Notifica atto di appello all’avvocato cancellatosi dall’albo

Cassazione, Sez. I Civile, ordinanza del 28 gennaio 2016 – –  La notifica dell’atto di appello all’avvocato cancellatosi dall’albo è valida ed efficace ? La notifica della sentenza all’avvocato cancellatosi dall’albo è idonea a far decorrere il termine breve per impugnare?


 

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AVVOCATO – CANCELLAZIONE – SOSPENSIONE
NOTIFICAZIONI – TERMINE PER IMPUGNARE

La notifica dell’atto di appello all’avvocato cancellatosi dall’albo è valida ed efficace ? La notifica della sentenza all’avvocato cancellatosi dall’albo è idonea a far decorrere il termine breve per impugnare?

La questione è stata affrontata dalla Prima Sezione Civile della Suprema Corte che, rilevando un contrasto giurisprudenziale, ha ritenuto necessario richiedere l’intervento delle Sezioni Unite.

La questione della validità o meno delle notificazioni all’avvocato cancellatosi dall’albo, dovrebbe interessare anche i casi di “sospensione” dall’esercizio della professione forense (anche se volontaria) in quanto sia la “cancellazione” che la “sospensione” fanno venir meno lo “ius postulandi”.

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Cassazione, Sez. I Civile, ordinanza del 28 gennaio 2016

Notifica atto di appello – avvocato cancellatosi dall’albo – validità / invalidità / inesistenza della notifica – decorrenza termine breve per impugnazione – contrasto di giurisprudenza, richiesto intervento delle Sezioni Unite

 

(omissis)  [Le diverse statuizioni non hanno trovato una definitiva riconduzione a unità dopo gli ormai lontani interventi delle Sezioni Unite del 1968 (S.U. n. 935 del 26 marzo 1968) secondo cui “la portata del principio della perpetuatio dell’ufficio defensionale, sancito dagli artt. 85 e 301, comma secondo, cod. proc. civ., è limitata alle ipotesi di revoca della procura e di rinuncia al mandato. A queste non possono essere parificate le altre cause di estinzione del rapporto che – come la cancellazione dall’albo (nella specie disposta, su domanda del professionista, per motivi di salute) – rendono illegittimo l’esercizio dello ius postulandi. Pertanto, il rifiuto di ricevere la copia dell’atto, che all’ufficiale giudiziario procedente alla notificazione della sentenza di primo grado abbia opposto il procuratore che, nelle more, sia stato cancellato dall’albo è legittimo e non può dar luogo alla cosiddetta notificazione virtuale” e del 1966 (S.U. n 10284 del 21 novembre 1996) secondo cui “la cancellazione dall’albo determina la decadenza dall’ufficio di procuratore e di avvocato e, facendo venir meno lo ius postulandi, implica la mancanza di legittimazione di quel difensore a compiere e a ricevere atti processuali. Pertanto, la notificazione della sentenza di primo grado, al fine della decorrenza del termine di impugnazione (art. 285 cod. proc. civ.) effettuato al procuratore cancellato dall’albo – qualunque sia la causa della cancellazione – è giuridicamente inesistente e, diversamente dalla notifica al procuratore nei casi di revoca o di rinuncia, non determina la decorrenza del termine “breve” per l’impugnazione (artt. 85 e 301, terzo comma, cod. proc. civ. ); con la ulteriore conseguenza che la notificazione della sentenza deve essere eseguita alla parte personalmente anche agli effetti della decorrenza del predetto termine breve”.

La più recente pronuncia (Cass. civ. sezione III n. 10301 del 21 giugno 2012) si discosta dall’indirizzo prevalente che ritiene che l’invalidità della notifica (in particolare, più recentemente la nullità della stessa cfr. Cass. civ. sezione III n. 9528 del 22 aprile 2009) e afferma la validità ed efficacia della notificazione dell’atto d’ appello eseguita presso il difensore della parte costituita, anche quando questi si sia volontariamente cancellato dall’albo professionale, a nulla rilevando se la cancellazione sia avvenuta prima o dopo l’esaurimento della fase di primo grado, atteso che il difensore cancellatosi, ai sensi dell’art. 85 cod. proc. civ., mantiene la capacità di ricevere atti processuali della controparte e dell’ufficio.
Anche tale ultima decisione non sembra però risolvere i profili problematici che la questione pone a carico della parte il cui difensore si cancelli volontariamente dall’albo senza darne notizia e senza comunicare l’avvenuta notificazione dell’atto di appello. Laddove la opinione che afferma la nullità della notifica sembra tutelare questa posizione senza gravare particolarmente la controparte che nel caso di mancata costituzione dell’appellato potrà verificare la permanenza dell’iscrizione all’albo del difensore cui ha notificato l’appello ed eventualmente chiedere la rinnovazione della notifica alla parte personalmente mentre nel caso di costituzione dell’appellato potrà avvalersi della sanatoria della notificazione invalida.
Al fine di evitare la perpetuazione del contrasto giurisprudenziale appare opportuno un nuovo intervento delle Sezioni Unite sulla questione (…)

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