Opposizione a cartella esattoriale, art. 615 cpc, Equitalia

Giudice di Pace di Salerno, sentenza dell’ 1 maggio 2015 – –   Violazione codice della strada – Multa.  Opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., nei confronti dell’Equitalia Sud  s.p.a.   e di (… convenuto), avverso  cartella esattoriale – Parziale nullità della cartella impugnata per illegittima applicazione della maggiorazione ex art.27 legge 689/81 …


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Violazione codice della strada – Multa.  Opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c.

[Giudice di Pace di Salerno, Avv. Luigi Vingiani,
sentenza dell’ 1 maggio 2015]

 

Violazione codice della strada – Multa.

OPPOSIZIONE ALL’ESECUZIONE AI SENSI DELL’ART. 615 C.P.C., nei confronti dell’Equitalia Sud  s.p.a.   e di (… convenuto), avverso  cartella esattoriale – Parziale nullità della cartella impugnata per illegittima applicazione della maggiorazione ex art.27 legge 689/81 con riduzione della pretesa creditoria

 

Nella sentenza

Il giudice parzialmente l’opposizione, precisando che “la cartella di pagamento è equiparabile ad un atto di precetto e che  “la precettazione di una somma superiore a quella dovuta, non travolge l’atto per intero, ma ne determina la nullità parziale o inefficacia parziale per la somma eccedente, e l’intimazione rimane valida per la somma effettivamente dovuta”

Alla stregua delle suesposte considerazioni, a modifica del precedente orientamento, va dichiarata (soltanto) la parziale nullità della cartella impugnata per illegittima applicazione della maggiorazione ex art.27 legge 689/81 con riduzione della pretesa creditoria”

 

 

 

Testo:

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE SALERNO
Il Giudice di Pace dott. Luigi Vingiani ha emesso la seguente
SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. … RG del Ruolo Generale Affari Civili
TRA
(ATTORE), el.te dom.to/a in … che lo/a rappresenta e difende in virtù di procura in atti.
Opponente
E
(PRIMOCONVENUTO) , domiciliato …
Opposta
(M2 CONVENUTO)
Opposta contumace
CONCLUSIONI
Per l’opponente: ANNULLARE o dichiarare parzialmente inefficace la cartella esattoriale n. (numero provv.to) per l’importo complessivo di Euro (…) per omesso pagamento di CONTRAVVENZIONE AL C.D.S. emessa da Equitalia Sud S.P.A. e dichiarare per l’effetto non fondato il diritto delle parti convenute a procedere ad esecuzione forzata per ottenere il pagamento di (importo …) con vittoria di spese e di onorari.
Per il Comune di Salerno: rigetto dell’opposizione con vittoria di spese e di onorari

