Mancata comunicazione dati personali, art. 126 bis co. 2 c.d.s.

GIUDICE DI PACE DI CASERTA, sentenza del 23 febbraio 2012
Violazione al Codice della strada, art 126 bis co. 2 – Opposizione a verbale – Competenza territoriale –   P.A., omesso deposito documentazione – Onere della prova – Mancata indicazione nel verbale dell’obbligo di inviare comunicazione  dei dati personali e della patente –  Verbale erroneamente formulato - Nullità
 


   
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Sanzione amministrativa
Violazione al Codice della strada
 
OPPOSIZIONE A VERBALE
VIOLAZIONE ART. 126 BIS, CO. 2, C.d.S.
MANCATA COMUNICAZIONE DATI CONDUCENTE
 
[Giudice di Pace di Caserta, Dott. Domenico Barra
sentenza del 23 febbraio 2012]
 
Competenza territoriale –   P.A., omesso deposito documentazione – Onere della prova – Mancata  indicazione nel verbale dell’obbligo di inviare comunicazione dei dati personali e della patente  Mancato riferimento all’art. 180 comma 8, quale norma che sancisce l’applicazione della  sanzione  amministrativa  pecuniaria – Nullità del verbale
 
 
Nella Sentenza
 
Competenza
>> …la violazione dell’art. 126 bis c.d.s. avviene non nell’ufficio dell’Agente accertatore, ma nel momento in cui il trasgressore non ha spedito il plico contenente le notizie relative al conducente del veicolo, mettendo in atto un reato omissivo istantaneo. Tale comportamento illegittimo è maturato nel domicilio/residenza del trasgressore, locus commissi delicti, quindi, competente a conoscere della violazione prevista dall’art. 126 bis c.d.s. non è solo il giudice del luogo ove risiede l’ufficio accertatore, ma anche il giudice del luogo ove è stata commessa materialmente la violazione (domicilio/residenza del trasgressore).
 
Onere della prova
>> … La Prefettura di Caserta e la Polizia Stradale di Roma non hanno adempiuto al loro onere cioè non hanno dato la prova che  nella contravvenzione notificata  vi era riportato l’obbligo della comunicazione e l’avviso che tale omissione avrebbe comportato la sanzione pecuniaria de quo.
 
Verbale erroneamente formulato – mancata indicazione norma sanzionatoria – Illegittimità
>> … l’art. 201 C.d.s. stabilisce che il verbale da notificare deve contenere “gli estremi  precisi  e  dettagliati  della violazione”. Ai sensi, poi, degli artt. 384 e 385 del  Regolamento  di  Esecuzione  del  C.d.s., i quali richiamano anche il comma 4 dell’art. 383, il verbale di accertamento deve contenere, tra l’altro, la sommaria esposizione dei fatti, l’indicazione delle norme violate ed essere conforme al modello VI.1 allegato al regolamento.
 
 
  
