Notifica impugnazione presso procuratore, indicazione domicilio errato

[Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza n. 725 del 11 febbraio 2015] Notifica impugnazione presso il procuratore – indicazione domicilio errato – esito negativo notifica al primo tentativo – indicazione domicilio corretto – perfezionamento notifica (ma, tardiva) al secondo tentativo – …

 

 

 

 

[Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza n. 725 del 11 febbraio 2015]

Notifica impugnazione presso il procuratore – indicazione domicilio errato – esito negativo notifica al primo tentativo – indicazione domicilio corretto – perfezionamento notifica (ma, tardiva) al secondo tentativo – conseguenza – irricevibilità impugnazione – onere preventivo di verifica del domicilio del notificando a carico del notificante – sussistenza

 

 

Nella sentenza

(omissis)
” L’appello R.G. n. (…)/08 è irricevibile, in quanto notificato al procuratore costituito e domiciliatario delle parti appellate oltre il termine di sessanta giorni dalla notificazione della sentenza, stabilito, a pena di decadenza, dall’art. 28, comma 2, l. Tar, applicabile ratione temporis al caso di specie.
Fermo, invero, il principio che la notificazione di un atto deve considerarsi perfezionata per il notificante nel momento della richiesta all’ufficiale giudiziario e per il destinatario in quello della ricezione della copia di esso, l’indicazione nella relativa richiesta del domicilio effettivo del notificando attiene al momento perfezionativo del procedimento per il notificante e non a quello del suo perfezionamento per il destinatario.
Orbene, la previsione dell’art. 330 c.p.c., comma 1 richiamato dall’art. 28 cit.), della sussidiaria proposizione dell’impugnazione mediante notificazione “presso il procuratore costituito o nella residenza dichiarata o nel domicilio eletto per il giudizio”, identificando nel procuratore il destinatario della notifica salvo espressa e diversa dichiarazione di residenza od elezione di domicilio (cfr. Cass. civ., sent. 28 novembre 1998, n. 12102) e contenendo un riferimento unicamente personale, fa implicito richiamo per la notificazione dell’atto alle modalità previste dagli artt. 138 e 139 c.p.c., in forza delle quali la notifica deve essere effettuata mediante consegna di una sua copia a mani proprie del destinatario, ovvero, tra gli altri, nel luogo nel quale il professionista risiede per ragioni del suo ufficio, a norma del R.D.L. n. 1578 del 1933, art. 10 e art. 17, comma 1, n. 7.
Poiché l’indicazione del luogo di consegna dell’atto, oltre che indispensabile al buon esito della notifica, costituisce un requisito essenziale all’identificazione del destinatario di essa, nel caso di richiesta all’ufficiale giudiziario di notifica dell’impugnazione nel domicilio di un procuratore esercente l’attività nell’ambito della circoscrizione di assegnazione, tale requisito deve essere assicurato con l’indicazione del “domicilio professionale” (cfr. R.D.L. n. 1578 del 1933, art. 17) o della “sede dell’ufficio” (cfr. R.D. n. 37 del 1934, art. 68) del procuratore e l’accertamento di esso, in quanto essenziale alla validità ed all’astratta efficacia della richiesta, costituisce un adempimento preliminare, che non può che essere a carico del notificante ed essere soddisfatto altrimenti che con il previo riscontro di esso anzitutto dagli atti del giudizio e poi presso l’albo professionale, che rappresenta la fonte legale di conoscenza del domicilio degli iscritti e nel quale il procuratore ha l’obbligo di fare annotare i mutamenti della sua sede.
La possibilità, inoltre, che la notifica dell’impugnazione, nonostante l’erronea indicazione del domicilio del procuratore, possa completarsi per la diligenza dell’ufficiale giudiziario o postale nel ricercare il destinatario o in virtù di un successivo accertamento del domicilio effettivo del procuratore da parte del richiedente la notifica all’esito negativo della prima richiesta, non vale ad escludere il collegamento causale tra il primo esito negativo e l’inadempimento del notificante all’onere preventivo di verifica del domicilio del notificando.
Sulla base dei principii sopra enunciati (per i quali v. Cass. civ., sez. un., 19 febbraio 2009, n. 3960), il perfezionamento della notifica per il notificante non può dirsi nel caso all’esame realizzato con la consegna all’ufficiale giudiziario dell’atto di appello nell’ultimo giorno utile per la notifica (8 novembre 2008), mancando in esso il predetto requisito essenziale per la identificazione del destinatario e cioè l’individuazione del domicilio effettivo dello stesso, da riconoscersi nel suo studio di Napoli, Via (ZZxxx), e non in quello erroneamente indicato di Napoli, Via (AAnnn), ove infatti la notifica nello stesso giorno tentata dall’ufficiale giudiziario non è andata a buon fine.
Non potendo, in virtù di tali circostanze, dirsi che la notifica si sia validamente perfezionata per il notificante in data 8 novembre 2008, non valendo a sanare l’irricevibilità dell’impugnazione che ne deriva (stante la natura perentoria dei termini stabiliti per le impugnazioni, che ne esclude la proroga, sia anteriormente che posteriormente alla scadenza) la intervenuta (tardiva) rinotifica dell’atto con esito positivo al (questa volta corretto) domicilio professionale del destinatario in data 10 novembre 2008 e non avendo la ricorrente documentato che l’esito negativo della notifica anteriormente richiesta sia ascrivibile ad un mutamento del domicilio del procuratore della controparte non accertabile né dalle annotazioni contenute nell’albo professionale né dagli atti del giudizio di primo grado (ove valga notare come tutti gli ultimi atti compiuti dal difensore dei ricorrenti recavano la corretta indicazione della nuova sede dell’ufficio del procuratore costituito in via ZZxxx), vertesi in ipotesi di imputabilità al notificante della notifica dell’atto (con esito negativo) ad un domicilio del procuratore diverso da quello effettivo cfr. Cass. civ., 21 giugno 2007, n. 14487; Cass. civ., 1 luglio 2005, n. 14033), non sanabile dalla tardiva per lo stesso notificante, che solo successivamente all’8 novembre 2008 ha indicato all’ufficiale giudiziario il corretto domicilio del destinatario) successiva notifica.
Ne deriva, come già detto, l’irricevibilità del ricorso in appello R.G. n. (…)/2008, essendo stato lo stesso proposto dopo il decorso del termine di legge di 60 giorni dalla notifica della sentenza di primo grado.”

 

 

 

 

 

 

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