Esame avvocato. Prove scritte: voto numerico sintetizza giudizio

[TAR Campania – Napoli, Sez. VIII , sentenza del 3 novembre 2014] Il voto numerico attribuito alle prove scritte esprime e sintetizza il giudizio tecnico-discrezionale dell’organo collegiale all’uopo preposto, contenendo in sé la sua stessa motivazione, senza necessità di ulteriori spiegazioni e chiarimenti

 

[TAR Campania – Napoli, Sez. VIII , sentenza n. 5597 del 3 novembre 2014]

 

Il Tribunale Amministrativo  Regionale della Campania – Napoli, con la recente sentenza, depositata il 3 novembre 2014. ha ribadito:
a) che il voto numerico attribuito alle prove scritte esprime e sintetizza il giudizio tecnico-discrezionale dell’organo collegiale all’uopo preposto, contenendo in sé la sua stessa motivazione, senza necessità di ulteriori spiegazioni e chiarimenti (cfr. Corte cost., n. 20/2009; Cons. Stato, n. 1162/2003, n. 8320/2003; n. 2881/2004; n. 5160/2006, n. 294/2008; n. 540/2008; n. 2190/2008; n. 1223/2009; n. 5410/2009; TAR Campania, Napoli, n. 10731/2008), anche qualora non siano rinvenibili segni grafici o glosse di commento a margine degli elaborati, la cui apposizione costituisce una mera facoltà (cfr. Cons. Stato, n. 2576/2009);
– che il giudizio complessivo di inidoneità riportato dalla ricorrente (84) non può dirsi ‘prossimo alla sufficienza’ (fissata in almeno 90 punti dall’art. 17 bis, comma 2, del r.d. n. 37/1934), così da imporre alla commissione esaminatrice una esplicazione fraseologica del voto numerico assegnato agli elaborati;
– che in assenza di macroscopici indizi di arbitrarietà, illogicità e travisamento fattuale, non ravvisabili nella specie, il giudizio espresso dalla commissione esaminatrice resta insindacabile in sede giurisdizionale, quale espressione di ampia discrezionalità tecnica e apprezzamento con elevato grado di opinabilità sulla preparazione del candidato, cui l’adito giudice amministrativo non può sostituire una propria valutazione nuova e alternativa, sia pure sulla scorta di indicazioni ricavabili da pubblicazioni scientifiche;
– che il tempo medio di correzione degli elaborati non assume un valore di per sé sintomatico di vizio funzionale, sia in quanto non è possibile stabilire quali concorrenti abbiano fruito di maggiore o minore considerazione e se, quindi, il vizio dedotto infici in concreto il contestato giudizio sul singolo candidato (cfr. Cons. Stato, n. 2182/2007), sia in quanto i componenti della commissione, in ragione delle loro specifiche competenze, sono perfettamente in grado di valutare rapidamente gli elaborati, sia in quanto nell’arco di una seduta di correzione risulta statisticamente sempre esaminata una quota apprezzabile di compiti molto succinti, non particolarmente ‘problematici’ o con gravissime lacune, che consentono di ‘recuperare’ tempo alle operazioni valutative;
– che le sottocommissioni preposte agli esami di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, costituite per esigenze di semplificazione e velocizzazione del lavoro di revisione possono essere presiedute anche dal vicepresidente, senza che occorra una specifica indicazione degli impedimenti che hanno reso necessaria la sostituzione del titolare (cfr. Cons. Stato, n. 3114/2007).

(Segnalata da Dott. Luigi Vingiani)

 

 

Testo:

