Immigrazione, schema DL accelerazione procedure, sezioni specializzate

Immigrazione. Schema di decreto-legge recante disposizioni urgenti per l’implementazione e l’accelerazione delle procedure amministrative e giurisdizionali in materia di protezione internazionale nonchè per l’introduzione di misure per accelerare le operazioni di identificazione dei cittadini di paesi non appartenenti all’Unione Europea e per il contrasto dell’immigrazione illegale // Istituzione di sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione Europea // Partecipazione dei richiedenti protezione internazionale ad attività di utilità sociale


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SCHEMA DI DECRETO-LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI URGENTI PER
L’IMPLEMENTAZIONE E L’ACCELERAZIONE DELLE PROCEDURE
AMMINISTRATIVE E GIURISDIZIONALI IN MATERIA DI PROTEZIONE
INTERNAZIONALE NONCHE’ PER L’INTRODUZIONE DI MISURE PER
ACCELERARE LE OPERAZIONI DI IDENTIFICAZIONE DEI CITTADINI DI PAESI
NON APPARTENENTI ALL’UNIONE EUROPEA E PER IL CONTRASTO
DELL’IMMIGRAZIONE ILLEGALE

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la necessità e urgenza di prevedere misure per la celere definizione dei procedimenti amministrativi innanzi alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e per l’accelerazione dei relativi procedimenti giudiziari in ragione dell’aumento esponenziale delle domande di protezione internazionale e dell’incremento del numero delle impugnazioni giurisdizionali;
Ravvisata, altresì, la necessità e urgenza di adottare misure idonee ad accelerare l’identificazione dei cittadini stranieri, per far fronte alle crescenti esigenze connesse alle crisi internazionali in atto e alla necessità di definire celermente la posizione giuridica di coloro che sono condotti nel territorio nazionale in occasione di salvataggi in mare o sono comunque rintracciati nel territorio nazionale;
Ritenuta la necessità e urgenza di potenziare la rete dei centri di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e di assicurare al Ministero dell’interno le risorse necessarie per garantire la effettività dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione e allontanamento dei cittadini stranieri in posizione di soggiorno irregolare; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del………..;
Su proposta del Ministro dell’interno e del Ministro della giustizia, di concerto con i Ministri degli affari esteri e dell’economia e delle finanze;

E M A N A

il seguente decreto-legge:
Capo I
ISTITUZIONE DI SEZIONI SPECIALIZZATE IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE, PROTEZIONE INTERNAZIONALE E LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CITTADINI DELL’UNIONE EUROPEA

Art. 1
(Istituzione delle sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea)

1. Sono istituite presso i tribunali ordinari di Bari, Bologna, Brescia, Cagliari, Catania, Catanzaro, Firenze, Lecce, Milano, Palermo, Roma, Napoli, Torino e Venezia sezioni specializzate in materia di immigrazione, protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato né incrementi di dotazioni organiche.

Art. 2
(Composizione delle sezioni e degli organi giudicanti)
1. I giudici che compongono le sezioni specializzate sono scelti tra i magistrati dotati di specifiche competenze. La Scuola superiore della magistratura organizza, in collaborazione con l’ufficio europeo di sostegno per l’asilo, istituito dal regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, e con l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, corsi di formazione per i magistrati che intendono acquisire una particolare specializzazione in materia. Ai fini dell’assegnazione alle sezioni specializzate, è data preferenza ai magistrati che, per essere stati già addetti alla trattazione dei procedimenti di cui all’articolo 3 per almeno due anni ovvero per avere partecipato ai corsi di cui al periodo precedente o per altra causa, abbiano una particolare competenza in materia. E’ considerata positivamente, per le finalità di cui al periodo precedente, la conoscenza della lingua inglese. Nei tre anni successivi all’assegnazione alla sezione specializzata, i giudici devono partecipare almeno una volta l’anno a sessioni di formazione professionale organizzate a norma del primo periodo del presente comma . Per gli anni successivi, i
medesimi giudici hanno l’obbligo di partecipare, almeno una volta ogni biennio, ad un corso di aggiornamento professionale organizzato ai sensi del presente comma. I corsi prevedono specifiche sessioni dedicate alla valutazione delle prove, ivi incluse le tecniche di svolgimento del colloquio.
2. All’organizzazione delle sezioni specializzate provvede, nel rispetto del principio di specializzazione e anche in deroga alle norme vigenti relative al numero dei giudici necessario per comporre le sezioni, il Consiglio superiore della magistratura, con delibera da adottarsi entro la scadenza del termine di cui all’articolo 22, comma 1
3. Con deliberazione del Consiglio superiore della magistratura sono stabilite le modalità con cui è assicurato, con cadenza almeno annuale, lo scambio di esperienze giurisprudenziali e di prassi applicative tra i presidenti delle sezioni specializzate.