RAGIONI DELLA DECISIONE
Con atto di citazione, ritualmente notificato, (attore) proponeva opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., nei confronti dell’Equitalia Sud s.p.a. e di (primo_convenuto), avverso la cartella esattoriale n. (numero_provv.to) per l’importo complessivo di (importo …).
In particolare l’opponente contestava il diritto della parte ( concessionario) di agire in executivis eccependo l’omessa notifica del verbale e la prescrizione della pretesa creditoria, la decadenza per mancato rispetto dei termini di cui al DPR 602/73 e nel merito l’inapplicabilità della maggiorazione ex art.27 legge 689/81.
Si costituiva Il Comune di Salerno che depositava copia del verbale regolarmente notificato e ribadiva la correttezza del proprio operato.
Non si costituiva invece l’Equitalia Sud s.p.a.
Si procedeva alla trattazione della causa ed, all’udienza del (…), il Giudice ,in assenza di richieste istruttorie, assegnava la causa a sentenza.
La domanda di opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. così come proposta e/o così come qualificata da questo giudicante, è pienamente ammissibile e fondata soltanto per quanto di ragione.
In primo luogo deve riconoscersi la legittimazione attiva dell’attrice che ha l’interesse giuridico alla rimozione di un provvedimento del quale è direttamente destinatario e quella passiva concorrente del concessionario del servizio di riscossione, – quale soggetto dal quale proviene l’atto oggetto dell’opposizione- . (cfr. Cassazione civile sez. III, 9 aprile 2001, n. 5277 Giust. civ. Mass. 2001, 756, e Pretura Salerno, 31 gennaio 1995 Foro it. 1996,I,1750).-
In secondo luogo si osserva che l’attrice contesta ed eccepisce il diritto di controparte a procedere ad esecuzione forzata per la sussistenza di fatti impeditivi o meglio estintivi del titolo esecutivo e quindi della pretesa azionata quali l’avvenuto accoglimento del ricorso e/o la mancata o tardiva notificazione e quindi l’inefficacia della pretesa azionata .
Tale azione è correttamente qualificata in quella di cui all’art. 615 c.p.c.-
La Suprema Corte in più occasioni ha ribadito che a seguito della notificazione di una cartella esattoriale, dalla quale risulti l’iscrizione a ruolo di un importo a titolo di sanzione pecuniaria amministrativa, l’interessato, al fine di far valere fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo esecutivo, (pagamento o prescrizione), o una sentenza di annullamento del verbale, deve proporre opposizione all’esecuzione, per la quale è competente il giudice indicato dalla legge come competente in ordine alla opposizione al provvedimento sanzionatorio.
Tale giudice era originariamente il pretore, poi sostituito dal Tribunale con il d.lg. n. 51 del 1998, e, infine, a seguito della entrata in vigore del d.lg. n. 507 del 1999, dal giudice di pace. (Cassazione civile sez. I, 13 dicembre 2001, n. 15741 Giust. civ. Mass. 2001,2145 e Cfr. Cassazione civile sez. I, 3 agosto 2001, n. 10711 Cassazione civile sez. I, 9 marzo 2001, n. 3450 Giust. civ. Mass. 2001, 453.) Non va sottaciuto che tale principio era già stato avvalorato anche dalle sezioni unite con un’interpretazione adeguatrice ai principi costituzionali dell’art. 27 l. n. 689 del 1981 – nel senso che il rinvio alle norme previste per l’esazione delle imposte dirette non si deve intendere esteso agli art. 53 e 54 d.P.R. n. 602 del 1973 (v. Corte cost. n. 29 del 1998, n. 372 del 1997, n. 239 del 1997) e non preclude la proponibilità delle opposizioni di cui agli art. 615 e 617 c.p.c. davanti al giudice ordinario, senza possibilità che avverso gli atti esecutivi possa essere adito il giudice amministrativo. (Cassazione civile sez. un., 9 novembre 2000, n. 1162 Giust. civ. Mass. 2000,2221 e Cassazione civile sez. un., 13 luglio 2000, n. 489) .
Comunque, con l’entrata in vigore del d.lg. n. 46 del 1999 (art. 29), per le entrate non tributarie, è stato sancito che “le opposizioni all’esecuzione e agli atti esecutivi si propongono nelle forme ordinarie”. (Cfr. ex plurimis Corte Costituzionale 1.12.1999 n.439,Corte costituzionale 16.6.2000 n.202; Cass. sezioni unite 6.11.2002 n.15563; Cass. civile 23.6.2005 n.13534).-
Si evidenzia, infine, che la domanda va qualificata come opposizione alla procedura di esecuzione forzata tributaria intrapresa dalla Equitalia s.p.a. con la notifica della cartella esattoriale ed è pertanto, sottratta alla giurisdizione tributaria in base all’art.2 comma 1 d.lg.31.12.1992 n.546 secondo cui: “Restano escluse dalla giurisdizione tributaria soltanto le controversie riguardanti gli atti della esecuzione forzata tributaria successivi alla notifica della cartella di pagamento …”
In terzo luogo si osserva come dopo aver riconosciuto che la contestazione investe esclusivamente il diritto di procedere all’esecuzione, va affermato l’ulteriore principio che per l’opposizione ai sensi dell’art. 615 c.p.c. non è previsto alcun termine di decadenza. (Cfr. Cassazione civile sez. III, 16 novembre 1999, n. 12685 Giust. civ. Mass. 1999,2262).
In quarto luogo si rileva che la competenza territoriale, in applicazione dell’art. 480 terzo comma c.p.c., e dell’art. 27 c.p.c. è da individuarsi nel luogo in cui deve effettuarsi l’esecuzione che coincide, in mancanza di altre idonee indicazioni, nel luogo del domicilio del debitore. Sussiste quindi la competenza territoriale del Giudice di pace adito.
Ciò posto vanno esaminati i motivi di opposizione sollevati nella domanda originaria.
Nel merito, deve rilevarsi che dalla documentazione prodotta, e comunque è pacifico tra le parti che l’opposizione si riferisca soltanto alla pretesa vantata per SANZIONI AMMINISTRATIVE.
L’eccezione di omessa notifica del verbale è infondata giacchè lo stesso risulta regolarmente notificato all’odierno opponente in data 25-28/1/2011.
