Opposizione a cartella ex art. 615 cpc

Cassazione, Sez. III Civ., ordinanza del 28 ottobre 2016 – – Cartella di pagamento – opposizione all’esecuzione ai sensi art. 615 c.p.c. – per contestazione omessa notificazione verbale di accertamento di infrazione al codice della strada  (o tardiva notificazione rispetto al termine di cui all’art. 201) – difformità di orientamenti della giurisprudenza della Suprema Corte – trasmissione atti al Primo Presidente per eventuale assegnazione alle Sezioni Unite


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Cassazione, Sez. III Civ., ordinanza n. 21957 del 28 ottobre 2016

Cartella di pagamento – opposizione all’esecuzione ai sensi art. 615 c.p.c. – per contestazione omessa notificazione verbale di accertamento di infrazione al codice della strada  (o tardiva notificazione rispetto al termine di cui all’art. 201) – difformità di orientamenti della giurisprudenza della Suprema Corte – trasmissione atti al Primo Presidente per eventuale assegnazione alle Sezioni Unite

 

Il caso
Tizio agisce in giudizio nei confronti dell’Agente della Riscossione Tributi (Equitalia …), nonché dell’ente impositore (Comune di xxx) proponendo “opposizione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., contestando (tra l’altro) il diritto di procedere ad esecuzione forzata dell’agente della riscossione, e assumendo che questi fosse sprovvisto di titolo esecutivo, dal momento che i verbali di accertamento delle infrazioni al codice della strada posti a base della cartella di pagamento opposta non gli erano mai stati notificati, e dunque il diritto di credito al pagamento delle relative sanzioni si era estinto e i verbali stessi non avevano mai assunto valore di titolo esecutivo. “
Il Giudice di Pace dichiara inammissibile la domanda, perché irrituale e tardiva.
Il Tribunale conferma la decisione di primo grado.
La Sez. III Civile della Cassazione osserva che sulla questione vi è difformità di orientamenti nella giurisprudenza della stessa Corte.

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Indirizzo della Sez. II Civile:
“l’opposizione proposta avverso la cartella di pagamento notificata dall’agente di riscossione sulla base di verbali di accertamento di infrazioni al codice della strada, e volta a contestare che detti verbali non siano stati notificati affatto, o non lo siano stati nel termine previsto dall’art. 201, comma 1, C.d.S. (circostanza che determina l’estinzione dell’obbligo di pagare la somma dovuta per violazione, ai sensi del comma 5 del medesimo art. 201 C.d.S., e comunque impedisce al verbale di acquisire il valore di titolo esecutivo che ne giustifica l’iscrizione a ruolo, ai sensi dell’art. 203, comma 3, C.d.S), costituisce contestazione dell’inesistenza del titolo esecutivo posto a base dell’esecuzione esattoriale, e quindi va qualificata come opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., in quanto diretta a negare l’esistenza del titolo esecutivo (dovendosi considerare che l’opposizione è in tal caso proponibile “”nelle forme ordinarie””, ai sensi dell’art. 29 del D.Lgs. n. 46 del 1999, che esclude l’applicabilità ai crediti non tributari dell’art. 57, comma 1, del D.P.R. n. 602 del 1973, e cioè della disposizione che impedisce la proposizione delle opposizioni ai sensi dell’art. 615 c.p.c. nella riscossione esattoriale), e pertanto non è soggetta a termini”

Indirizzo della Sez. III Civile:
“la contestazione dell’omessa o tardiva notificazione del verbale di accertamento dell’infrazione nel termine di cui all’art. 201, comma 1, C.d.S., anche se introdotta come opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615 c.p.c., va comunque (ri)qualificata come opposizione “”recuperatoria”” ai sensi dell’art. 22 della legge n. 689 del 1981, e quindi è soggetta al relativo termine, in quanto –le contestazioni contro la formazione del titolo basate su fatti impeditivi della sua formazione, quando il soggetto passivo del titolo non abbia avuto conoscenza del procedimento di formazione del titolo in modo da poter reagire contro il verbale di accertamento o contro l’ordinanza-ingiunzione, debbono essere fatte valere con il mezzo predisposto dall’ordinamento per impedire la formazione del titolo, al cui utilizzo il soggetto è ammesso allorquando riceva quella conoscenza, imponendosi una sua automatica rimessione in termini–, onde, se la parte ha conoscenza del preteso titolo soltanto con l’intimazione di pagamento, deve proporre l’opposizione ai sensi dell’art. 22 della legge n. 689 del 1981, nel relativo termine, e non l’opposizione all’esecuzione ai sensi dell’art. 615, comma 1, c.p.c., con cui non si possono dedurre i fatti inerenti la formazione del titolo esecutivo”

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Con l’ordinanza del 28 ottobre 2016, la terza Sezione Civile della Corte di Cassazione, ritenuto che

“I descritti indirizzi interpretativi in contrasto sembrano ormai consolidati nell’ambito della seconda e della terza sezione civile e, trattandosi di questione che riguarda tanto la individuazione dell’oggetto delle opposizioni ad ordinanze ingiunzioni amministrative di pagamento (materia che rientra nella competenza tabellare della seconda sezione civile) quanto l’individuazione dell’oggetto e dei limiti dell’opposizione all’esecuzione di cui all’art. 615 c.p.c. (materia che rientra nella competenza tabellare della terza sezione civile), non sembra potere essere risolto all’interno delle stesse sezioni”

ha disposto

“trasmettersi gli atti al Primo Presidente affinchè valuti l’opportunità di assegnare il ricorso alle Sezioni Unite”
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