RAS – La sicurezza nel Condominio

RAS – La sicurezza nel Condominio (Rodolfo Cusano – Daniele Minichini)

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RAS
LA SICUREZZA NEL CONDOMINIO

di

Rodolfo Cusano   ——     Daniele Minichini
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(Tratto da: “Italia Casa” quindicinale sul condominio – Torino)

A seguito degli ultimi avvenimenti legati al terremoto si è discusso a livello governativo di reintrodurre per legge su tutto il territorio nazionale il cd. Fascicolo del fabbricato. Immediato l’intervento delle associazioni di categoria che invece hanno consigliato l’adozione del Dvr documento valutazione rischi in condominio.

All’attualità l’obbligo di dotarsi di un documento relativo alla sicurezza in condominio è stato già previsto dal Decreto Legge Destinazione del 23.12.2013 convertito nella legge 21.04.2014 n. 9. Esso ha stabilito che il RAC – registro di anagrafe condominiale – deve contenere anche i dati relativi alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio. Da ciò la raccomandazione delle associazioni di categoria, agli amministratori di condominio di dotarsi di un nuovo registro il RAS – il Registro Anagrafe Sicurezza.
Il testo di legge dopo la modifica è il seguente:
• Articolo 1130: Attribuzioni dell’amministratore.
L’amministratore, oltre a quanto previsto dall’articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve:
…omissis..
6) curare la tenuta del registro di anagrafe condominiale contenente le generalità dei singoli proprietari e dei titolari di diritti reali e di diritti personali di godimento, comprensive del codice fiscale e della residenza o domicilio, i dati catastali di ciascuna unità immobiliare, nonché ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio. Ogni variazione dei dati deve essere comunicata all’amministratore in forma scritta entro sessanta giorni. L’amministratore, in caso di inerzia, mancanza o incompletezza delle comunicazioni, richiede con lettera raccomandata le informazioni necessarie alla tenuta del registro di anagrafe. Decorsi trenta giorni, in caso di omessa o incompleta risposta, l’amministratore acquisisce le informazioni necessarie, addebitandone il costo ai responsabili;”

In virtù di detto nuovo dato normativo si può ritenere che l’amministratore è tenuto a raccogliere in un unico contenitore tutti i dati riguardanti gli impianti e le condizioni di sicurezza del fabbricato che a loro volta sono indicate come obbligatorie dalle singole e specifiche norme che riguardano appunto detti impianti.
Parte di tale adempimento corrisponde all’obbligo, già previsto dal Testo Unico n.81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro per il condominio che ha dipendenti, di dotarsi del Dvr (Documento Valutazione Rischi). Non è ancora chiaro, invece, se il DVR è da ritenersi obbligatorio anche per i condomini che non hanno dipendenti e quindi per il solo fatto che ci si serva comunque di lavoratori alle dipendenze di terzi quali pulitori, interventori, ecc.
Ciò che invece è sicuro è che anche il condominio senza dipendenti (edifici civili, autorimesse, e impianti per la produzione di calore condominiali) deve adottare il registro dei controlli antincendio, là dove sono presenti estintori e altri dispositivi antincendio e ricadenti nelle attività di cui ALLEGATO I al D.P.R. n. 151/2011 (di cui all’articolo 2, comma 2). Infatti, le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi, sono disciplinate dall’ Art. 6 del D.P.R. 1° agosto 2011, n. 151: “Gli enti e i privati responsabili di attività soggette ai controlli da parte dei Vigili del fuoco, non soggette alla disciplina del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, hanno l’obbligo di annotare in un apposito registro i controlli, le verifiche, gli interventi di manutenzione effettuati sugli impianti e attrezzature antincendio, nonché l’informazione ai lavoratori”.
In generale l’amministratore del condominio è tenuto quindi alla tenuta della seguente documentazione:
sicurezza del condominio come luogo di lavoro.
– sicurezza antincendio;
– sicurezza impianti e installazioni;
Per cui risulta anche comodo al fine di dare tranquillità allo stesso amministratore provvedere alla raccolta di tutte le informazioni in un unico documento il RAS.
• Il RAS, che contiene i dati che emergono da una procedura di individuazione dei pericoli e di analisi dei rischi potenziali ad essi collegati, è il documento che, fornendo evidenza dello stato tecnico delle parti comuni condominiali, consente di assolvere l’obbligo assegnato dal legislatore all’amministratore.
• Il RAS, per quanto disposto dalla vigente normativa in materia di sicurezza ed igiene, evidenzia la rispondenza del condominio ai requisiti di ordine documentale e organizzativo richiesti sia nelle aree comuni che, in caso di presenza di lavoratori subordinati (es.: portiere), nei relativi luoghi di lavoro.
• Il RAS, individuati eventuali rischi, consente di programmare interventi e procedure finalizzate all’eliminazione o al contenimento degli stessi.
• Il RAS deve contenere solo le informazioni di cui al comma 6 dell’art.1130; altre informazioni dei condomini non debbono essere registrate, altrimenti non vengono rispettate le disposizioni sulla privacy (come chiarito dal Garante della privacy).
Segue lo schema della minima documentazione necessaria per il RAS. Comunque, la documentazione in seguito elencata non è esaustiva, in quanto in un condominio possono essere presenti macchine, impianti o problemi strutturali, che in tale schema non sono menzionati. Quindi, al fine di produrre un registro anagrafe della sicurezza adeguate all’esigenze del condominio, è consigliabile la consulenza di un tecnico abilitato (Esempio: Ingegnere).