 
REPUBBLICA ITALIANA
Ufficio del Giudice di Pace diCaserta- 2 asezione
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice di Pace di Caserta in persona del dott. Domenico Barra ha pronunciato alla pubblica udienza del 23 febbraio 2012 la seguente
SENTENZA
Nella causa iscritta al R.G. …. anno 2009
TRA
KKKK s.r.l.  in persona del legale rappresentate pro-tempore con sede in Caserta alla via Exxxx n. ..  - elettivamente domiciliato in Caserta alla via …. presso lo studio degli avv.ti Cx Ax Bxx e Dx Fxx che la rappresentano e difendono giusta procura in calce al ricorso
-   Ricorrente -
E
Prefettura di Caserta,  in persona del legale rappresentante pro tempore
Ministero dell’Interno– Sezione Polizia Stradale di Roma
-  Resistente  -
Oggetto: opposizione  a verbale – ….. del 21-10-2008
- Violazione art. 126 bis  comma 2 del C.d.S. -                            
Conclusioni : come da verbali di causa
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
La Polizia Stradale di Roma  notificava  al ricorrente KKKK s.r.l. il verbale n. ……. del 21-10-2008 redatto per violazione dell’art. 126 /Bis comma 2 del C.d.S. in quanto il ricorrente senza giustificato motivo non ottemperava all’invito di fornire informazioni sui dati personali  e sulla patente di guida di colui che in data 27-03-2008 conduceva il veicolo  con  targa …. per violazione dell’art. 142/8 comma  C.d.s., verbale notificato al ricorrente il 28-04-2008 per contravvenzione n.  …..
Con ricorso depositato a norma e nei termini di cui all’art. 23 L. 689/1981 il ricorrente, di cui alla intestazione, ha proposto opposizione avverso l’accertamento di cui sopra deducendo l’illegittimità della contestazione perché nel verbale originario notificato non vi era riportato l’obbligo della comunicazione, inoltre aveva proposto ricorso avverso l’originaria contravvenzione ed infine impugnava la presente contravvenzione  per altri vizi formali.
Questo giudicante fissava l’udienza di discussione per il giorno 11-10-2010.
La comunicazione della data dell’udienza di discussione era notificata al ricorrente il 12-03-2010, alla Prefettura il 02-03-2010 ed alla Polizia Stradale il 03-03-2010.
La Prefettura di Caserta non si è costituita e non ha depositato alcuna documentazione.
La Polizia Stradale di Roma non si è costituita e non ha depositato alcuna documentazione.
All’udienza fissata comparve il difensore del ricorrente il quale chiedeva rinvio per depositare copia del ricorso presentato.
All’udienza odierna di discussione nessuno è comparso.
Ad istruttoria espletata la causa è stata decisa come da dispositivo letto e pubblicato in udienza.
MOTIVI DELLA DECISIONE
In via   preliminare il ricorso va dichiarato ammissibile in quanto presentato nei termini e nelle forme stabilite dalla legge.
Ancora in via preliminare ed in rito, correttamente il ricorrente ha individuato la giurisdizione di questo giudice di pace nonché la sua competenza per territorio.
(A) Questioni preliminari
ƒÑƒwPoteri del giudice di pace Il giudice di pace può revocare o modificare l’atto amministrativo che forma oggetto del suo esame, e non soltanto limitarsi a disapplicarlo, come consentito dall’art. 4 della legge 20 marzo 1865 n. 2248 allegato E. È noto, che il procedimento innanzi al giudice di pace si presenta in sostanza come un “ibrido”, in quanto, mentre la propria disciplina è strutturata (per la parte in cui non sono fissate particolari regole) secondo le norme del giudizio civile, al tempo stesso è assimilabile, sotto certi profili, al giudizio amministrativo, e presenta ancora ampie analogie con il processo penale, più precisamente con quello di opposizione al decreto penale. Di conseguenza la specialità del procedimento e la particolarità dei poteri conferiti al giudicante, consentono al giudice di pace di sindacare non solo l’atto sotto il profilo della legittimità, ma anche del merito. In altre parole il giudice non solo può accogliere o rigettare tout court l’opposizione, ma anche delimitare la propria pronuncia ad un accoglimento parziale, annullando in tutto o in parte l’atto, o modificandolo nel quantum dell’importo dovuto a titolo di sanzione (art. 23 comma 11). Tutto ciò perché oggetto principale del giudizio di opposizione di cui alla legge 689/1981 non è l’atto impugnato, ma la stessa pretesa sanzionatoria fatta valere dall’amministrazione.
