Inesistenza notifica ingiunzione. Multa cds, mancanza relata

Giudice di Pace di Caserta, sentenza del 10 marzo 2014 – –  Multa. Ingiunzione di pagamento del Concessionario per la riscossione – sanzione amministrativa per violazione al codice della strada – opposizione – inesistenza notifica (mancanza sottoscrizione relata e nome del procedente) – accoglimento


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NOTIFICAZIONE

[Giudice di Pace di Caserta, Dott. Domenico Barra, sentenza del 10 marzo 2014]

 

Nella Sentenza

>>….” l’art. 26 del dpr 29-09-1973 n. 602 ed in particolare il primo comma che individua i soggetti abilitati alla notificazione degli atti ed autorizza la notifica anche a mezzo del servizio postale con raccomandata con avviso di ricevimento. L’ultimo comma di detta norma rinvia alle disposizione dell’art. 60 il quale stabilisce che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente è eseguita secondo le norme stabilite dagli art. 137 ss. del c.p.c. Il legislatore, quindi, non fa alcuna distinzione tra la notifica eseguita a mani dall’ufficiale giudiziario o dal messo di notificazione e quella eseguita dall’ufficiale postale: tutte devono essere eseguite rispettando le disposizione di cui agli artt. 137 e ss. del codice di rito. Ai nostri fini, quello che rileva in modo particolare è l’art. 148 che sancisce la necessità della compilazione della relata di notifica sull’originale e sulla copia.”

“la notifica della ingiunzione fiscale a mezzo posta non si sottrae alle regole procedurali di cui agli artt. 137 e ss. c.p.c. ed in particolare all’obbligo della compilazione della relata di notifica da parte del soggetto procedente”

Nella fattispecie “si vede subito che non vi è la relata di notifica perché manca non solo la sottoscrizione dell’ufficiale giudiziario o del messo di notificazione che l’ha effettuata, ma addirittura non è trascritto neppure il nome del soggetto notificatore. La giurisprudenza è concorde nel sostenere che la notificazione è, in tale ipotesi, giuridicamente inesistente”

 