MINIMA DOCUMENTAZIONE CONDOMINIALE NECESSARIA
per il RAS

• Dichiarazione di conformità degli impianti condominiali ai sensi del DM 37/08 o ex L.46/90, relativi a: elettrico, citofonico, televisivo (se centralizzato), elettronico (videosorveglianza, sistema di antintrusione), idrico, antincendio (se presente), sanitario (allacciamento alla fogna), adduzione GAS (parte condominiale), riscaldamento e climatizzazione (se centralizzato), protezione dalle scariche atmosferiche (se presente), cancello automatizzato (realizzato dopo l’entrata in vigore del DM 37/08). Verificare che alla dichiarazione di conformità siano allegati: progetto degli impianti, ai sensi della L.46/90 e successivo DM37/08, relazione con lista dei materiali utilizzati, copia dell’iscrizione presso la camera di commercio della ditta installatrice.

Documentazione degli impianti sotto pressione.
1) Per l’impianto di riscaldamento centralizzato di elevata potenza, verificare la presenza del collaudo da parte dell’ISPESL/INAIL dei dispositivi di sicurezza, posti sotto pressione (esempio: vaso di espansione chiuso); inoltre detti dispositivi debbono essere verificati ogni cinque anni dall’ASL, col rilascio di relativa documentazione; poiché gli adempimenti elencati dipendono dalla potenza installata e dalla tipologia dell’impianto è consigliabile consultare un tecnico abilitato; sul punto, comunque, il lettore può fare riferimento principalmente a: Legge 833/’78, DM 1/12/1975, DPR 412/’93; D.Lgs. 93/2000, DPCM del 29/11/2001, DM 329- 1/12/2004. UNI 10412-1:2006
2) Per l’impianto autoclave, il serbatoio sotto pressione deve essere marcato CE. Per quanto riguarda le verifiche periodiche c’è da dire che – negli edifici civili- nella maggioranza dei casi difficilmente si superano i limiti di pericolosità di cui al DM 329 del 2004; comunque, ciò non toglie che è consigliabile fare controllare il serbatoio quando si osservano delle anomalie come presenza di ossidazioni, usura o danni alla valvola di sicurezza, presenza di piccole lesioni, ecc. Infatti, il rischio di scoppio del serbatoio è presente anche quando questo non rientra nel campo dei controlli previsti dalla legge. Per i serbatoio con condizioni fisiche superiori ai limiti di legge sopra elencati è necessario che siano denunciati agli enti preposti al controllo e verificati periodicamente, col rilascio della relativa documentazione, come da D.Lgs. 93/2000, che recepisce la direttiva europea PED ovvero la direttiva 97/23/CE.
• Dichiarazione CE ai sensi della Direttiva Macchine (l’ultima direttiva è stata recepita dall’Italia col D.Lgs. 17 del 2010) relativa al: cancello automatizzato. Insomma, un cancello automatizzato deve avere la dichiarazione di conformità alla direttiva macchine in vigore all’epoca della realizzazione dello stesso e se realizzato dopo l’entrata in vigore del DM 37/08 deve avere anche la dichiarazione di conformità a detto DM 37/08. Nel caso che il cancello sia stato realizzato prima dell’entrata in vigore di una delle direttive macchine è necessario che sia presente un documento di “valutazione di rischi” con indicazione di, eventuali, interventi di messa in sicurezza , a firma di un tecnico abilitato.
• Certificazione Vigili Fuoco (se prevista) , ai sensi dell’allegato I al DPR 151/2011 (o precedenti disposizioni di legge): CPI (Cert. Prevenzione Incendi), rinnovo CPI, eventuale SCIA.
• Certificato di conformità edilizia e agibilità: artt. 24 e 25 del D.P.R. 380 del 2001 e ss.ii.mm. e artt. 220 e 221 del T.U. delle leggi sanitarie del Regio Decreto n. 1265 del 1934.
• Libretto ascensore attestante il relativo collaudo con indicazione del numero di matricola: Legge 1415 del 1942 oppure per gli ascensori di recente installazione e messa in servizio: documentazione prevista del comma 1 dell’art.16 del DPR 162 del 1999 e ss.mm.ii. Per l’impianto elevatore per disabili: documento di conformità alla direttiva macchine in vigore all’epoca della realizzazione dello stesso, manuale di manutenzione e numero di matricola. Sul punto, il 20 aprile del 2016, è stata abrogata la direttiva 95/16/CE, sostituita con la nuova direttiva 2014/33/UE, relativa agli ascensori e agli elevatori. Sino ad oggi non risulta ancora presente un dispositivo attuativo di Legge di detta direttiva, ma la Circolare del MISE del 21/03/2016 con protocollo n. 79499 ha di fatto recepito l’attuazione.
