Precetto, contestazione diritti, opposizione tardiva, rigetto

Giudice di Pace di Caserta, sentenza del 20 gennaio 2010

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Opposizione a precetto

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La contestazione del quantum  è un’opposizione ex art. 617 c.p.c.

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Contestazione spettanza diritti successivi all’emissione del titolo – Opposizione ex art. 615 c.p.c. – Qualificazione dell’opposizione, art. 617 c.p.c. –  Termine per proporre l’opposizione – Tardività – Rigetto

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[Giudice di Pace di Caserta,  Avv. Generoso Bello, sentenza del 20 gennaio 2010]

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Nella Sentenza

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>> … Orbene, vertendosi in questa sede in tema di opposizione a precetto con il quale non è contestato l’an debeatur ma esclusivamente il quantum debeatur, non può revocarsi in dubbio che nel caso per cui si discute si tratta di opposizione ex art. 617 c.p.c.. Sicché, il termine perentorio è di cinque giorni (elevato a venti in virtù della modifica apportata dall’art. 2, comma terzo, lett. e), n. 41, del D.L. n. 35 del 2005, convertito, con modificazioni, nella legge n. 80 del 2005, e successive modificazioni ed integrazioni) di cui, appunto, all’art. 617 c.p.c., per la proposizione dell’opposizione.

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REPUBBLICA ITALIANA

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI CASERTA – 1a SEZIONE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Giudice di Pace di Caserta, Avv. G. Bello, ha pronunciato la seguente

S E N T E N Z A

nella causa iscritta al n. 6002/09 R.G., avente ad oggetto opposizione a precetto, introitata in decisione nell’udienza del 19.1.2010, vertente:

T R A

KKKKK ITALIA S.p.A., in persona del l.r.p.t., elettivamente domiciliata in Napoli …. , presso lo studio degli Avv.ti ….  che la rappresentano e difendono per mandato a margine dell’atto di citazione;  (opponente)

E

Avv. MEVIOX Mxx, rappresentato e difeso da se medesimo ed elettivamente domiciliato presso il proprio studio in  …;   (opposto)

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Conclusioni: come da verbale di causa e comparse di discussione.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto di citazione in opposizione a precetto, ritualmente notificato, la KKKKK Italia S.p.A., in persona del l.r.p.t., rappresentata e difesa come in epigrafe, conveniva Meviox Mxx, innanzi a questa Giustizia, per ivi sentir accogliersi le seguenti conclusioni: 1) in via principale, accertare e dichiarare la non debenza delle voci relative ai diritti successivi all’emissione del titolo esecutivo indicati in premessa; 2) per l’effetto, dichiarare l’inefficacia e/o nullità del precetto notificato; 3) in via subordinata, dichiarare la riduzione del precetto nella misura della differenza tra la somma richiesta e le voci indebitamente richieste indicate in premessa; 4) condannarsi l’opposto al pagamento delle spese e competenze di giudizio.

A fondamento della proposta opposizione, la Soc. istante deduceva: a) la non rispondenza delle voci relative ai diritti successivi con l’attività prevista dal tariffario: 1. Posizione e archivio, non è dovuto tale diritto atteso che detta voce, esposta nel procedimento di esecuzione, appare duplicativa della medesima voce già esposta per la fase di cognizione; 2. disamina la voce non è dovuta in quanto già chiesta come esame dispositivo; 3. accesso alla cancelleria, voce non dovuta; 4. formula esecutiva, voce non dovuta. Si ha contestualmente alla sentenza che è provvisoriamente esecutiva; 5. nota spese, voce non dovuta; 6. Cassa previdenza ed iva, dette somme non sono dovute fino all’emissione della fattura.

Si costituiva l’opposto Avv. Meviox Mxx, rappresentato e difeso come in epigrafe, che resisteva alla proposta opposizione e chiedeva: il rigetto integrale dell’opposizione in quanto tardiva, inammissibile ed infondata in fatto ed in diritto, con condanna al risarcimento del danno ex art. 96 c.p.c., oltre le spese e competenze di giudizio.

A sostegno delle proprie tesi, l’opposto deduceva: A) la Società opponente dichiara di proporre opposizione a precetto, ex art. 615 c.p.c., ma nell’atto introduttivo è dato rilevare alcun motivo per cui KKKKK avanza opposizione a titolo esecutivo e/o il diritto dell’istante di procedere ad esecuzione forzata. L’unico motivo di opposizione è la contestazione di alcune voci della tariffa forense applicate nell’atto di precetto contestato. Spetta al giudice qualificare l’opposizione de quo al fine di accertare la decadenza di cui all’art. 617 c.p.c. (con termine perentorio di 20 giorni dalla notificazione del precetto), ovvero eludere la tardività semplicemente dichiarando di proporre opposizione ex art. 615 c.p.c.; B) nel caso di specie, non vi è alcuna contestazione sul diritto dell’istante a procedere all’esecuzione forzata; difatti si discute sulla regolarità o sulla portata del titolo esecutivo, quindi non si nega il potere ad esecuzione: non si contesta l’an; C) poiché le contestazioni riguardano solo alcune somme riportate nel precetto, ritenute non dovute, non sussiste alcun dubbio che trattasi di opposizione ex art. 617 c.p.c.; D) In ordine alle singole voci contestate: a) posizione archivio, il titolo esecutivo è una sentenza nella quale vi è condanna della KKKKK in favore dell’attore e contestualmente la liquidazione delle competenze legali, in favore dell’opposto antistatario. La sentenza nulla dice in relazione a tale voce; b) Disamina, accesso alla cancelleria, esame formula esecutiva, nota spese: trattasi di voci espressamente previste dal tariffario forense, tabella B, voci 2, 45, 46, 40, correttamente applicate; E) E’ evidente che la Società esecutata, pur senza contestare il titolo ed il diritto del creditore procedente, tende a moltiplicare i giudizi per evidente colpa. Ricorrono, pertanto, i presupposti di cui all’art. 96 c.p.c., con conseguente condanna, oltre le spese, al risarcimento del danno da liquidarsi a cura del Giudicante.