Art. 3
(Competenza per materia delle sezioni specializzate)
1. Le sezioni specializzate sono competenti:
a)per le controversie in materia di mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore dei cittadini degli altri Stati membri dell’Unione europea o dei loro familiari di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30;
b)per le controversie aventi ad oggetto l’impugnazione del provvedimento di allontanamento dei cittadini degli altri Stati membri dell’Unione europea o dei loro familiari per motivi imperativi di pubblica sicurezza e per gli altri motivi di pubblica sicurezza di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30, ovvero per i motivi di cui all’articolo 21 del medesimo decreto legislativo, nonché per i procedimenti di convalida dei provvedimenti previsti dall’articolo 20-ter del decreto legislativo 6 febbraio 2007, n. 30;
c)per le controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, per i procedimenti per la convalida del provvedimento con il quale il questore dispone il trattenimento o la proroga del trattenimento del richiedente protezione internazionale, adottati a norma dell’articolo 6, comma 5, del decreto legislativo 18 agosto 2015, n. 142 e dell’articolo 10-ter del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, come modificato dal presente decreto, nonché dell’articolo 28 del regolamento UE n.604/2013 del parlamento europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 nonché per la convalida dei provvedimenti di cui all’articolo 14, comma 6, del predetto decreto legislativo n. 142 del 2015.
d)per le controversie in materia di mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari nei casi di cui all’articolo 32, comma 3, del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25;
e)per le controversie in materia di diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari, nonché relative agli altri provvedimenti dell’autorità amministrativa in materia di diritto all’unità familiare, di cui all’articolo 30, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.
2. Le sezioni specializzate sono altresì competenti per le controversie in materia di accertamento dello stato di apolidia.
3. Le sezioni specializzate sono altresì competenti per le cause e i procedimenti che presentano ragioni di connessione con quelli di cui ai commi 1 e 2.
4. In deroga a quanto previsto dall’articolo 50-bis, primo comma, numero 3) del codice di procedura civile, nelle controversie di cui al presente articolo il tribunale giudica in composizione monocratica.

Art. 4
(Competenza territoriale delle sezioni)
1. Le controversie e i procedimenti di cui all’articolo 3, comma 1, sono assegnate alle sezioni specializzate secondo il seguente criterio:
a) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio del distretto della Corte di appello di Bari è competente la sezione specializzata di Bari;
b) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio delle Regioni Emilia Romagna e Marche è competente la sezione specializzata di Bologna;
c) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio del distretto della Corte di appello di Brescia è competente la sezione specializzata di Brescia;
d) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio della Regione Sardegna è competente la sezione specializzata di Cagliari;
e) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio delle provincie di Catania, Enna, Messina, Ragusa e Siracusa: è competente la sezione specializzata di Catania;
f) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio della Regione Calabria è competente la sezione specializzata di Catanzaro;
g) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio delle Regioni Toscana e Umbria è competente la sezione specializzata di Firenze;
h) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio del distretto della Corte di appello di Lecce è competente la sezione specializzata di Lecce;
i) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio del distretto della Corte di appello di Milano è competente la sezione specializzata di Milano;
j) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio delle provincie di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Trapani: è competente la sezione specializzata di Palermo;
k) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio della Regione Lazio e della Regione Abruzzo è competente la sezione specializzata di Roma;
l) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio delle Regioni Campania e Molise è competente la sezione specializzata di Napoli;
m) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio delle Regioni Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta è competente la sezione specializzata di Torino;
n) quando il luogo in cui ha sede l’autorità che ha adottato il provvedimento impugnato è compreso nel territorio delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Trentino e Veneto è competente la sezione specializzata di Venezia.
2. Per l’assegnazione delle controversie di cui all’articolo 35 del decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, l’autorità di cui al comma 1 è costituita dalla commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale o dalla sezione che ha pronunciato il provvedimento impugnato ovvero il -(omissis)-

“Art. 22-bis
(Partecipazione dei richiedenti protezione internazionale ad attività di utilità sociale)
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