Inattendibilità del teste, valutazione prova

Corte di Cassazione, Sez. II Civ., ordinanza 22 marzo – 2 agosto 2019 – – – Prova testimoniale – inattendibilità del teste – verifica: afferisce alla veridicità della deposizione – valutazione discrezionale che il giudice compie alla stregua di elementi di natura oggettiva e di carattere soggettivo

giustizia-www-iussit-com

PROVA TESTIMONIALE
INATTENDIBILITÀ DEL TESTE

Verifica: afferisce alla veridicità della deposizione – valutazione discrezionale che il giudice compie alla stregua di elementi di natura oggettiva e di carattere soggettivo – anche uno solo degli elementi di carattere soggettivo, se ritenuto di particolare rilevanza, può essere sufficiente a motivare una valutazione di inattendibilità – è insindacabile, in sede di legittimità, il “peso probatorio” di alcune testimonianze rispetto ad altre

Corte di Cassazione, Sezione II Civile
ordinanza n. 20865 del 22 marzo -2 agosto 2019

 

La Corte di Cassazione, nell’ordinanza depositata il 2 agosto 2019, precisa:

“Al riguardo deve essere richiamata la giurisprudenza di questa Corte secondo cui (Cass. n. 7623/2016), la verifica in ordine all’attendibilità del teste -che afferisce alla veridicità della deposizione resa dallo stesso -forma oggetto di una valutazione discrezionale che il giudice compie alla stregua di elementi di natura oggettiva (la precisione e completezza della dichiarazione, le possibili contraddizioni, ecc.) e di carattere soggettivo (la credibilità della dichiarazione in relazione alle qualità personali, ai rapporti con le parti ed anche all’eventuale interesse ad un determinato esito della lite), con la precisazione che anche uno solo degli elementi di carattere soggettivo, se ritenuto di particolare rilevanza, può essere sufficiente a motivare una valutazione di inattendibilità.
Infatti, si è precisato che (Cass. n. 13054/2014) sono riservate al giudice del merito l’interpretazione e la valutazione del materiale probatorio, nonché la scelta delle prove ritenute idonee alla formazione del proprio convincimento, con la conseguenza che è insindacabile, in sede di legittimità, il “peso probatorio” di alcune testimonianze rispetto ad altre, in base al quale il giudice di secondo grado sia pervenuto ad un giudizio logicamente motivato, diverso da quello formulato dal primo giudice.
Nel caso di specie i giudici di appello, in conformità di quanto suggerito da alcuni precedenti di questa Corte (Cass. n. 1547/2015) secondo cui, nel caso sussista un contrasto fra le dichiarazioni rese dai testimoni escussi, il giudice di merito è tenuto a confrontare le deposizioni raccolte ed a valutare la credibilità dei testi in base ad elementi soggettivi ed oggettivi, quali la loro qualità e vicinanza alle parti, l’intrinseca congruenza di dette dichiarazioni e la convergenza di queste con gli eventuali elementi di prova acquisiti, per poi esporre le ragioni che lo hanno portato a ritenere più attendibile una testimonianza rispetto all’altra o ad escludere la credibilità di entrambe, hanno puntualmente compiuto tale valutazione dando atto di come le deposizioni di alcuni dei testi indicati dagli attori ( … e …) non avessero portata rivelatrice circa l’effettiva esistenza del contratto di …, e rilevando, quanto alla teste …., come la sua complessiva inattendibilità trovasse conforto sia nella sua qualità soggettiva, di attuale dipendente delle parti appellate, sia nella contraddittorietà tra quanto dichiarato e quanto emergeva in maniera univoca dalle deposizioni degli altri testi, di cui non era invece in discussione l’attendibilità.

.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi