Omicidio colposo: nesso di causalità – causalità omissiva

TRIBUNALE NOLA, sentenza del 7 novembre 2017 – – –  Omicidio colposo: nesso di causalità – causalità omissiva  //  Ai fini della sussistenza del nesso di causalità tra la condotta e l’evento mortale, in primis, occorre accertare che, ipotizzandosi come realizzata la condotta doverosa, idonea e possibile, impeditiva dell’evento, questo non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva; in secondo luogo, il giudice deve …

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OMICIDIO COLPOSO

Tribunale Nola, GM dott. Tirone, sentenza  del 7 novembre 2017

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OMICIDIO COLPOSO: NESSO DI CAUSALITÀ – PRESUPPOSTI
(art. 589 c.p.)

Ai fini della sussistenza del nesso di causalità tra la condotta e l’evento mortale, in primis, occorre accertare che, ipotizzandosi come realizzata la condotta doverosa, idonea e possibile, impeditiva dell’evento, questo non si sarebbe verificato o si sarebbe verificato in epoca significativamente posteriore o con minore intensità lesiva; in secondo luogo, il giudice deve verificare l’effettiva applicabilità della legge scientifica di copertura o della massima di esperienza utilizzata al caso concreto sottoposto al suo vaglio, tenendo conto delle evidenze disponibili e di tutte le circostanze del fatto, sì da raggiungere la certezza processuale che la condotta omissiva dell’imputato sia stata condizione necessaria dell’evento con “alto o elevato grado di credibilità razionale” o di “probabilità logica” (Cass. Sez. Un., 10 luglio – 11 settembre 2002, n. 30328, Franzese). Invero, è stato ancora affermato “nel reato colposo omissivo improprio, il rapporto di casualità tra omissione ed evento non può ritenersi sussistente sulla base del solo coefficiente di probabilità statistica, ma deve essere verificato alla stregua di un giudizio di tipo induttivo elaborato sull’analisi della caratterizzazione del fatto storico e sulle particolarità del caso concreto.

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OMICIDIO COLPOSO: CAUSALITÀ OMISSIVA – ACCERTAMENTO – CRITERI
(art. 589 c.p.)

In tema di casualità omissiva, occorre effettuare una prognosi contro fattuale per accertare che, in concreto, il “comportamento alternativo lecito” avrebbe scongiurato il verificarsi dell’evento lesivo. Tale giudizio deve tener conto tanto delle probabilità di salvezza sancite per i casi simili dalle leggi scientifiche, quanto all’effettiva possibilità che i sanitari intervengano tempestivamente ed in modo efficace. Rileva ancora che “in tema di responsabilità del sanitario, la sussistenza del nesso di casualità può essere affermata o negata, oltre che sulla base di dati empirici o documentali di immediata evidenza, anche con ragionamento di deduzione logica, purchè fondato su immediata evidenza, anche con ragionamento di deduzione logica, purchè fondato su elementi di innegabile spessore correttamente esaminati secondo le legis artis, e, in proposito, può ritenersi sussistente quando, considerate tutte le circostanze del caso concreto, possano escludersi processi casuali alternativi e si possa sostenere in termini di certezza processuale, ossia di alta credibilità razionale o probabilità logica, che sia stata proprio la condotta omissiva contestata al sanitario a determinare l’evento lesivo per il paziente, facendo riferimento sia a dati statistici sia ad altro materiale probatorio e interpretando le perizie medico-legali dei vari consulenti tecnici.
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