Riparazione terrazzo a livello, niente rimborso al condomino

Corte di Appello  di Napoli,  sentenza del 17 marzo 2016 – – Condominio – riparazione terrazzo a livello – lavori eseguiti in mancanza di autorizzazione dell’amministratore e delibera  assemblea – somme anticipate dal condomino – rimborso –  esclusione 


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Corte di Appello  di Napoli,  sentenza n. 1115 del 2/17 marzo 2016 –

 Nota a cura di   Rodolfo Cusano

 

 La Corte di Appello di Napoli, con la sentenza n. 1115 – depositata il 17 marzo 2016, ha confermato la sentenza appellata n. 192/2008 del Tribunale di Napoli Sez. distaccata di Casoria,  con la quale era stata rigettata la domanda di un condomino volta ad ottenere il rimborso delle somme occorse per il rifacimento del terrazzo a livello. Gli attori, infatti, anche in sede di appello avevano concluso chiedendo che, in riforma della sentenza di primo grado, il Condominio venisse condannato al pagamento in loro favore della somma di Lire xxxxx pari ai 2/3 dell’intero importo pagato.

Il giudice ha rigettato la domanda precisando: “per avere diritto al rimborso della spesa affrontata per conservare la cosa comune senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea, il condomino che vi ha provveduto deve dimostrare, ai sensi dell’art. 1134 c.,c. che ne sussisteva l’urgenza, ossia la necessità di eseguirla senza ritardo e senza poter avvertire tempestivamente l’amministratore o gli altri condomini” (cfr. Cass. n. 27519/2011).

Quanto sopra dovendosi tenere presente che la richiamata norma trova applicazione anche nel caso di specie, in cui la terrazza sulla quale sono stati effettuati i lavori di cui si tratta è un bene di uso esclusivo, posto che la funzione di copertura dell’edificio ne comporta comunque la condominialità. Tanto, a prescindere dalla considerazione per cui, con il riferimento alla spesa “per la cosa comune”, di cui all’art. 1134 si intende in realtà ricomprendere tutte le spese sostenute in funzione dell’utilità comune, e ciò indipendentemente dalla circostanza che la spesa stessa sia stata fatta su un bene comune o di proprietà esclusiva (Cass. n. 3221/2014).

E’ il caso ancora di sottolineare che non trova applicazione nel caso di specie il disposto di cui all’art. 1110 c.c. in materia di rimborso delle spese sostenute dal partecipante alla comunione della cosa comune, che condiziona il relativo diritto alla sola trascuranza degli altri partecipanti. Ciò in quanto l’art. 1139 c.c. stabilisce che, “per quanto non espressamente previsto dalle norme in tema di condominio”, si devono applicare quelle disciplinanti la comunione. Ebbene, la materia in esame è già specificamente regolata dalla disposizione di cui all’art. 1134 c.c. in tema di condominio, per cui il richiamato art. 1110 c.c., non può trovare spazio.

Del resto, la diversa disciplina relativa alla possibilità di ottenere il rimborso delle spese effettuate per il comunista da un lato e per il condomino dall’altro, trova fondamento nella considerazione che, nella comunione, i beni comuni costituiscono l’utilità finale del diritto dei partecipanti, i quali, se non vogliono chiedere lo scioglimento, possono decidere di provvedere personalmente alla loro conservazione, mentre nel condominio i beni predetti rappresentano utilità strumentali al godimento dei beni individuali, sicchè la legge regolamenta con maggior rigore la possibilità che il singolo possa interferire nella loro amministrazione (cfr. Cass. sent. n. 21015/2011).

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