E’ parimenti infondata l’eccezione di prescrizione giacchè non è ancora decorso il termine di cinque anni previsto dall’art.28 legge 689/81 giacchè il verbale risale al 17.01.2011.
Anche l’eccezione di decadenza per violazione dei termini di cui al DPR 602/73 non è fondata giacchè tale normativa non è applicabile alle sanzioni amministrative ( Cass. 7811/2013).
E, invece, fondata l’eccezione di illegittimità della pretesa maggiorazione ai sensi dell’art. 27 legge 689/81.
A tal uopo, si rileva preliminarmente, che nella cartella esattoriale le sanzioni applicate sono di Euro 537,50 (cod. tributo 5242 riferito alla sanzione prevista per la violazione commessa,) con maggiorazione di euro 268,75 (codice tributo 5243 = maggiorazione di mora semestrale previsto in misura di un decimo per semestre a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile e fino a quello in cui il ruolo e trasmesso all’esattore così come previsto dall’art.27 comma 6 legge 689/81)
Orbene si osserva che in ipotesi di mancato pagamento della sanzione ridotta nel termine di sessanta giorni, ai sensi dell’art. 203 n.3 C.d.s. il verbale costituisce titolo esecutivo per il pagamento di una sanzione pari alla metà del massimo previsto per la violazione contestata.
Nella fattispecie seppur non in contestazione tale importo coincide.
Relativamente alla maggiorazione applicata ai sensi dell’art.27 L. 689/81 si osserva che la S.C. con sentenza del 16.2.2007 n.3701 ha sancito per una fattispecie analoga l’inapplicabilità delle maggiorazioni semestrali del 10% rilevando che tale procedura si applichi soltanto all’ipotesi di ordinanza ingiunzione ed in caso di rigetto del ricorso proposto al Prefetto giacchè in ipotesi di mancato ricorso è già prevista una sanzione per il ritardo nel pagamento rappresentata dalla maggiorazione della somma dovuta sino alla metà del massimo della sanzione edittale.
Il Legislatore ha, pertanto, deciso di differenziare il caso in cui venga emessa l’ordinanza ingiunzione prefettizia per i verbali contestati innanzi al Prefetto (in cui è senz’altro applicabile la maggiorazione ex art. 27 comma 6, Legge 689/81) dal caso in cui vi sia il mancato pagamento in misura ridotta del verbale di accertamento, per il quale la sanzione prevista è soltanto quella stabilita dall’art. 203 comma 3 C.d.S. (pagamento della metà del massimo edittale più le spese) e non anche la maggiorazione ex art. 27 comma 6 della Legge 24/11/1981 n. 689.
A ciò si aggiunga che, con l’entrata in vigore del nuovo codice della strada, successiva alla entrata in vigore della legge 689/81, se il Legislatore avesse ritenuto di estendere l’applicabilità della maggiorazione per ritardato pagamento prevista dall’art. 27 comma 6 della legge 689/81 anche ai verbali di accertamento, lo avrebbe esplicitato nella formulazione dell’art. 203 C.d.S., nel quale invece non è fatta alcuna menzione della irrogabilità di tale maggiorazione.
L’illegittimità della procedura applicata fa si che un verbale possa trasformarsi da titolo esecutivo a ordinanza-ingiunzione di pagamento e comporta una illegittima duplicazione della sanzione con evidenti profili di incostituzionalità in quanto contrario agli art. 3 e 53 della Costituzione.
In definitiva, nella fattispecie, l’importo della sanzione è stato correttamente calcolato applicando la metà del massimo della sanzione edittale e non vi è contestazione sulle spese di notifica che, in ogni caso, possono essere ritenute congrue, mentre la maggiorazione di Euro 268,75 di cui all’art. 27 legge 689/81 non è dovuta e pertanto l’opposizione va parzialmente accolta con riduzione della pretesa creditoria da Euro (importo …) ad Euro 537,50 oltre spese accessorie.
In proposito si osserva che la cartella di pagamento è equiparabile ad un atto di precetto e che “la precettazione di una somma superiore a quella dovuta, non travolge l’atto per intero, ma ne determina la nullità parziale o inefficacia parziale per la somma eccedente, e l’intimazione rimane valida per la somma effettivamente dovuta” (cfr. per tutte la recentissima Cass. n. 7207/2014; nello stesso senso, si vedano pure Cass. n. 2160/2013 e Cass. n. 5515/2008; cfr., altresì, Trib. Reggio Emilia, ordinanza collegiale 23/5/2014).
Alla stregua delle suesposte considerazioni, a modifica del precedente orientamento, va dichiarata (soltanto) la parziale nullità della cartella impugnata per illegittima applicazione della maggiorazione ex art.27 legge 689/81 con riduzione della pretesa creditoria da Euro (importo …) ad Euro 537,50 oltre spese accessorie.
In considerazione delle reciproche soccombenze, si ritiene equo disporre la compensazione delle spese del giudizio.
P.Q.M.
Il Giudice di Pace di SALERNO, avv. Luigi Vingiani, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattesa, definitivamente pronunciando sulla domanda – qualificata come domanda di opposizione all’esecuzione – proposta da (ATTORE) nei confronti della (PRIMO_CONVENUTO) e di (M_2_CONVENUTO) con atto di citazione ritualmente notificato, dichiarata la giurisdizione del giudice di pace adito così provvede:
1.- Accoglie parzialmente l’opposizione e dichiara parzialmente nullo ed inefficace il titolo esecutivo nei confronti dell’opponente «attore» .costituito dalla cartella esattoriale n. (numero_provv.to) relativamente alle sanzioni amministrative del CDS dell’importo complessivo di (importo …) riducendolo ad Euro 537,50 oltre spese accessorie.
2.- Dichiara per l’effetto parzialmente infondato il diritto della convenuta (primo_convenuto) e della parte convenuta (M_2_CONVENUTO) di procedere ad esecuzione forzata nei confronti dell’opponente (attore) per ottenere il pagamento (importo …) di cui alle cartella esattoriale n. (numero_provv.to) riducendolo ad Euro 537,50 oltre spese accessorie.
3.- Compensa le spese del giudizio tra le parti.
Così deciso in SALERNO, in data 01-05-2015
Il Giudice di Pace
avv. Luigi Vingiani

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