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania
(Sezione Ottava)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale …. del 2014, proposto da:
(xx), rappresentata e difesa dall’avv. (ax)., con domicilio eletto in Napoli,  …;
contro
Ministero della Giustizia, rappresentato e difeso per legge dall’Avvoc. Distrett. Stato, domiciliata in Napoli, via Diaz, 11;
per l’annullamento
GIUDIZIO DI NON AMMISSIONE ALLE PROVE ORALI DELL’ESAME DI ABILITAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI AVVOCATO.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Ministero della Giustizia;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 22 ottobre 2014 il dott. Olindo Di Popolo e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;
Premesso che:
– col ricorso in epigrafe, (xx) impugnava, chiedendone l’annullamento, previa sospensione, gli atti concernenti la propria mancata ammissione alle prove orali dell’esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, sessione 2013;
– a supporto, deduceva svariate censure in ordine alla legittimità dell’operato della commissione esaminatrice e, in particolare, del giudizio di inidoneità dalla stessa formulato;
– l’amministrazione intimata si costituiva in giudizio per resistere al gravame esperito ex adverso;
– il ricorso veniva chiamato all’udienza del 22 ottobre 2014 per la trattazione dell’incidente cautelare;
– nell’udienza cautelare emergeva che la causa era matura per la decisione di merito, essendo integro il contraddittorio, completa l’istruttoria e sussistendo gli altri presupposti di legge.
– le parti venivano sentite, oltre che sulla domanda cautelare, sulla possibilità di definizione del ricorso nel merito e su tutte le questioni di fatto e di diritto che la definizione nel merito pone;
Considerato che, alla luce della giurisprudenza ormai consolidata, anche nella Sezione:
– il voto numerico attribuito alle prove scritte esprime e sintetizza il giudizio tecnico-discrezionale dell’organo collegiale all’uopo preposto, contenendo in sé la sua stessa motivazione, senza necessità di ulteriori spiegazioni e chiarimenti (cfr. Corte cost., n. 20/2009; Cons. Stato, n. 1162/2003, n. 8320/2003; n. 2881/2004; n. 5160/2006, n. 294/2008; n. 540/2008; n. 2190/2008; n. 1223/2009; n. 5410/2009; TAR Campania, Napoli, n. 10731/2008), anche qualora non siano rinvenibili segni grafici o glosse di commento a margine degli elaborati, la cui apposizione costituisce una mera facoltà (cfr. Cons. Stato, n. 2576/2009);
– il giudizio complessivo di inidoneità riportato dalla ricorrente (84) non può dirsi ‘prossimo alla sufficienza’ (fissata in almeno 90 punti dall’art. 17 bis, comma 2, del r.d. n. 37/1934), così da imporre alla commissione esaminatrice una esplicazione fraseologica del voto numerico assegnato agli elaborati;
– in assenza di macroscopici indizi di arbitrarietà, illogicità e travisamento fattuale, non ravvisabili nella specie, il giudizio espresso dalla commissione esaminatrice resta insindacabile in sede giurisdizionale, quale espressione di ampia discrezionalità tecnica e apprezzamento con elevato grado di opinabilità sulla preparazione del candidato, cui l’adito giudice amministrativo non può sostituire una propria valutazione nuova e alternativa, sia pure sulla scorta di indicazioni ricavabili da pubblicazioni scientifiche;
– il tempo medio di correzione degli elaborati non assume un valore di per sé sintomatico di vizio funzionale, sia in quanto non è possibile stabilire quali concorrenti abbiano fruito di maggiore o minore considerazione e se, quindi, il vizio dedotto infici in concreto il contestato giudizio sul singolo candidato (cfr. Cons. Stato, n. 2182/2007), sia in quanto i componenti della commissione, in ragione delle loro specifiche competenze, sono perfettamente in grado di valutare rapidamente gli elaborati, sia in quanto nell’arco di una seduta di correzione risulta statisticamente sempre esaminata una quota apprezzabile di compiti molto succinti, non particolarmente ‘problematici’ o con gravissime lacune, che consentono di ‘recuperare’ tempo alle operazioni valutative;
– le sottocommissioni preposte agli esami di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato, costituite per esigenze di semplificazione e velocizzazione del lavoro di revisione possono essere presiedute anche dal vicepresidente, senza che occorra una specifica indicazione degli impedimenti che hanno reso necessaria la sostituzione del titolare (cfr. Cons. Stato, n. 3114/2007);
Ritenuto, in conclusione, che:
– il ricorso in epigrafe deve essere respinto, stante la ravvisata infondatezza di tutte le doglianze con esso avanzate;
– appare equo compensare interamente tra le parti le spese, i diritti e gli onorari di lite;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Ottava), definitivamente pronunciando, respinge il ricorso in epigrafe.
Compensa interamente tra le parti le spese, i diritti e gli onorari di lite.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 22 ottobre 2014 con l’intervento dei magistrati:
Ferdinando Minichini, Presidente
Renata Emma Ianigro, Consigliere
Olindo Di Popolo, Primo Referendario, Estensore
Depositata in Segreteria Il 03/11/2014

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