Opposizione ex art. 615 c.p.c. – Multa, violazione codice della strada

Giudice di Pace di Caserta, sentenza 10 gennaio 2014 – –  Opposizione – Omessa notifica verbale – Onere della prova a carico dell’attore


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Giudice di Pace di Caserta,  Dott. Domenico Barra, sentenza 10 gennaio 2014

 

OPPOSIZIONE EX ART. 615 C.P.C.

Nella Sentenza
>> “… ogni facoltà processuale riguardante una questione di merito, spetta solo a quella parte nei cui confronti la questione stessa si è verificata.
In altre parole, deve ritenersi che l’Ente impositore sia titolare dei soli diritti e facoltà attinenti alle vicende di merito riferentisi alla fase iniziale del procedimento sanzionatorio, ovvero a quelle svoltesi sino al momento della consegna dei ruoli; mentre il Concessionario risponde solo per la fase della riscossione. Pertanto, a seconda degli argomenti e delle eccezioni trattate, le relative potestà spettano alternativamente e non cumulativamente, ora all’Ente impositore, ora all’Ente Concessionario secondo quanto di loro pertinenza.

>> “…la domanda va disattesa  …  l’attore ha violato il principio dell’onere della prova.”

>> (l’attore)  “non può ritenere per provati i fatti oggetto della domanda se egli non ne produce la documentazione. Nell’ipotesi in cui egli è privo dei documenti come nel caso de quo egli deve essere parte attiva allegando al processo la prova della omessa notifica ovvero che la notifica è avvenuta oltre i cinque anni precedenti e se non ha la documentazione deve chiedere all’Ente impositore la documentazione conforme della notifica della originaria contravvenzione.”

 

 

 

