Risarcimento danni, rca: competenza per territorio, art. 1182 c.c.

Giudice di Pace di Barra – Napoli,  ordinanza del 5 ottobre 2016 – – –  Risarcimento danni, rca – competenza per territorio. Eccezione di incompetenza per territorio  – rigetto – competenza del giudice del luogo dove il convenuto (Assicurazione) esegue sempre l’adempimento delle obbligazioni (presso lo studio legale dell’attore)  – sussiste – art. 1182 c.c.


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Giudice di Pace di Barra – Napoli, Avv. Ersilia Picolla
Ordinanza del 5 ottobre 2016

  •  Segnalazione dell’ Avv. Giuseppe Minniti del Foro di Napoli

 

Risarcimento danni, rca – competenza per territorio. Eccezione di incompetenza per territorio – rigetto – competenza del giudice del luogo dove il convenuto (Assicurazione) esegue sempre l’adempimento delle obbligazioni (presso lo studio legale dell’attore)  – sussiste – art. 1182 c.c.

 Testo:
 gdp-barra-napoli-ordinanza-5-10-2016

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 Brevi note
sull’applicazione dell’art. 1182 c.c. 

Avv. Giuseppe Minniti

Per prima cosa ricordiamo a noi stessi che, qualora concorrano più criteri per la determinazione del giudice competente, spettando all’attore la scelta fra i diversi fori concorrenti, il convenuto che intenda eccepire l’incompetenza per territorio (al di fuori delle ipotesi previste dall’art. 28 c.p.c.) ha l’onere non solo di indicare, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata, il giudice (realmente) competente, ma anche di contestare la competenza di quello concretamente adito in relazione a tutti i singoli profili di competenza ipotizzabili con riferimento ai criteri facoltativi di collegamento.
La Suprema Corte insegna che, per le fattispecie come quella in esame (sinistro stradale), tra i possibili criteri di collegamento è da prendere in considerazione anche il luogo dell’adempimento dell’obbligazione: “si applica a tutte le obbligazioni, da qualunque fonte esse provengano, e quindi anche a quelle di origine extracontrattuale; ne consegue che il convenuto in causa di responsabilità aquilina il quale eccepisca l’incompetenza per territorio, ha l’onere di contestare la competenza del giudice adito con riferimento, tra l’altro, ad entrambi i criteri di collegamento prevista dalla citata norma (quello del forum commissi delicti e quello del forum destinatae solutionis), dovendo, in mancanza, ritenersi la competenza radicata presso il giudice adito per inammissibilità della sollevata eccezione, rilevabile d’ufficio anche in sede di legittimità” (crf ex multis Cass. Ord. 8590/2002; Cass. 6626/2005).
Fatta tale doverosa premessa è evidente che la sollevata eccezione di incompetenza territoriale è infondata e che il Giudice adito è territorialmente competente!!
Il criterio di collegamento va senz’altro ricercato nel dettato all’art. 1182, I comma, c.c., norma generale che statuisce la residualità dei criteri previsti nei commi successivi.
La convenuta, invece, si è limitata a sollevare l’eccezione d’incompetenza territoriale esclusivamente in riferimento al IV comma dell’art. 1182 c. c., ma l’applicazione di tale criterio, come già detto, è residuale rispetto alla previsione del I comma che testualmente recita: “Se il luogo nel quale la prestazione deve essere eseguita non è determinato dalla convenzione o dagli usi e non può desumersi dalla natura della prestazione o da altre circostanze, si osservano le norme che seguono.
Attenzione: “se ….. si osservano le norme che seguono” ergo, tutti i criteri successivamente elencati nell’art. 1182 c.c. sono residuali a quanto stabilito nel primo comma, quindi, se è vero che nessuna convenzione stabilisce dove vanno eseguite le prestazioni nascenti dall’obbligo di risarcimento del danno derivante da sinistri stradali, vi sono invece delle consuetudini, ben radicate, circa le modalità ed il luogo dell’adempimento di tali obbligazioni ed è a queste consuetudini che questa difesa si riporta e che richiama!!!
E’ a questa costante modalità di pagamento, oramai radicata da anni nella convenuta, a cui questa difesa si riporta ed alla quale bisogna necessariamente, e preliminarmente fare riferimento.
Secondo consolidata consuetudine, come tutti gli operatori del settore ben sanno, la compagnia assicurativa provvede sistematicamente ed inderogabilmente ad inviare l’assegno di risarcimento presso il legale che rappresenta il danneggiato (d’altronde, visto che i pagamenti vengono effettuati da uffici centralizzati non potrebbe essere diversamente).
Il primo comma dell’art. 1182 c.c. –  regola generale di carattere devolutivo – indica, elencandoli gerarchicamente, più eventi che ipso facto rendono individuabile il luogo dell’adempimento, ovvero, in via residuale, rimanda alle successive disposizioni, contenute nei commi 2°, 3° e 4°.
Nel riferimento alla convenzione devono intendersi compresi, oltre ai contratti (fattispecie generale), tutte le determinazioni unilaterali, quando siano fonti di obbligazioni (es. promessa di pagamento), ovvero i titoli costitutivi delle medesime (es. sentenze).
