziale del 10 luglio 2017 – – – Divorzio giudiziale – ordinanza presidenziale: chi si indebita è irresponsabile, inidoneità al ruolo genitoriale – conseguenze: affido esclusivo, tutela interesse dei minori, sospensione diritto di visita

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DIVORZIO GIUDIZIALE

Tribunale di Nola, GD Dott. Vincenza Barbalucca
ordinanza presidenziale del 10 luglio 2017

Ordinanza presidenziale: chi si indebita è irresponsabile, inidoneità al ruolo genitoriale – conseguenze: affido esclusivo, tutela interesse dei minori, sospensione diritto di visita

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Testo:

TRIBUNALE ORDINARIO DI NOLA
REPUBBLICA ITALIANA
Il Giudice Delegato dal Presidente del Tribunale
Dott. VINCENZA BARBALUCCA
Nella proc. …/2016 rgac
avente per oggetto: DIVORZIO GIUDIZIALE
vertente tra
TIZIA Axx n. … 1965 rapp.tata e difesa dall’avv. Bxx (ricorrente)
E
SEMPRONIO Cxx n. … 1965 (resistente comparso senza difensore)
Sentite le parti;
esaminate le informative;
preso atto delle dichiarazioni rese agli operatori dei SS dai figli delle parti in causa;
esaminati gli atti di causa;
-rilevato che dalle risultanze in atti emerge che il resistente è risultato avere da sempre atteggiamenti di superficialità, disamoratezza e trascuratezza nella cura affettiva e soprattutto materiale della famiglia, nuocendo gravemente sull’equilibrio psicofisico di tutta la prole, a tratti mostrando quasi di non accorgersi di tale situazione;
-rilevato in particolare che il resistente non solo è stato assente dalla vita dei figli (così come emerge dalle dichiarazioni rese dagli stessi agli operatori dei SS di Pxxx) ma addirittura ha generato una situazione economica di collasso per la famiglia per i numerosi debiti contratti dal resistente, i cui effetti risultano ricaduti sulla moglie ed anche sui figli, trattandosi di debiti contratti dal Sempronio ad insaputa della ricorrente;
-rilevato che tale situazione ha generato nel contesto familiare un clima di grave e pesante tensione, tanto che il nucleo composto dalla ricorrente ed i sei figli si è trasferito a Pxxx per trovare un contesto ambientale più tranquillizzante;
-ritenuto che il resistente, come emerge dalla sentenza di separazione, è stato commerciante di abbigliamento, risultava avere vari rapporti di conto corrente e polizze, aveva una posizione economica tranquillizzante, come è dato desumere anche dalle stesse dichiarazioni rese in udienza dal Sempronio comparso senza difensore, ciononostante ha tenuto un contegno di vita e fatto scelte non ponderate tali da infrangere ogni sicurezza per la famiglia; in ogni caso allo stato non è dato appurare se e in che misura il resistente goda ancora di proventi reddituali correlati all’attività di commerciante che comunque ha sempre svolto e verosimilmente svolge visto che gli operatori dei SS riferiscono che il resistente si limita a sporadici contatti telefonici con la famiglia non potendo lasciare la sua attività “in proprio”;
-ritenuto che il resistente, dunque, stando alle risultanze in atti, risulta essere un soggetto non idoneo al ruolo genitoriale non avendo capacità di adeguata cura e responsabilità quindi consapevolezza del ruolo, né ha dimostrato attitudine di equilibrio nella espressione del compito educativo ed affettivo dei minori Dddd ed Eeee, questo ultimo quasi non lo conosce; ma anche gli altri figli hanno manifestato un profondo senso di disapprovazione e non affezione verso un padre da cui si sono sentiti abbandonati e che li ha esposti a disagi, sacrifici e sofferenze;
-ritenuto che il complesso di tale situazione giustifica l’adozione dell’affido esclusivo dei minori alla madre, in quanto la prole necessita di un riferimento saldo e coerente sia affettivamente che nella cura materiale ed a tutt’oggi la madre ha assolto a questo compito;
-ritenuto opportuno sospendere il diritto di visita da parte del padre nei confronti dei minori Dddd ed Eeee, questi tra l’altro anche con problemi di apprendimento, ravvisandosi allo stato la necessità di preservare la prole in un contesto più rasserenate ed in ogni caso per recuperare fiducia e maggiore equilibrio psico-emotivo;
-ritenuto che nel giudizio di divorzio ai sensi dell’art 5 l.div. la determinazione dell’assegno divorzile, che presuppone prioritariamente la domanda della parte interessata, ha natura assistenziale, quindi con pronuncia costitutiva e non informato al solo principio di contribuzione per solidarietà familiare ex art. 147 cc, come in sede di separazione, oltre ad essere correlato ad una serie di specifici parametri evidenziati nel dettato normativo, quali la durata del matrimonio, il tenore di vita delle parti in costanza di matrimonio, l’entità dell’assegno di mantenimento in sede di separazione, i motivi della separazione, nonché alla valutazione finale della verifica di mezzi adeguati di sussistenza e/o capacità ed idoneità a procurarseli;