• Documentazione attestante le verifiche periodiche dell’impianto ascensore, in particolare: 1)Verifiche semestrali da parte della ditta di manutenzione: 2) Verifiche biennali da parte dell’ASL o di un Organismo Notificato, ai sensi dell’art. 13 DPR 162/99 e ss.mm.ii. Documentazione relativa ad, eventuali, interventi straordinari sull’impianto ascensore e verbale di verifica straordinaria, ai sensi dell’art.14 del DPR 162/99 e s.mm.ii.
• Documentazione di carattere chimico, fisico e batteriologico: a) In caso di presenza di serbatoio, cisterna o tubazione comune per l’adduzione dell’acqua potabile, la responsabilità della qualità dell’acqua a valle del contatore è a carico dell’amministratore. Necessario, quindi disporre della documentazione di verifica periodica da parte di uno studio di analisi autorizzato della qualità dell’acqua come previsto dal D.Lgs. 31/01 e successive modifiche e integrazioni col D.Lgs. 27/02. b) Invece, per gli impianti di riscaldamento centralizzati e di climatizzazione centralizzati, effettuare interventi periodici di pulizia e di analisi batteriologica – con rilascio di adeguata documentazione- al fine di prevenire il rischio “legionella”.
• Verificare se – per quanto indicato nella legislazione nazionale “D. Lgs. 81/08”- è in vigore la legge regionale o provinciale (per province autonome) che impone l’installazione di “linea vita” sulle coperture dello stabile ovvero ancoraggi posti in quota sulle coperture alle quali si agganciano gli operatori tramite imbracature e relativi cordini. Esse vengono installate sulle coperture dei nuovi edifici per la loro manutenzione e per la manutenzione periodica di eventuali impianti o coperture fotovoltaiche. Se previsto dalla legge regionale o provinciale, risulta necessario l’adeguamento a detta disposizione anche per gli edifici preesistenti all’entrata in vigore della stessa legge. In caso di presenza della “linea vita” assicurarsi che è presente la relativa documentazione tecnica. In particolare, ai sensi del D.Lgs.81/08: 1) Per la progettazione del sistema di ancoraggi è necessario produrre la documentazione contenente l’analisi dei rischi, le misure di sicurezza adottabili, le modalità di utilizzo, la verifica e il calcolo della resistenza degli ancoraggi, la dichiarazione di conformità dei prodotti utilizzati e il manuale di manutenzione, montaggio e uso; 2) Dopo l’installazione è necessario procedere periodicamente alla revisione, con produzione della relativa documentazione di verifica. Le principali norme di riferimento sono la UNI EN 795 e la UNI EN 11158.
• In caso di presenza di giardino con altalene o altri giochi per bambini, assicurarsi che i prodotti installati siano marcati CE. Sul punto assicurarsi che il marchio CE è quello autentico di “Comunità Europea” e no di “China Export”. Il marchio C E (europeo) presenta una maggiore spaziatura tra la “C” e la “E” rispetto a “China Export”, in cui la C e la E sono meno distanti (quasi unite). Inoltre, qualsiasi attrezzatura di uso comune deve essere certificata CE.
• In caso di presenza di lavoratori subordinati (Esempio: Portiere) provvedere alla documentazione e agli adempimenti previsti dal D.Lgs. 81/08, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro: documento valutazione rischi.
• In caso di installazione di nuova pavimentazione , procurare scheda tecnica della mattonella con indicazione del coefficiente di attrito; in caso di installazione di una nuova vetrata condominiale , disporre del certificazione del prodotto.
• Disporre di documentazione relativa agli interventi eseguiti da privati sulle strutture portanti comuni.
• Disporre della documentazione relativa a eventuali interventi per la valutazione o la rimozione di amianto.
• Disporre della documentazione relativa ad eventuali interventi di manutenzione straordinaria eseguiti dal condominio e soggetti al coordinamento per la sicurezza.

Rodolfo Cusano   ——     Daniele Minichini
(Avvocato)      ——   (Ingegnere e Fisico)

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