Notifica impugnazione, cambio domicilio difensore

Cassazione, ordinanza del 29 settembre 2015 – – Notifica impugnazione, non andata a buon fine – cambio domicilio dell’avvocato difensore della controparte – onere del notificante – ripresa del procedimento notificatorio – rispetto del termine perentorio – istanza di rimessione in termini – condizioni


 

 

 

CASSAZIONE, ORDINANZA N. 19351 DEL  29 SETTEMBRE 2015

Notifica impugnazione, non andata a buon fine – cambio domicilio dell’avvocato difensore della controparte – onere del notificante – ripresa del procedimento notificatorio – rispetto del termine perentorio – istanza di rimessione in termini – condizioni

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Nella sentenza si legge:
Qualora la notificazione di un atto processuale, da effettuare entro un termine perentorio, non si perfezioni per circostanze non imputabili al richiedente, questi ha l’onere – anche alla luce del principio della ragionevole durata del processo, atteso che la richiesta di un provvedimento giudiziale comporterebbe un allungamento dei tempi del giudizio – di chiedere all’ufficiale giudiziario la ripresa del procedimento notificatorio e, ai fini del rispetto del termine perentorio, la conseguente notificazione avrà effetto dalla data iniziale di attivazione del procedimento, sempreché la ripresa del medesimo sia intervenuta entro un termine ragionevolmente contenuto, tenuti presenti i tempi necessari, secondo la comune diligenza, per conoscere l’esito negativo della notificazione e assumere le informazioni del caso.”

“Il precedente di S. U. n. 3818/09  (omissis),  cui adde n. 10212/10 e S.U. n. 14494/10, non afferma cosa diversa, perché lì dove menziona quale strumento di riattivazione del procedimento notificatorio l’istanza da presentare al giudice ad quem non esclude ipotesi terze ugualmente percorribili, quali la ripresa immediata del procedimento di notificazione ad iniziativa della stessa parte notificante (ripresa spontanea che non espropria il giudice del potere di valutarne i presupposti di validità e i relativi effetti, né tanto meno intralcia i tempi processuali). Non solo, ma detta sentenza precisa altresì, quanto ai tempi e ai modi della riattivazione nel rispetto della dinamica del processo, che l’istanza al giudice ad quem di fissazione di un termine perentorio per completare la notifica, va depositata contestualmente all’attestazione dell’omessa notifica, nel termine previsto per la costituzione della parte nel caso di regolare instaurazione del contraddittorio; e aggiunge che ove, poi, la tardiva notifica dell’atto di impugnazione possa comportarne la nullità per il mancato rispetto dei termini di comparizione, l’istanza deve contenere la richiesta al giudice di fissare, a norma dell’art. 164 c.p.c., un termine perentorio per la rinnovazione dell’impugnazione”

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