Permesso di soggiorno per motivi di lavoro, difetto di istruttoria

TAR Campania,  Sez. VI, sentenza del 12 aprile 2017 – – –  Stranieri. Permesso di soggiorno  per motivi di lavoro – diniego di rinnovo – per fittizietà del rapporto di lavoro – difetto di istruttoria della pratica – annullamento del provvedimento impugnato

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TAR Campania,  Sez. VI, sentenza del 12 aprile 2017

Stranieri. Permesso di soggiorno  per motivi di lavoro – diniego di rinnovo – per fittizietà del rapporto di lavoro – difetto di istruttoria della pratica – annullamento del provvedimento impugnato

 

SENTENZA

(omissis)
per l’annullamento del provvedimento (*) con il quale la Questura di Napoli ha respinto l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno presentata dalla ricorrente …;

(omissis
FATTO e DIRITTO
Con il ricorso in epigrafe la ricorrente ha impugnato il provvedimento con il quale la Questura di Napoli ha negato il rinnovo del permesso di soggiorno richiesto in data 12 aprile 2012 per motivi di lavoro subordinato ritenendo la domanda manifestamente fraudolenta.
In particolare, l’amministrazione ha evidenziato in motivazione che “al momento della richiesta di detto titolo autorizzativo, la straniera produceva documentazione comprovante un rapporto di lavoro, in qualità di operaia alle dirette dipendenza del sig. Tiziox Axx, nato il … in …, titolare della società denominata “ZZZZ Abbigliamento s.a.s.”, per il commercio all’ingrosso di abbigliamento ed accessori, sita in NNN (NA) al corso …” e che detto rapporto in esito all’attività investigativa disposta dall’Ufficio sarebbe risultato completamente falso.
A sostegno del gravame la ricorrente deduce varie censure di violazione di legge ed eccesso di potere.
Il Ministero dell’interno, costituito in giudizio, ha chiesto la reiezione del gravame.
La domanda di tutela cautelare è stata respinta con l’ordinanza n. … del 18 febbraio 2016, riformata dal Consiglio di Stato con l’ordinanza n. …/2016.
In date 7 e 17 dicembre 2016 parte ricorrente ha depositato memoria e documentazione insistendo per l’accoglimento del gravame.
Con l’ordinanza istruttoria n. … del 27 gennaio 2017 la Sezione ha chiesto all’amministrazione la documentazione dalla quale ha tratto la conclusione della fittizietà del rapporto di lavoro.
L’amministrazione ha adempiuto con il deposito del 10 marzo 2017.
Alla pubblica udienza del 12 aprile 2017 la causa è stata trattenuta in decisione.
Il ricorso è fondato e, pertanto, deve essere accolto.
La domanda di rinnovo del permesso di soggiorno presentata dalla ricorrente è stata respinta dalla Questura di Napoli sulla scorta della presunta falsità del rapporto di lavoro dichiarato alle dipendenze della ditta ZZZZ Abbigliamento s.a.s. per il commercio all’ingrosso.
In particolare, dalle indagini effettuate dall’Ufficio sarebbe risultata la non operatività dell’impresa, inoltre, il datore di lavoro Axx Tiziox ha dichiarato di non avere mai avuto alle dipendenze la ricorrente (come anche altri 12 cittadini cinesi) e di aver intascato del denaro per aver attestato un lavoro alle sue dipendenze mai instaurato; ha, poi, dichiarato di non aver mai versato contributi e compilato buste paga per i propri dipendenti.
Di contro la ricorrente ha esposto in ricorso, oltre al fatto di risiedere in Italia a seguito di ricongiungimento familiare con il marito e due figli (di cui uno minore), di aver lavorato per la ditta ZZZZ per 3 anni dal 21.9.2009 all’11.5.2012 (data di cessazione dell’attività) con mansioni di operaia; ha, dunque, negato l’insussistenza del rapporto di lavoro, allegando alcune buste paga del 2011 redatte dalla ZZZZ Abbigliamento s.a.s. Da ultimo, ha depositato una nota inviata alla Direzione territoriale del lavoro di Napoli nella quale si sollecita un’ispezione presso il datore di lavoro che non le avrebbe corrisposto tutte le competenze dovute (TFR, ferie e permessi non goduti ecc.).
Osserva il Collegio, che ad un più approfondito esame della documentazione versata dalle parti, non possa concludersi in modo univoco nel senso della inesistenza del rapporto di lavoro. In particolare, il datore di lavoro ha dichiarato di non aver mai compilato buste paga mentre la ricorrente ne ha depositate più d’una. E’, evidente, stante anche la denuncia presentata dalla ricorrente alla Direzione territoriale del lavoro di Napoli il potenziale conflitto della posizione della ricorrente-lavoratrice con quella del datore di lavoro che potrebbe aver indotto quest’ultimo a negare l’esistenza di un rapporto di lavoro effettivamente instauratosi.
Non emerge neppure da quali elementi l’amministrazione abbia tratto la conclusione della non operatività dell’impresa nel periodo di riferimento (settembre 2009 – maggio 2011, data di cessazione dell’attività) dal momento che lo stesso Axx Tiziox non ha negato di essere stato titolare della ditta in questione esercente la propria attività nel Comune di NNN al corso ….
Alla luce delle non univoche emergenze risultanti dagli atti di causa deve concludersi per l’accoglimento del ricorso per l’assorbente motivo di difetto di istruttoria; l’atto impugnato va conseguentemente annullato.
Le spese processuali, data la particolarità in fatto della controversia, devono essere compensate.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato, salvi gli ulteriori provvedimenti.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 12 aprile 2017 con l’intervento dei magistrati:
Paolo Passoni, Pres.
Carlo Buonauro, Cons.
Paola Palmarini, Cons., Estensore

 

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