Prestazioni professionali: obbligo preventivo scritto

NOVITA’ in tema di prestazioni professionali: preventivo scritto – Legge 04.08.2017 n. 124

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NOVITA’ IN TEMA DI PRESTAZIONI PROFESSIONALI:
PREVENTIVO SCRITTO
LEGGE 04.08.2017 N. 124

Giovanni  Della Corte

 

Dal 29.08.2017 è  tornato ad essere obbligatorio per gli avvocati (così come per le altre categorie professionali) il rilascio, al momento del conferimento dell’incarico da parte del cliente, di un preventivo scritto.

E’ questa una delle novità di maggiore interesse per gli avvocati, previste dalla L. 124/17 (“Legge annuale per il mercato e la concorrenza”).

Si ricorda che già il DL 04.01.2012, n. 1, aveva introdotto l’obbligo del preventivo per i tutti i professionisti ma, per i soli avvocati, l’obbligo era stato limitato ai soli casi di “richiesta” da parte del cliente (art. 13, comma 5, L. 247/12).

Con l’eliminazione dell’inciso “a richiesta” dal testo della legge sull’ordinamento forense, anche per gli avvocati il preventivo scritto è diventato obbligatorio.

L’avvocato dovrà quindi “comunicare in forma scritta a colui che conferisce l’incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra onerispese, anche forfetarie, e compenso professionale”.

Vi è infine un’altra novità di rilievo prevista dalla legge n. 124/17, che riguarda tutti i professionisti (legali e non); allo scopo di “assicurare la trasparenza delle informazioni nei confronti dell’utenza, i professionisti iscritti ad ordini e collegi sono tenuti ad indicare e comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni” (art. 1, comma 152).

Di seguito la normativa di cui alla Legge 31.12.2012 n. 247 (Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense) con le modifiche apportate dalla Legge 124/17 in tema di compensi professionali:

 

 Art. 13  Conferimento dell’incarico e compenso

  1. L’avvocato può esercitare l’incarico professionale anche a proprio favore. L’incarico può essere svolto a titolo gratuito.
  2. Il compenso spettante al professionista è pattuito di regola per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale.
  3. La pattuizione dei compensi è libera: è ammessa la pattuizione a tempo, in misura forfetaria, per convenzione avente ad oggetto uno o più affari, in base all’assolvimento e ai tempi di erogazione della prestazione, per singole fasi o prestazioni o per l’intera attività, a percentuale sul valore dell’affare o su quanto si prevede possa giovarsene, non soltanto a livello strettamente patrimoniale, il destinatario della prestazione. 
  4. Sono vietati i patti con i quali l’avvocato percepisca come compenso in tutto o in parte una quota del bene oggetto della prestazione o della ragione litigiosa.
  5. Il professionista è tenuto, nel rispetto del principio di trasparenza, a rendere noto al cliente il livello della complessità dell’incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell’incarico; è altresì tenuto a comunicare in forma scritta a colui che conferisce l’incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale. 
  6. I parametri indicati nel decreto emanato dal Ministro della giustizia, su proposta del CNF, ogni due anni, ai sensi dell’articolo 1, comma 3, si applicano quando all’atto dell’incarico o successivamente il compenso non sia stato determinato in forma scritta, in ogni caso di mancata determinazione consensuale, in caso di liquidazione giudiziale dei compensi e nei casi in cui la prestazione professionale è resa nell’interesse di terzi o per prestazioni officiose previste dalla legge. 
  7. I parametri sono formulati in modo da favorire la trasparenza nella determinazione dei compensi dovuti per le prestazioni professionali e l’unitarietà e la semplicità nella determinazione dei compensi. 
  8. Quando una controversia oggetto di procedimento giudiziale o arbitrale viene definita mediante accordi presi in qualsiasi forma, le parti sono solidalmente tenute al pagamento dei compensi e dei rimborsi delle spese a tutti gli avvocati costituiti che hanno prestato la loro attività professionale negli ultimi tre anni e che risultino ancora creditori, salvo espressa rinuncia al beneficio della solidarietà. 
  9. In mancanza di accordo tra avvocato e cliente, ciascuno di essi può rivolgersi al consiglio dell’ordine affinché esperisca un tentativo di conciliazione. In mancanza di accordo il consiglio, su richiesta dell’iscritto, può rilasciare un parere sulla congruità della pretesa dell’avvocato in relazione all’opera prestata. 
  10. Oltre al compenso per la prestazione professionale, all’avvocato è dovuta, sia dal cliente in caso di determinazione contrattuale, sia in sede di liquidazione giudiziale, oltre al rimborso delle spese effettivamente sostenute e di tutti gli oneri e contributi eventualmente anticipati nell’interesse del cliente, una somma per il rimborso delle spese forfetarie, la cui misura massima è determinata dal decreto di cui al comma 6, unitamente ai criteri di determinazione e documentazione delle spese vive.

 

Pomigliano d’Arco, li 30.08.2017

Avv. Giovanni Della Corte    

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