ƒÒƒwƒnCompetenza per territorio di questo giudicante.
La competenza è di questo giudicante sebbene la contravvenzione sia stata elevata dalla Polizia Stradale di Roma il 21-10-2008 e nel verbale è indicato il giudice di pace di Roma quello competente a conoscere dell’opposizione.
A tal proposito bisogna ricordare che la giurisprudenza penale distingue tra reato omissivo istantaneo e reato omissivo permanente; ritiene che si verifica la prima ipotesi quando il dovere violato con l’omissione ha per contenuto un comportamento da prestarsi entro un determinato termine, decorso il quale l’obbligato non è più in grado di far cessare lo stato di antigiuridicità già determinato con la condotta omissiva; onde l’interesse tutelato resta leso in modo definitivo. Ricorre l’ipotesi del reato omissivo permanente, quando la scadenza del termine non preclude la possibilità di eliminare la situazione antigiuridica.
Ciò premesso esaminiamo il caso sanzionato dal legislatore nell’art. 126 bis c.d.s.
Bisogna distinguere tra le rilevazioni al codice della strada effettuate nell’immediatezza della circolazione (autovelox, traffiphot, sosta vietata, etc.) ove vige il principio della competenza funzionale di cui all’art. 28 del c.p.c.; di conseguenza è competente a conoscere della questione solo il giudice del luogo ove è stata rilevata l’infrazione al codice della strada. Discorso diverso, invece, vale per la violazione dell’art. 126 bis del c.d.s. perché nel caso de quo la rilevazione dell’infrazione è stata elevata non sulla verifica de visu del veicolo in sosta o in velocità eccessiva e così via, ma nell’ufficio attraverso la verifica cartacea degli atti. Ad opinione di questo giudicante, seguito da numerosa giurisprudenza di merito, la violazione dell’art. 126 bis c.d.s. avviene non nell’ufficio dell’Agente accertatore, ma nel momento in cui il trasgressore non ha spedito il plico contenente le notizie relative al conducente del veicolo, mettendo in atto un reato omissivo istantaneo. Tale comportamento illegittimo è maturato nel domicilio/residenza del trasgressore, locus commissi delicti, quindi, competente a conoscere della violazione prevista dall’art. 126 bis c.d.s. non è solo il giudice del luogo ove risiede l’ufficio accertatore, ma anche il giudice del luogo ove è stata commessa materialmente la violazione (domicilio/residenza del trasgressore).
Avendo il ricorrente adito questo giudicante che è il giudice del luogo in cui si è perfezionata la violazione per la omessa comunicazione, competente a conoscere della questione è questo giudicante. 
 (B) Nel merito. Venendo al merito, deve subito precisarsi che la opposizione va accolta e va annullato  il verbale di contravvenzione.
Primo rilievo. Omesso deposito della documentazione.
La Prefettura di Caserta e la Polizia Stradale di Roma, sebbene abbiano avuto regolare notifica della data di discussione, non hanno depositato alcun atto a prova che la originaria contravvenzione sia mai stata notificata, né che in detto verbale di contravvenzione vi era riportato per iscritto l’obbligo di inviare la comunicazione di cui all’art. 126 bis  C.d.s.
Deve, quindi, ritenersi che l’obbligo per il ricorrente di inviare la comunicazione non esistesse perché non vi è la prova della sua esistenza nel verbale notificato.
Esaminiamo come la legge regola l’onere della  prova tenendo  presente che  l’art. 23 comma 12 della legge  689/1981  recepisce  le   regole   civilistiche sull’onere della  prova  ricordando solo che  la Prefettura di Caserta e la Polizia Stradale di Roma assumono  la qualità di attore  e  il ricorrente  quello di  convenuto.
L’art.  2697 c.c.  stabilisce   “Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”.    Il 2° comma dello stesso articolo recita “Chi eccepisce l’inefficacia di tali fatti ovvero eccepisce che il diritto si è modificato o estinto deve provare i fatti su cui l’eccezione si fonda”. 
Se una parte non fornisce la prova che su di lui incombe, soccombe nella causa. L’attore deve provare i fatti costitutivi che sono a fondamento della sua domanda, ossia quei fatti che producono gli effetti da lui invocati. Spetta invece al convenuto la prova dei fatti impeditivi, estintivi o modificativi che possono comportare il rigetto della domanda dell’attore.
