Misure cautelari personali, riesame ordinanza, retrodatazione

Illegittimità costituzionale art. 309 c.p.p. – – – Corte Costituzionale, sentenza n. 293 del 2 dicembre 2013, depositata il 6.12.2013

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Processo penale

Misure cautelari personali – Riesame delle ordinanze che dispongono una misura coercitiva – Deducibilità della questione della retrodatazione dell’ordinanza cautelare, in sede di riesame, subordinata (nell’interpretazione delle Sezioni unite della Corte di cassazione) anche alla condizione che tutti gli elementi per la retrodatazione stessa emergano dall’ordinanza riesaminata – Disparità di trattamento tra sottoposti a custodia cautelare, potendo beneficiare della retrodatazione soltanto gli assoggettati a coercizione in forza di ordinanza contenente tutti gli elementi ai fini della stessa.

La Corte Costituzionale
dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 309 del codice di procedura penale, in quanto interpretato nel senso che la deducibilità, nel procedimento di riesame, della retrodatazione della decorrenza dei termini di durata massima delle misure cautelari, prevista dall’art. 297, comma 3, del medesimo codice, sia subordinata – oltre che alla condizione che, per effetto della retrodatazione, il termine sia già scaduto al momento dell’emissione dell’ordinanza cautelare impugnata – anche a quella che tutti gli elementi per la retrodatazione risultino da detta ordinanza.
[Corte Costituzionale, sentenza n. 293 del 2 dicembre 2013, depositata il 6.12.2013]

(Fonte: cortecostituzionale.it)

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