Intercettazioni telefoniche: valutazione del linguaggio adoperato

Tribunale Napoli, G.U.P., sentenza 12 giugno 2018 – – – Intercettazioni telefoniche – interpretazione del linguaggio e del contenuto delle conversazioni telefoniche – questione di fatto

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INTERCETTAZIONI TELEFONICHE:
VALUTAZIONE DEL LINGUAGGIO ADOPERATO
CRITERI – NOZIONE DI DROGA PARLATA
(art. 266 c.p. e ss. )
Tribunale Napoli, G.U.P. Dott. Pilla , sentenza 12 giugno 2018

In materia di intercettazioni telefoniche, l’interpretazione del linguaggio e del contenuto delle conversazioni telefoniche, costituisce questione di fatto. Siffatta valutazione è dunque rimessa al giudice di merito e si sottrae al sindacato di legittimità a condizione che la valutazione medesima sia motivata in conformità ai criteri della logica e delle massime di esperienza. Il principio fissato dalla giurisprudenza di legittimità è un punto di riferimento fondamentale per il giudice di merito che viene dunque “responsabilizzato” in ordine alla operazione di natura ermeneutica che deve effettuare rispetto al materiale intercettizio. Con l’espressione di “droga parlata” si indica il linguaggio che è adoperato dagli spacciatori nel corso delle conversazioni per gli accordi e le trattative relative al commercio dello stupefacente. Il linguaggio volutamente criptico, è caratterizzato da una terminologia in codice molto varia la cui decodificazione rappresenta la maggiore fatica dell’interprete. Il giudice dunque deve compiere attraverso un’attenta analisi delle conversazioni e considerata la frequenza di alcune espressioni, una difficile e complessa valutazione delle risultanze investigative
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