Ricettazione: elemento costitutivo, tenuità del fatto

Corte Appello Napoli, Sez. VII, sentenza 21 ottobre 2016 – – – Ricettazione – elemento oggettivo – caratteristiche profilo soggettivo – elemento costitutivo e caratteristiche – valore del bene – tenuità del fatto – criteri di individuazione

giustizia-www-iussit-com

Codice Penale

RICETTAZIONE

Corte Appello Napoli, Sez. VII, sentenza 21 ottobre 2016,
Pres. Dott. Di Mauro, Dott. Marotta est., Dott. Di Iorio.

.

Ricettazione: elemento oggettivo – caratteristiche.
(art. 648 cp)

Relativamente al profilo oggettivo, il delitto di ricettazione, come si evince chiaramente dalla clausola di riserva “fuori dei casi di concorso nel reato”, può essere commesso da chiunque, ad eccezione dell’autore o del compartecipe del reato presupposto. La mancata partecipazione nel delitto presupposto è, dunque, uno degli elementi negativi del delitto. Ogni atto che contribuisce causalmente al reato presupposto, infatti, configura un’ipotesi di concorso, che esclude la ricettazione. Al contrario, le attività susseguenti alla consumazione del delitto presupposto o quelle precedenti che non abbiano inciso sulla decisione dell’autore del delitto presupposto rientrano nella sfera della ricettazione. Quest’ultima in particolare, si realizza attraverso l’acquisto, la ricezione, l’occultamento delle cose di provenienza illecita ovvero attraverso l’intromissione per farle acquistare, ricevere od occultare d atri. E’ dunque un delitto a condotta vincolata, essendo le quattro forme alternative di condotta tipica dettagliatamente descritte nella norma.

.

Ricettazione: profilo soggettivo – elemento costitutivo e caratteristiche.
(art. 648 cp)

Quanto, poi, al profilo soggettivo, la fattispecie prevista dall’art. 648 cp consta di entrambi i profili del dolo, generico e specifico. Relativamente al dolo generico, sul piano volitivo deve esserci la volontarietà del fatto di acquistare, ricevere, occultare o intromettersi; sul piano cognitivo, deve sussistere la consapevolezza della provenienza illecita del denaro o delle cose. Secondo la costante giurisprudenza non è indispensabile che tale consapevolezza si estenda alla precisa e completa conoscenza delle circostanze di tempo, di modo e di luogo o alla qualificazione giuridica del reato presupposto, potendo anche essere desunta da prove indirette, purchè gravi, univoche e tali da generare in qualsiasi persona di media levatura intellettuale, e secondo la comune esperienza, la certezza della provenienza illecita di quanto ricevuto. Accanto al dolo generico, come si è detto, deve ricorrere il dolo specifico costituito dal fine, ulteriore rispetto al fatto di procurare a sé o ad altri un profitto. Qualsiasi utilità, anche di carattere non patrimoniale, può costituire il profitto.

.

Ricettazione: valore del bene – tenuità del fatto – criteri di individuazione.
(art. 648 cp)

Il valore del bene è un elemento concorrente solo in via sussidiaria, “nel senso che se esso non è particolarmente lieve deve comunque escludersi la tenuità del fatto, essendo superflua ogni ulteriore indagine; e solo se è accertata la lieve consistenza economica del compendio ricettato può procedersi alla verifica degli ulteriori elementi, desumibili dall’art. 133 cp, che consentono di configurare l’attenuante de qua, fermo restando che essa può essere esclusa ove emergano elementi negativi sia sotto il profilo strettamente obiettivo (quali l’entità del profitto) sia sotto il profilo della capacità a delinquere dell’agente”
.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi