Legittimo l’accertamento bancario innescato da una denuncia anonima

Cassazione, ordinanza n. 1348 del 18 gennaio 2019 – – –  Legittimo l’accertamento bancario innescato da una denuncia anonima

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LEGITTIMO L’ACCERTAMENTO BANCARIO
INNESCATO DA UNA DENUNCIA ANONIMA

Uno scritto senza firma può ben costituire l’avvio di attività per l’assunzione di dati conoscitivi. Se tale principio ha valore in sede penale, deve trovare applicazione anche nel tributario

In caso di omessa dichiarazione, l’accertamento induttivo, provocato da uno scritto anonimo e fondato su indagini bancarie, non deve essere supportato da “elementi gravi precisi e concordanti”, sono sufficienti anche presunzioni supersemplici. L’onere di ribaltarle, precisa la Cassazione con l’ordinanza n. 1348 del 18 gennaio 2019, spetta al contribuente.

Evoluzione processuale
La vicenda trae origine dagli avvisi di accertamento Iva, Irpef e Irap, con i quali l’Agenzia delle entrate aveva contestato redditi di lavoro autonomo non dichiarati per più annualità.
La contribuente ricorreva nella Commissione tributaria provinciale competente, che accoglieva le doglianze proposte.
La Ctr del Piemonte respingeva l’appello dell’Agenzia delle entrate, affermando che l’ente impositore, non aveva assolto il proprio onere probatorio, non avendo verificato, nel caso di specie, la provenienza degli assegni bancari versati, con continuità, nel conto corrente della contribuente.

L’Amministrazione, quindi, proponeva ricorso per cassazione, [continua a leggere >>]

(Fonte: www.fiscooggi.it)

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