Multe con autovelox fisso in centro abitato

[TAR Abruzzo, sez. I, sentenza del 3 dicembre 2014] Collocazione in centro abitato della strada statale – classificazione – normativa applicabile – codice della strada –eccesso di velocità –rilevamento con autovelox, apparecchio fisso di rilevazione – omessa contestazione immediata della violazione – errore della polizia locale // pagamento in misura ridotta della multa – incompatibilità (oltre che implicita rinuncia) a far valere qualsiasi contestazione della sanzione pecuniaria irrogata e della violazione contestata

 

 

 

 

(Tratto da: Diritto e Giustizia – 11 Dicembre 2014)

TAR Abruzzo, sez. I, sentenza 27 ottobre – 3 dicembre 2014, n. 860
Presidente Eliantonio – Estensore Passoni

(omissis)
-la collocazione in centro abitato della strada statale in questione (omissis emerge sia dalle delibere di giunta comunale (omissis) –più in generale- dalla circolare dell’8 aprile 2003 del Ministero dell’interno (dalla valenza provvedimentale-classificatoria e non meramente interpretativa) ove si precisa che le strade classificate ai sensi dell’art. 2 comma 2 lett. c) del c.d.s. come extraurbane, quando attraversano i centri abitati, assumono “automaticamente e funzionalmente” la classificazione di cui all’art. 2 comma 2 lett. D, E o F (strade urbane di quartiere o strade locali), a seconda delle caratteristiche ed a prescindere dall’Ente che abbia la proprietà o la gestione amministrativa della strada stessa, con conseguente divieto per quegli ambiti di procedere a rilevazioni sanzionatorie con sistemi fissi, senza immediata contestazione.

(omissis) è noto che in tema di violazioni al codice della strada, il cosiddetto pagamento in misura ridotta comporta un’incompatibilità (oltre che un’implicita rinuncia) a far valere qualsiasi contestazione della sanzione pecuniaria irrogata e della violazione contestata (che della sanzione pecuniaria è il presupposto giuridico), e ciò sia nella sede amministrativa che giurisdizionale, anche in virtù di quanto esplicitamente previsto dal codice della strada (sul punto, Cass. Civ. sez. II sentenza n. 15098 del 22.6.2010). Non si tratta solo di una preclusione impugnatoria a carico della parte che –magari per eccesso di zelo- ha pagato la multa, accorgendosi solo in seguito della sua ingiustizia. Il divieto in questione attiene invece al fatto che con il pagamento immediato si formalizza –secondo i noti principi generali della materia- una vera e propria estinzione della controversia, non più recuperabile da parte di tutte le parti in causa e quindi anche della parte pubblica; ora, a fronte di detta intangibilità, resta evidente come sia precluso ogni intervento d’ufficio sull’an e sul quantum della sanzione anche ad opera dell’autorità preposta a decidere ricorsi amministrativi, non fosse altro perché in tal modo il divieto da parte dell’interessato di proporre, dopo l’oblazione, tali ricorsi verrebbe facilmente aggirato tramite una sua semplice “segnalazione” all’Organo titolare del potere contenzioso.
Simili argomentazioni possono estendersi al caso di verbali per i quali è scaduto il termine per proporre impugnazione; anche in dette fattispecie si assiste infatti ad un consolidamento irreversibile della pretesa sanzionatoria, senza possibilità per l’autorità contenziosa –alla quale gli interessati hanno ritenuto di non rivolgersi – di inserirsi d’ufficio, per ridiscutere ex post una misura ormai inoppugnabile ed esecutoria.
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