-rilevato a riguardo che la ricorrente ha dichiarato di svolgere saltuaria e precaria attività di collaboratrice domestica, mentre il resistente ha svolto attività di commerciante di abbigliamento;
-ritenuto alla luce delle emergenze in atti che si ravvisano i presupposti per la determinazione di assegno divorzile a favore della sig. Tizia Axx, tenuto conto che tra le parti è ravvisabile un verosimile squilibrio economico-patrimoniale visto che il resistente ha una adeguata forma di potenzialità reddituale, tenuto conto che in sede di separazione la ricorrente godeva di contributo al mantenimento a carico del sig. Sempronio, tenuto conto che la ricorrente ed i figli hanno impiegato e stanno impiegando molte personali risorse per risolvere situazioni debitorie contratte dal Sempronio ricadenti formalmente sugli stessi, erodendo ogni benchè minima forma di risparmio e/o garanzia economica;
– ritenuto, in linea di premessa teorica, che in sede di divorzio l’obbligo di mantenimento dei figli maggiorenni ex art. 147 e 148 cc, si caratterizza processualmente con l’onere della domanda di assegno di mantenimento da parte del coniuge con cui detti figli convivono – trattandosi di situazioni giuridica iure proprio della parte – nonché con l’onere a carico della parte richiedente di provare che detti figli non hanno raggiunto tale autonomia ovvero sono ancora studenti o comunque precari;
– rilevato nel caso che ci occupa dalle informative in atti emerge che la figlia maggiorenne Fxxx è studentessa quindi non ha raggiunto, a differenza dei fratelli Gxxx, Hxxx e Lxxx , una certa autonomia economica;
-ritenuto, quindi, che, in questa sede processuale, permane l’obbligo di mantenimento solo per la figlia maggiorenne Fxxx;
PQM
-autorizza i coniugi a vivere separati;
-dispone affido esclusivo dei minori Dddd nato a … … 2000 ed Eeee n. a … 2005 alla madre con sospensione del diritto di visita da parte del padre nei confronti dei due minori;
-determina in complessivi euro 1.000,00 il contributo al mantenimento dei due minori, della figlia maggiorenne Fxxx e della ricorrente Tizia Axx, nella misura di euro 250,00 per ciascuno, da porre a carico del resistente Sempronio Cxx e da versare alla ricorrente resistente Tizia Axx entro il giorno 5 di ogni mese a mezzo bonifico, vaglia postale o contanti con indicizzazione annuale Istat, con contribuzione nella misura del 50% alle spese straordinarie a favore dei figli (mediche non coperte dal SSN, scolastiche, parascolastiche);
-dispone che parte resistente segua un percorso di sostegno alla genitorialità;
-dispone che i SS di Pxxx svolgano monitoraggio semestrale per vigilare sulla situazione familiare e psico-emotiva dei due minori, attuandosi anche un percorso psicoterapeutico per verificare la eventuale ripresa dei contatti con la famiglia da parte del padre;
– dispone che copia degli atti di causa (atti introduttivi, copia documentazione versata) nonché copia del presente provvedimento sia trasmesso al PM in sede affinchè valuti ai sensi del combinato disposto art. 38 disp att. cc ( come novellato da l. 210 n. 219) e art. 69 cpc l’opportunità di intentare azione ex artt. 330 e 333 cc;
Assegna alla ricorrente termine sino al 5.2.2018 per il deposito in cancelleria di memoria integrativa che deve contenere il contenuto di cui all’art. 163 III comma cpc nn. 2,3,4,5,6; assegna al convenuto il termine ex art. 166 e 167 cpc per la costituzione in giudizio e per la proposizione di eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio con l’avvertimento che la costituzione oltre il suddetto termine implica le decadenze ex art. 167 cpc e che oltre detto termine non potranno più essere sollevate le eccezioni processuali e di merito non rilevabili d’ufficio. Dispone che copia del presente provvedimento sia notificato al resistente a cura di parte ricorrente entro il termine perentorio del 5.1.2018 .
Nomina GI la dott. L. Alfano; rinvia all’udienza istruttoria del … 3.2018 h.12.15 .
Si comunichi a parte ricorrente ed al PM.
Manda all’UPF presso il Tribunale per il coordinamento dei SS interessati
Nola, 10.7.2017
Il GD dott. Vincenza Barbalucca
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