Nessun mezzo istruttorio veniva espletato e la causa veniva introitata a sentenza sulla scorta della documentazione in atti, delle conclusioni rassegnate e delle note di discussione depositate.

MOTIVI DELLA DECISIONE

L’opposizione va rigettata perché tardiva.

Preliminarmente, è noto che: “In sede di opposizione al precetto per l’espropriazione per una somma di denaro di valore non eccedente il limite di cui all’articolo 113, comma 2, del c.p.c., il giudice di pace, per decidere la questione dell’esistenza del titolo esecutivo (nella specie, giudiziale) deve far uso dell’equità necessaria, con la conseguenza che la relativa decisione può essere impugnata soltanto con ricorso per cassazione, con il quale è possibile denunciare esclusivamente la violazione della Costituzione (come accadrebbe ove venisse negata efficacia esecutiva alla sentenza passata in giudicato)”. Cfr. Cass. civ., sez. III, 19.02.2004, n. 3325.

Tuttavia, in ordine alla qualificazione dell’opposizione di che trattasi, é principio consolidato in giurisprudenza, secondo cui l’elemento che consente di differenziare l’opposizione all’esecuzione da quella di cui all’art. 617 c.p.c. è costituito dall’oggetto della contestazione: mentre con l’opposizione all’esecuzione il debitore contesta l’an dell’esecuzione e nega il diritto del creditore di agire in executivis nei suoi confronti per difetto originario o sopravvenuto del titolo esecutivo, con l’opposizione agli atti esecutivi il debitore contesta il quomodo e, quindi, la modalità dell’esecuzione in relazione a vizi formali del titolo, del precetto o di altro atto del procedimento esecutivo.

Orbene, vertendosi in questa sede in tema di opposizione a precetto con il quale non è contestato l’an debeatur ma esclusivamente il quantum debeatur, non può revocarsi in dubbio che nel caso per cui si discute si tratta di opposizione ex art. 617 c.p.c.. Sicché, il termine perentorio è di cinque giorni (elevato a venti in virtù della modifica apportata dall’art. 2, comma terzo, lett. e), n. 41, del D.L. n. 35 del 2005, convertito, con modificazioni, nella legge n. 80 del 2005, e successive modificazioni ed integrazioni) di cui, appunto, all’art. 617 c.p.c., per la proposizione dell’opposizione.

In concreto, l’atto di precetto, così come peraltro afferma la stessa Società opponente, nell’atto introduttivo, è stato ad essa notificato in data 15.1.2009, mentre l’atto di opposizione a precetto è stato notificato, all’opposto, in data 9.2.2009, così come risulta in atti e, dunque, oltre il termine di giorni 20 dalla indicata data di notificazione dell’atto di precetto.

Per quanto può valere, aggiungasi che: “La sentenza di condanna della parte soccombente al pagamento delle spese processuali in favore della parte vittoriosa, liquidandone l’ammontare, costituisce titolo esecutivo, pur in difetto di un’espressa domanda e di una specifica pronuncia, anche per conseguire il rimborso dell’IVA che la medesima parte vittoriosa assuma di aver versato al proprio difensore, in sede di rivalsa e secondo le prescrizioni dell’art. 18 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, trattandosi di un onere accessorio che, in via generale, ai sensi dell’art. 91 c.p.c., comma primo, consegue al pagamento degli onorari al difensore. La deducibilità di tale imposta potrebbe tuttavia rilevare solo in ambito esecutivo, con la conseguente possibilità, per la parte soccombente, di esercitare la facoltà di contestare sul punto il titolo esecutivo con opposizione a precetto o all’esecuzione, al fine di far valere eventuali circostanze che, secondo le previsioni del citato D.P.R. n. 633 del 1972, possano escludere, nei singoli casi, la concreta rivalsa ovvero l’esigibilità dell’Iva. Risulta pertanto inaccoglibile il ricorso avverso una statuizione del Giudice di Pace, laddove questi aveva ritenuto dovuto, dalla parte soccombente, l’importo IVA a favore del procuratore della parte vittoriosa“. (Cfr. Cass. civ., Sez. II, 05/05/2009, n. 10336).

Consegue che la proposta opposizione va rigettata perché tardiva.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vanno liquidate forfetariamente come da dispositivo, ritenendo insussistenti i presupposti per il risarcimento del danno ex art. 96 c.p.c..

P. Q. M.

Il Giudice di Pace di Caserta, letti gli atti, definitivamente pronunciando, secondo equità, sulla opposizione a precetto, proposta dalla KKKKK Italia S.p.A., in persona del l.r.p.t., contro L’Avv. Meviox Mxx, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, così provvede:

1) Rigetta la proposta opposizione.

2) Condanna la KKKKK Italia S.p.A., in persona del l.r.p.t., al pagamento, in favore dell’opposto Meviox Mxx, delle spese di giudizio che liquida forfetariamente in complessivi € 350,00, oltre C.P.A. ed I.V.A..

Si esegua nonostante gravame.

Caserta, 25 Gennaio 2010

IL GIUDICE COORDINATORE

Avv. Generoso Bello

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