Esercizio abusivo di professione

Tribunale Nola, sentenza 27 ottobre 2017 – – – L’esercizio abusivo di una professione rientra nella categoria dei reati dei privati contro la pubblica amministrazione

giustizia-www-iussit-com

Truffa – Esercizio abusivo di professione: differenze e caratteristiche.
(art. 640 c.p. – 348 c.p.)

Tribunale Nola, G.O.T.  dott. Sabato, sentenza  del 27 ottobre 2017

.

E’ opportuno precisare, che più volte la giurisprudenza di legittimità, nel chiarire la differenza sostanziale tra il delitto di truffa di cui all’art. 640 c.p., e quello di esercizio abusivo di una professione, previsto e punito all’art. 640 c.p., ha affermato che, nel sanzionare penalmente l’esercizio abusivo di una professione (art. 348 c.p.) l’ordinamento tutela l’interesse pubblico a che determinate professioni, richiedenti particolari requisiti di probità e competenza tecnica, vengano esercitate soltanto da chi, avendo conseguito una speciale abilitazione amministrativa, sia in possesso delle qualità morali e culturali richieste dalla legge; pertanto la tutela si estende soltanto agli atti “propri” o “tipici” delle diverse professioni “in quanto alle stesse riservati in via esclusiva e non anche agli atti che, pur essendo in qualche modo connessi all’esercizio professionale difettano di tipicità nel senso sopra indicato, perchè suscettibili di essere posti in essere d qualsiasi interessato”.

L’esercizio abusivo di una professione rientra nella categoria dei reati dei privati contro la pubblica amministrazione, che tutelano l’interesse pubblico a che determinate attività socialmente rilevanti non vengano svolte senza un controllo, compiuto dagli organi competenti e volto a verificare l’idoneità morale, fisica e tecnica del candidato; invece, nella truffa, che rientra tra i reati contro la pubblica amministrazione, viene leso il patrimonio di un soggetto, che viene tratto in inganno attraverso artifici e raggiri.

.