REPUBBLICA ITALIANA
Ufficio del Giudice di Pace di Caserta – 2 a sezione
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Giudice di Pace di Caserta in persona del dott. Domenico Barra ha pronunciato la seguente
Sentenza
nella causa civile di primo grado, iscritta al R.G. (…) anno 2013 riservata all’udienza di discussione del 09 dicembre 2013 vertente
tra
Meviax Ax – c.f. (…) nata a … – elettivamente domiciliata in (…)presso lo studio dell’avv. Bx Cxx ove domiciliano gli avv.ti (…) che la rappresentano e difendono giusta procura a margine dell’atto di citazione
Attore
e
Equitalia Sud s.p.a – p. iva (…) – in persona del legale rappresentante pro-tempore con sede in (…) –
Prefettura di Caserta – in persona del legale rappresentante pro tempore, con sede in (…)
Convenuti contumaci
Oggetto: opposizione ex art. 615 c.p.c.
Conclusioni: come da verbali di causa
Svolgimento del processo
Con atto di citazione notificato ad Equitalia Sud S.p.A. il 28-12-2012, l’istante conveniva la stessa innanzi al Giudice di Pace di Caserta per la udienza del 20-03-2013. Esponeva: – che in data 26-11-2011 Equitalia Sud S.p.A. aveva notificato la cartella di pagamento n. (…) contenente una contravvenzione al C.d.S. – (…) – elevata dalla Polizia Stradale di Benevento il 26-09-2011, mai precedentemente notificata. Precisava che successivamente al verbale menzionato nella cartella gli era pervenuta contravvenzione elevata ai sensi dell’art. 126 bis per omessa documentazione dei dati del conducente del veicolo contravvenzionato; avverso questa ultima contravvenzione egli aveva proposto ricorso innanzi al Giudice di Pace di Benevento causa iscritta a R.G. (…)/2012 ed ancora non definita. Chiedeva l’annullamento della cartella con vittoria delle spese.
Alla prima udienza l’attore chiedeva di essere autorizzato ad integrare il contraddittorio chiamando in causa la Prefettura di Caserta. Questo giudicante autorizzava la integrazione del contraddittorio e la notifica alla Prefettura di Caserta avveniva il 18-09-2013; poiché l’udienza era fissata per il 07-11-2013 essa è avvenuta nel pieno rispetto dei termini a comparire.
Incardinatosi il giudizio, non si costituiva Equitalia Sud S.p.A. sebbene regolarmente citata e di essa veniva dichiarata la contumacia.
Non si costituiva, neppure, la Prefettura di Caserta sebbene regolarmente citato e di essa veniva dichiarata la contumacia.
La causa era istruita con produzione di documenti di parte attrice e precisate le conclusioni la causa veniva riservata in decisione all’udienza del 09 dicembre 2013.
Motivi della decisione
È necessario esaminare alcune questioni preliminari.
Particolare legittimazione processuale – Deve precisarsi che la fattispecie processuale coinvolge tre distinti centri di interesse, raggruppati in due aggregati: il primo aggregato è semplice perché è costituito dal solo attore; il secondo aggregato è complesso perché costituito di due parti: la prima parte è l’Ente impositore il quale è l’unico legittimato a gestire tutta la fase anteriore alla trasmissione dei ruoli al Concessionario (compresa la dimostrazione dell’avvenuta notifica dei verbali di contestazione nei termini di legge); la seconda parte di questo aggregato è il Concessionario il quale gestisce e risponde solo per la fase della riscossione.
La conseguenza è che il concessionario è legittimato a partecipare al giudizio (anche se egli estraneo a tutte le eccezione relative alla fase precedente la trasmissione del ruolo) anche se esso Concessionario non può esercitare tutte quelle facoltà processuali spettanti all’Ente impositore. Da quanto detto discende che ogni facoltà processuale riguardante una questione di merito, spetta solo a quella parte nei cui confronti la questione stessa si è verificata.
In altre parole, deve ritenersi che l’Ente impositore sia titolare dei soli diritti e facoltà attinenti alle vicende di merito riferentisi alla fase iniziale del procedimento sanzionatorio, ovvero a quelle svoltesi sino al momento della consegna dei ruoli; mentre il Concessionario risponde solo per la fase della riscossione. Pertanto, a seconda degli argomenti e delle eccezioni trattate, le relative potestà spettano alternativamente e non cumulativamente, ora all’Ente impositore, ora all’Ente Concessionario secondo quanto di loro pertinenza.
Questione pregiudiziale. Passando all’esame delle questioni pregiudiziali deve ritenersi che la domanda va disattesa e dichiarata improcedibile perché l’attore ha violato il principio dell’onere della prova.
Bisogna distinguere in modo netto e preciso i due procedimenti che erano percorribili dall’odierno attore. Agli atti esiste la dichiarazione dell’attore che la cartella di pagamento fu notificata all’attore il 26-11-2012. Il ricorrente nei 30 giorni dalla notifica (ovvero nei 60 giorni qualora lo stesso affermasse di non aver avuto precedenti notifiche della originaria contravvenzione) poteva impugnare la cartella innanzi al Giudice di Pace di Caserta ai sensi degli artt. 22 e 23 della legge 689/1981. Questa legge istituisce un procedimento speciale che viene definito dalla dottrina e dalla giurisprudenza concorde come un “ibrido”, in quanto, mentre la propria disciplina è strutturata (per la parte in cui non sono fissate particolari regole) secondo le norme del giudizio civile, al tempo stesso è assimilabile, sotto certi profili, al giudizio amministrativo, e presenta ancora ampie analogie con il processo penale, più precisamente con quello di opposizione al decreto penale. Di conseguenza la specialità del procedimento e la particolarità dei poteri conferiti al giudicante, consentono al giudice di pace di sindacare non solo l’atto sotto il profilo della legittimità, ma anche del merito. In altre parole il giudice non solo può accogliere o rigettare tout court l’opposizione, ma anche delimitare la propria pronuncia ad un accoglimento parziale, annullando in tutto o in parte l’atto, o modificandolo nel quantum dell’importo dovuto a titolo di sanzione (art. 23 comma 11). Tutto ciò perché oggetto principale del giudizio di opposizione di cui alla legge 689/1981 non è l’atto impugnato, ma la stessa pretesa sanzionatoria fatta valere dall’amministrazione. La legge 689/1981 è una legge speciale che prevale sulla legge ordinaria e, quando non è in contrasto, sullo stesso Codice di Procedura Civile. In particolare in tale giudizio il legislatore pone l’onere della prova della legittimità degli atti a carico dell’Ente impositore, tanto è vero che si afferma che avviene una inversione dell’onere della prova in quanto il ricorrente pur assumendo formalmente la veste di attore (in quanto è lui che propone la domanda rivolgendosi al giudice) è in realtà un convenuto nel senso processuale. Questa precisazione è importante perché l’attività probatoria vera e propria spetta alla P.A. la quale è tenuta ad esibire i documenti giustificativi della sua pretesa ed in caso di omissione il giudice può legittimamente ritenere non provati i fatti ed accogliere il ricorso proposto.
Completamente diversa è l’ipotesi in cui il soggetto impugni una cartella di pagamento con l’azione ordinaria di accertamento negativo del credito [l’opposizione proposta dall’attore non è qualificabile né come opposizione agli atti esecutivi (ex art. 617 c.p.c. non avendo proposto l’opposizione nel temine perentorio dei 20 giorni dalla notifica e cioè entro il 16-12-2012), né come opposizione all’esecuzione (ex art. 615 c.p.c.)]. Nel nostro caso l’attore che inizia il processo e assume la veste propria e specifica dell’attore del processo civile con tutte le conseguenze ad essa connesse ed in particolare riguardo all’onere della prova che ai sensi dell’art. 2697 c.c. incombe su di lui. Questi non può ritenere per provati i fatti oggetto della domanda se egli non ne produce la documentazione. Nell’ipotesi in cui egli è privo dei documenti come nel caso de quo egli deve essere parte attiva allegando al processo la prova della omessa notifica ovvero che la notifica è avvenuta oltre i cinque anni precedenti e se non ha la documentazione deve chiedere all’Ente impositore la documentazione conforme della notifica della originaria contravvenzione. Tale possibilità gli è consentita dalla legge 241/1990 sull’accesso agli atti amministrativi. Da quanto detto discende che l’attore se vuole seguire la procedura del rito ordinario deve soggiacere a tutti i vantaggi e agli svantaggi connessi a questa procedura e considerare anche che il convenuto può legittimamente essere assente dal processo e tale circostanza non può essere considerata dal giudice punitiva ritenendo per provati i fatti oggetto della causa anche in mancanza della necessaria documentazione.
Da quanto detto discende che la domanda, così come proposta, è improcedibile.
La dichiarazione della improcedibilità della domanda rende superfluo l’esame della domanda di risarcimento del danno ulteriore.
Le spese – Le ragioni che hanno indotto questo giudicante a dichiarare la improcedibilità della domanda, costituendo motivo di particolare complessità tecnico-giuridico, giustifica la decisione di compensazione integrale delle spese di giudizio tra le parti. Sentenza provvisoriamente esecutiva per legge.
P. Q. M.
Il Giudice di Pace di Caserta, definitivamente pronunciando in ordine alla domanda R.G. (…) anno 2013 proposta da Meviax Ax contro Equitalia Sud S.p.A. e Prefettura di Caserta, ogni altra eccezione disattesa, così provvede:
a) Dichiara la contumacia della Prefettura di Caserta e di Equitalia Sud S.p.A.;
b) Dichiara improcedibile la domanda;
c) (omissis)
d) (omissis).
Così deciso in Caserta il 10 gennaio 2014.
Il Giudice di Pace
dott. Domenico Barra

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