Notificazione a mezzo posta, ufficiale giudiziario, competenza

Cassazione, Sez. II Civile, ordinanza 28 giugno 2017, depositata 8 gennaio 2018 – – – Notificazione a mezzo posta – Ufficiale giudiziario territorialmente incompetente / / Chiesto intervento delle Sezioni Unite

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NOTIFICAZIONE
Cassazione, Sez. II Civile, ordinanza  n. 179, 28 giugno 2017, depositata 8 gennaio 2018

Notificazione a mezzo posta – Ufficiale giudiziario territorialmente incompetente
Chiesto intervento delle Sezioni Unite

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Nell’ordinanza si legge che
“Con il primo motivo la ricorrente denuncia violazione degli artt. 156 e 159 cod. proc. civ., 106 e 107 d.P.R. 15/12/1959 n. 1229 2 nullità della sentenza, dolendosi della ritenuta validità della notificazione dell’atto di citazione in opposizione quantunque effettuata da un ufficiale giudiziario territorialmente incompetente ad eseguirla …”

Il Supremo Collegio rileva
“preliminarmente che l’opposizione a decreto ingiuntivo è stata notificata al procuratore della signora XXX dall’ufficiale giudiziario di Santa Maria Capua Vetere, anziché da quello presso il tribunale di Grosseto nel cui circondario aveva sede la destinataria.
La ricorrente sostiene che tale notifica sia nulla in quanto sanabile dalla sola costituzione della parte in giudizio o dalla rinnovazione disposta dal giudice, e conseguentemente deduce la nullità della sentenza d’appello per omesso rilievo dell’invalidità derivata dell’intero giudizio”

La S.C., dopo un excursus sugli orientamenti della giurisprudenza e sulla normativa inerente, aggiunge che
“… non può non tenersi conto che il sistema delle notificazioni ha conosciuto, negli anni, profonde evoluzioni suscettibili di relegare, nel prossimo futuro, la funzione notificatoria espletata dagli ufficiali giudiziari a rara eccezione rispetto alla regola costituita da notificazioni effettuate tramite piattaforme telematiche collegate ad anagrafe elettronica obbligatoria; già attualmente, con eccezione per l’atto introduttivo, il processo civile telematico vede frequenti notificazioni mediante posta elettronica. In tale quadro, com’è ovvio, perde di importanza del tutto il dato territoriale (cfr., per analogia, tra le varie, Cass. n. 17048 del 11/07/2017 che, a fronte dell’indicazione in atti del domicilio digitale e della possibilità di inviarvi PEC, ha svalutato l’omessa elezione di domicilio nel comune, caso nel quale si procedeva a notifiche in cancelleria).
Si è assistito alla perdita di centralità della notifica, pur tradizionale, posta in essere dall’Ufficiale giudiziario. Dopo la l. 20/11/1982, n. 890, che ha ampliato la possibilità per l’ufficiale giudiziario di procedere a mezzo posta (e, quindi, in futuro, mediante piattaforme telematiche), il nuovo tipo di notificazione degli atti civili, amministrativi e stragiudiziali delineato dalla l. 21 gennaio 1994, n. 53 (che si è affiancato alle forme tradizionali di notificazione) si è basato sul coinvolgimento della figura del difensore, abilitato quale organo notificatore e – ciò che qui rileva – senza limiti di competenza territoriale (cfr. Cass. n. 1938 del 19/02/2000, n. 10077 del 25/06/2003 e n. 12290 del 15/06/2016). In alcuni processi speciali – e massimamente in ambito tributario – le parti sono state poi abilitate dalla legge a procedere direttamente alla notifica mediante consegna o mediante posta (con evoluzione verso la PEC). Numerose sono poi le semplificazioni, anche in tema di notifica diretta, apportate dal diritto unionale (cfr. ad es. per cenni, Cass. n. 10543 del 22/05/2015 in tema di titolo esecutivo europeo). Quanto alle prassi comparate tra gli stati membri, il rapporto finale” del 05/10/2016 relativo alla Studio sulla notificazione dei documenti. Analisi giuridica comparata delle legislazioni e prassi rilevanti degli stati membri”, pp. 31-32, svolto dalla UE, evidenzia come solo in quattro stati membri, oltre altri due in senso dubbio, la violazione della competenza territoriale dell’organo notificante conduca all’invalidità dell’atto, essendo l’Italia inclusa tra i paesi ove è possibile la sanatoria – (…)
Agli ufficiali giudiziari deve inoltre ritenersi essere stata attribuita competenza generalizzata in relazione agli atti da notificarsi negli stati membri dell’unione europea (…)

(…) in definitiva, rileva il collegio, in conformità alle conclusioni dell’avvocato generale, che – al di là del contrasto giurisprudenziale rilevante rispetto al plesso amministrativo non ricadente nell’ambito applicativo dell’art. 374 secondo comma cod. proc. civ. – appaiono sussistere le condizioni per la rimessione degli atti al primo presidente, affinchè valuti l’opportunità di assegnare la trattazione e la decisione del ricorso alle sezioni unite, atteso che le questioni sopra accennate, possono qualificarsi, anche per l’impatto rilevante sul contenzioso di qualsiasi tipologia, oltre che per la necessità di effettuare un delicato coordinamento della soluzione con l’arresto nomofilattico n. 14916 del 2016 (… quanto all’ambito della categoria dell’inesistenza), “di particolare importanza” ai sensi della predetta disposizione di rito. (…)

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