Finchè l’attore non abbia provato il fatto costitutivo, nessun onere probatorio grava sul convenuto; solo se l’attore fornisce tale prova, il convenuto dovrà, per evitare la soccombenza, contrapporre un’eccezione e provare i fatti (impeditivi, estintivi o modificativi) sui quali essa si fonda.
Ciò premesso esaminiamo il nostro caso.
Il ricorrente sostiene che nel verbale notificato non era riportato l’obbligo di inviare la comunicazione dei dati della patente di colui che il giorno della contravvenzione era alla guida del veicolo. La Prefettura di Caserta e la Polizia Stradale di Roma dovevano depositare la documentazione a sostegno della fondatezza della sanzione irrogata e della correttezza del procedimento  amministrativo seguito; in particolare dovevano esibire la originaria contravvenzione notificata e dimostrare che essa era stata eseguita entro il termine perentorio fissato dall’ art. 201 del codice della strada  e nel suo testo era trascritto l’obbligo imposto di inviare la comunicazione entro il termine perentorio di giorni sessanta dal ricevimento.
La Prefettura di Caserta e la Polizia Stradale di Roma non hanno adempiuto al loro onere cioè non hanno dato la prova che  nella contravvenzione notificata  vi era riportato l’obbligo della comunicazione e l’avviso che tale omissione avrebbe comportato la sanzione pecuniaria de quo.
Non avendo adempiuto la Prefettura di Caserta e la Polizia Stradale di Roma all’onere loro imposto, il ricorso deve essere accolto perché nel processo civile vige il principio dispositivo – art. 115 cpc – secondo il quale il  giudice  deve decidere  iuxta alligata et probata.
Altro rilievo  -   A quanto  detto  deve aggiungersi che il verbale de quo è nullo perché erroneamente formulato.
L’art. 126 comma 2 del CdS  – nell’ultima parte – prevede  che se il proprietario del veicolo omette di fornire i dati richiesti, si applica a suo carico la sanzione prevista dall’art. 180, comma 8 del C.d.s.  Il verbale  di cui qui si controverte [n.   ……. del 21-10-2008]  nel suo testo contiene solo la menzione  dell’art. 126 comma 2 e non contiene nessun riferimento all’art. 180 comma 8, quale norma che sancisce l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria 
Riteniamo che un provvedimento amministrativo che contenga l’erronea indicazione della norma violata ovvero una  incompleta indicazione della norma violata sia un provvedimento contraddittorio e viola il diritto di difesa.
Infatti l’art. 201 C.d.s. stabilisce che il verbale da notificare deve contenere “gli estremi  precisi  e  dettagliati  della violazione”. Ai sensi, poi, degli artt. 384 e 385 del  Regolamento  di  Esecuzione  del  C.d.s., i quali richiamano anche il comma 4 dell’art. 383,   il verbale di accertamento deve contenere, tra l’altro, la sommaria esposizione dei fatti, l’indicazione delle norme violate ed essere conforme al modello VI.1 allegato al regolamento.  E’ chiaro che il legislatore,  prescrivendo una rappresentazione completa e puntuale dell’illecito che si assume commesso, vuole evitare che la ritardata instaurazione del contraddittorio si risolva in una ingiusta limitazione del diritto di difesa attraverso una incompleta o una contraddittoria conoscenza dei fatti esposti.
La natura della controversia e le ragioni che hanno portato alla dichiarazione di accoglimento del ricorso legittimano la compensazione integrale delle spese di giudizio.                                             
P. Q. M
Il Giudice  di  Pace  di  Caserta   definitivamente  pronunciando sulla opposizione    R.G. …. anno 2009 proposta da KKKK s.r.l.  contro Prefettura di Caserta e Polizia Stradale di Roma, ogni altra eccezione disattesa, così provvede:
1.     Accoglie l’opposizione.
2.     Per l’effetto, annulla il verbale   -….. del 21-10-2008  redatto per violazione dell’art. 126 /bis comma 2 del C.d.S. con  tutte  le conseguenze di legge.
3.     Compensa fra le parti le spese del presente giudizio.
Così deciso in Caserta il dì 23 febbraio 2012             
Il Giudice di Pace
dott. Domenico Barra
 
 

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