Notifica sentenza in mancanza di elezione domicilio

Cassazione, Sez. I, sentenza n. 17400, 01.09.2015 – Attività forense fuori del circondario di assegnazione dell’avvocato. Mancata elezione domicilio, notifica sentenza presso cancelleria, decorrenza termine breve per impugnazione. Domiciliazione ex lege presso la cancelleria soltanto ove il difensore non abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine


 

 

 

[Cassazione, Sez. I, sentenza n. 17400, 01.09.2015]

Attività forense fuori del circondario di assegnazione dell’avvocato.

Mancata elezione domicilio – notifica sentenza presso cancelleria – decorrenza termine breve per impugnazione

Domiciliazione ex lege presso la cancelleria soltanto ove il difensore non abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine

 

Nella sentenza:

“Considerato che il ricorso è inammissibile, (…), in quanto l’impugnazione risulta essere stata proposta oltre la data consentita (…) quando la sentenza da impugnare risulti essere stata notificata – (…) – sia al difensore della ricorrente (presso la cancelleria dell’Ufficio giudiziario a quo) sia alla parte personalmente, rispettivamente in data 15 e 24 novembre 2011, mentre l’odierna impugnazione è stata portata alla notifica solo il 7 marzo 2012, ossia ben oltre il termine breve di sessanta giorni, previsto dall’art. 325, secondo coma, c.p.c.;

che, infatti, il difensore della ricorrente – come risulta dall’intestazione della sentenza impugnata in questa sede – non aveva eletto domicilio in Milano, ma presso il suo studio di Lecco, onde la ritualità della notificazione della sentenza, da parte della difesa avversaria, presso la cancelleria della Corte territoriale secondo la regola contenuta nell’art. 82, secondo coma, del r.d. 22 gennaio 1934, n. 37 (I procuratori, i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, devono, all’atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso. In mancanza della elezione di domicilio, questo di intende eletto presso la cancelleria della stessa autorità giudiziaria.), valida anche per le autorità giudiziarie distrettuali;

che, infatti, la Corte (a Sezioni unite) superando un contrasto interpretativo ha stabilito (Sentenza n. 10143 del 2012) che l’art. 82 del r.d. 22 gennaio 1934, n. 37 – secondo cui gli avvocati, i quali esercitano il proprio ufficio in un giudizio che si svolge fuori della circoscrizione del tribunale al quale sono assegnati, devono, all’atto della costituzione nel giudizio stesso, eleggere domicilio nel luogo dove ha sede l’autorità giudiziaria presso la quale il giudizio è in corso, intendendosi, in caso di mancato adempimento di detto onere, lo stesso eletto presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria adita – trova applicazione in ogni caso di esercizio dell’attività forense fuori del circondario di assegnazione dell’avvocato, come derivante dall’iscrizione al relativo ordine professionale, e, quindi, anche nel caso in cui il giudizio sia in corso innanzi alla corte d’appello e l’avvocato risulti essere iscritto all’ordine di un tribunale diverso da quello nella cui circoscrizione ricade la sede della corte d’appello, ancorché appartenente allo stesso distretto di quest’ultima. Tuttavia, a partire dalla data di entrata in vigore delle modifiche degli artt. 125 e 366 cod. proc. civ., apportate dall’art. 25 della legge 12 novembre 2011, n. 183, esigenze di coerenza sistematica e d’interpretazione costituzionalmente orientata inducono a ritenere che, nel mutato contesto normativo, la domiciliazione ex lege presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria, innanzi alla quale è in corso il giudizio, ai sensi dell’art. 82 del r.d. n. 37 del 1934, consegue soltanto ove il difensore, non adempiendo all’obbligo prescritto dall’art. 125 cod. proc. civ. per gli atti di parte e dall’art. 366 cod. proc. civ. specificamente per il giudizio di cassazione, non abbia indicato l’indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine;”

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