Testo  sentenza

REPUBBLICA ITALIANA
Ufficio del Giudice di Pace di Caserta – 2 a sezione
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice di Pace di Caserta in persona del dott. Domenico Barra ha pronunciato alla pubblica udienza del 13 febbraio 2014 la seguente
Sentenza
Nella causa iscritta al R. G. (…) anno 2012
tra
Tiziox Ax c.f. (…) nato a (…) e residente in (…) – elettivamente domiciliato in Caserta (…) presso lo studio dell’avv. Bx Cxx che lo rappresenta e difende giusta procura in calce all’originario atto di citazione notificato il 06-06-2012. (Ricorrente)
e
XXXX s.r.l. – c.f. (…) – Concessionario del Comune di Caserta dei servizi di gestione e riscossione dei tributi comunali, Ici, Tarsu ed acque reflue – in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in Caserta (…) – elettivamente domiciliata in Caserta (…) presso la sede della società ove domiciliano gli avv.ti Dx Exx e Fx Gxx che la rappresentano e difendono, congiuntamente e disgiuntamente, giusta procura a margine della comparsa di costituzione e risposta. (Resistenti)
Oggetto: opposizione ingiunzione fiscale n. (…) emessa per verbale (…) del 20-01-2008 elevato per contravvenzione al codice della strada
Conclusioni: come da verbali di causa
Svolgimento del processo
Con atto di citazione in riassunzione regolarmente notificato a XXXX s.r.l. il 29-10-2012, Tiziox Ax, come sopra rappresentato e difeso, proponeva opposizione avverso la ingiunzione fiscale n. (…) emessa per verbale (…) del 20-01-2008 e notificata il 22-04-2009 per l’importo di euro 440,10.
L’attore in via preliminare evidenziava che l’ingiunzione fiscale era nulla perché faceva riferimento ad un verbale di contravvenzione distinto col numero (…) del 20-01-2008 avverso il quale egli aveva proposto ricorso al Prefetto di Caserta e questi aveva rigettato il ricorso con ordinanza (…)/R/08/CEE/Area III; avverso detta ordinanza l’attore proponeva ricorso innanzi al G.d.P. di Caserta; la causa era iscritta a R.G. (…)/2009 e con la sentenza n. (…)/2011 il G.d.P. di Caserta accoglieva il ricorso annullando la ordinanza ingiunzione del Prefetto; era evidente quindi che la ingiunzione fiscale era stata illegittimamente emessa perché priva del titolo di credito presupposto indifettibile della ingiunzione fiscale.
Incardinatosi il giudizio, si costituiva XXXX s.r.l. che resisteva alla domanda ed eccepiva il difetto di legittimazione passiva. A sostegno delle proprie tesi, la XXXX s.r.l. deduceva: — che il ruolo esattoriale viene redatto solo dagli Enti impositori e questi ultimi lo trasmettono al Concessionario perché proceda alla riscossione coattiva; — che ogni doglianza avverso le iscrizioni a ruolo doveva essere rivolta esclusivamente contro gli Enti impositori; — che la originaria ingiunzione fiscale era stata regolarmente notificata. Relativamente ai danni lamentati, nessuna prova era stata fornita dall’attore e, quindi, la domanda non poteva essere accolta.
La causa era istruita con produzione di documenti di parte attrice e della convenuta XXXX s.r.l. Essendo scomparso il fascicolo di ufficio il giudice ne autorizzava la ricostruzione. Non necessitando attività istruttoria, la causa era riservata in decisione all’udienza del 13 febbraio 2014.
Motivi della decisione
Questo giudicante deve subito dichiarare la inesistenza della ingiunzione fiscale perché mai giuridicamente notificata.
Nullità della ingiunzione fiscale.
Esaminiamo l’ingiunzione fiscale qui impugnata e distinta dal n. (…) del 30-09-2011. Questa ingiunzione è emessa a favore del Comune di Caserta per una contravvenzione al C.d.S.
Il ricorrente solleva la eccezione della inesistenza giuridica della notifica della ingiunzione fiscale. Questo problema ha valore pregiudiziale rispetto alle altre problematiche sollevate dal ricorrente. In primis non vi sono dubbi, trattandosi di contravvenzione al C.d.S., che sia applicabile la procedura di cui all’art. 27 della legge 689/1981 la quale statuisce che decorso inutilmente il termine fissato per il pagamento, l’autorità che ha emesso la ordinanza ingiunzione procede alla riscossione delle somme dovute in base alle norme previste per la esazione delle imposte dirette. Per comprendere la procedura da eseguire bisogna esaminare dapprima l’art. 26 del dpr 29-09-1973 n. 602 ed in particolare il primo comma che individua i soggetti abilitati alla notificazione degli atti ed autorizza la notifica anche a mezzo del servizio postale con raccomandata con avviso di ricevimento. L’ultimo comma di detta norma rinvia alle disposizione dell’art. 60 il quale stabilisce che la notificazione degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati al contribuente è eseguita secondo le norme stabilite dagli art. 137 ss. del c.p.c. Il legislatore, quindi, non fa alcuna distinzione tra la notifica eseguita a mani dall’ufficiale giudiziario o dal messo di notificazione e quella eseguita dall’ufficiale postale: tutte devono essere eseguite rispettando le disposizione di cui agli artt. 137 e ss. del codice di rito. Ai nostri fini, quello che rileva in modo particolare è l’art. 148 che sancisce la necessità della compilazione della relata di notifica sull’originale e sulla copia. In altre parole quando il legislatore prevede la possibilità di effettuare la notificazione degli atti mediante raccomandata con avviso di ricevimento, non stabilisce affatto una speciale tipologia di notifica “semplificata” o “informale”, ma autorizza soltanto lo strumento del servizio postale precisando che le uniche regole che disciplinano la notifica degli atti sono quelle previste dal codice di procedura. A questo punto deve essere esaminata la questione della relata di notifica. La relata di notifica è necessaria perché essa, lungi dall’essere un elemento accidentale del procedimento notificatorio, rappresenta l’atto centrale ed indefettibile di ogni notifica: solo attraverso la relata viene certificata l’attività del notificatore nonché l’esatta corrispondenza tra l’originale e la copia spedita/consegnata. La relazione di notificazione, quindi fa fede, fino a querela di falso, delle attestazioni che riguardano l’attività svolta dall’ufficiale giudiziario, dei fatti avvenuti in sua presenza nonché dell’esatta equipollenza tra originale e copia consegnata/spedita, con la conseguenza che in caso di omessa compilazione della relata, non esiste alcuna possibilità di provare tali circostanze attraverso atti diversi. La conseguenza è che la notifica della ingiunzione fiscale a mezzo posta non si sottrae alle regole procedurali di cui agli artt. 137 e ss. c.p.c. ed in particolare all’obbligo della compilazione della relata di notifica da parte del soggetto procedente. La Suprema Corte (sentenza n.5305/1999) ha affermato che qualora nell’originale dell’atto da notificare la relazione sia priva della sottoscrizione dell’ufficiale giudiziario, la notificazione deve ritenersi inesistente e non semplicemente nulla, non essendo configurabile una notifica in senso giuridico ove manchi il requisito indefettibile per l’attestazione dell’attività compiuta. Ne deriva, per un verso, che non può disporsi la rinnovazione della notifica ai sensi dell’art. 291 c.p.c. e, per altro verso, che l’eventuale costituzione della parte non può svolgere alcuna funzione sanante di detta inesistenza.
Se passiamo ad esaminare l’ingiunzione fiscale qui impugnata, si vede subito che non vi è la relata di notifica perché manca non solo la sottoscrizione dell’ufficiale giudiziario o del messo di notificazione che l’ha effettuata, ma addirittura non è trascritto neppure il nome del soggetto notificatore. La giurisprudenza è concorde nel sostenere che la notificazione è, in tale ipotesi, giuridicamente inesistente quando mancano gli elementi caratteristici del modello delineato dal legislatore. La notificazione della ingiunzione, o meglio la presunta notificazione, non esiste ed essa può valere solo come comunicazione. L’errore da noi rilevato nella ingiunzione fiscale qui esaminata è più grave di quello esaminato dalla Suprema Corte. In quest’ultima ipotesi mancava la sottoscrizione autografa dell’ufficiale di notificazione, nella nostra ipotesi non solo non c’è la sottoscrizione, ma addirittura non è trascritto con mezzi meccanizzati neppure il nome del soggetto notificatore.
Discende da quanto detto che la notifica della ingiunzione fiscale è inesistente. L’accoglimento dell’eccezione pregiudiziale rende superfluo l’esame delle altre eccezioni sollevate dalla parte ricorrente. È chiaro che potendo valere la comunicazione quale atto interruttivo della prescrizione, l’Ente creditore potrà emettere nuovo ordine di pagamento se persiste ancora il diritto alla riscossione.
La natura della controversia e le ragioni che hanno portato alla dichiarazione di nullità assoluta della ingiunzione fiscale, ricorrendo una ipotesi di normativa complessa ed articolata, legittima la compensazione integrale delle spese di giudizio.
P. Q. M
Il Giudice di Pace di Caserta, definitivamente pronunciando sulla opposizione R. G. (…) anno 2012 proposta da Tiziox Ax contro XXXX s.r.l., ogni altra eccezione disattesa, così provvede:
1. Accoglie la domanda attrice e per l’ effetto;
2. Annulla con tutte le conseguenze di legge – la ingiunzione fiscale (…) emessa per verbale (…) del 20-01-2008;
3. Compensa le spese di lite tra le parti.
Così deciso in Caserta il dì 10 marzo 2014.
Il Giudice di Pace
dott. Domenico Barra

 

 

 

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