Il patto che stabilisca il luogo dell’adempimento può formarsi anche tacitamente, nel caso in cui sia adottato dal debitore un sistema di esecuzione, continuo e perdurante; la sussistenza di una pattuizione in ordine al luogo in cui debba essere eseguita la prestazione, in ogni caso, non può essere dedotta dalla sola circostanza che il debitore abbia adempiuto in un determinato luogo per cortesia o per altri analoghi motivi.
Essenzialmente essi consistono in una fonte non scritta e non statuale di produzione di norme giuridiche, nella pratica uniforme e costante di determinati comportamenti seguita secondo opinio iuris atque necessitatis (con il convincimento che siffatta condotta sia giuridicamente corretta).
In tema di derogabilità delle disposizioni contenute nell’art. 1182 rileviamo, anzitutto, che già la norma in sé contempla questa possibilità, proprio quando affida alla autonomia delle parti la scelta del luogo dell’adempimento, ovvero fornisce gli elementi per la sua determinazione nel caso in cui non sia diversamente stabilito o previsto da consuetudini, ovvero dalla natura della prestazione o da altre circostanze.
Nel caso in cui una parte contraente intenda avvalersi dell’esistenza di una convenzione, dell’operatività di una consuetudine, ovvero di un’altra circostanza in ordine alla determinazione del luogo in cui la prestazione deve essere eseguita (o meglio: dove viene uniformemente e costantemente assolta), su di essa incombe l’onere della prova, nel rispetto del principio generale dettato dall’art. 2697 c.c. ed, infatti, l’attore ha prodotto ben dieci lettere di accompagnamento e relativi assegni tutti inviati presso lo studio del legale presso cui il danneggiato aveva eletto domicilio, a dimostrazione di un sistema di esecuzione, continuo e perdurante che individua nello studio del legale il luogo dove regolarmente viene assolta questo tipo di obbligazione.
Ma v’è di più, queste considerazioni sono già state svolte in udienza ed in tale contesto parte convenuta non ha confutato la circostanza che il pagamento di questo tipo di obbligazione avviene esclusivamente presso lo studio del legale. Ricordiamo a noi stessi che l’art. 115 cpc eleva i fatti non contestati al rango di prova piena, quindi, al di là della prova documentale fornita da questa difesa, è la stessa convenuta che non contesta la richiamata modalità di pagamento.
Alla luce di tali considerazioni si fa rilevare, infine, che lo studio del sottoscritto avvocato è in  ZZZ (lo scrivente ha studio anche in  XXXX ma nel presente Giudizio ha indicato quello di  ZZZ) e, quindi, proprio nell’ambito del circondario del Giudice di Pace di Barra.
Come si vede il Giudizio è stato radicato innanzi al Giudice territorialmente competente secondo quanto dispone l’art 1182, I comma, c.c..
Da non confondere, poi (come fatto in risposta alla presente prospettazione), l’elezione di domicilio con il luogo dell’adempimento ex art. 1182 c.c. !!!
Il Giudice di Pace di Barra risulta competente in quanto l’attore ha provato (per tabulas e perché non contestato) che il luogo dell’adempimento per questo tipo di obbligazioni, scelto in via autonoma, costante e consuetudinaria, dalla convenuta è lo studio dell’avvocato, il criterio di collegamento quindi è “il luogo dell’adempimento.
Cosa diversa è, invece, individuare la competenza in base all’elezione di domicilio.
La distinzione è sottile ma fondamentale, è evidente che se il foro fosse scelto in base all’elezione di domicilio tale scelta sarebbe esperibile (siamo in tema di competenza derogabile) ma non sarebbe legittima, come insegna la Suprema Corte.
Nel nostro caso, invece, ribadiamo, la scelta del Giudice di Pace di Barra risulta pienamente legittima in quanto parte convenuta da anni esegue i pagamenti presso l’avvocato del danneggiato, in pratica è la stessa convenuta ad aver determinato, con il suo comportamento, la competenza del Giudice adito!!!
Fino a 10/12 anni fa tale criterio non sarebbe stato invocabile atteso che molto spesso gli assegni venivano consegnati a mani presso l’ispettorato sinistri oppure presso lo studio dell’avvocato della compagnia o dell’attore, addirittura, in alcuni casi, in udienza, per cui non vi era quella radicata scelta costante e definitiva che poteva dar luogo al sorgere di una vera e propria consuetudine.
Da una decina di anni a questa parte, invece, con gli uffici centralizzati e/o con gli ordini di pagamento impartiti telematicamente dalle compagnie alle banche convenzionate, TUTTI i pagamenti avvengono a mezzo del servizio postale (o a mezzo corriere) presso lo studio dell’avvocato (come provato dalle lettere e dagli assegni depositati in copia), indiscutibilmente e senza che il debitore possa avere voce in capitolo, le compagnie (la società Ass.ne XXX  in testa) hanno in questa maniera attivato quella radicata scelta costante e definitiva che ha dato luogo ad una consuetudine ineluttabile.
Per questo motivo, solo da qualche tempo è possibile richiamare l’art. 1182, I comma, c.c., perché bisognava attendere che questa scelta divenisse costante e definitiva, e una decina di anni sono senz’altro da considerare un periodo più che sufficiente per poter parlare di una consuetudine costante e continuativa.
Alla luce di tali considerazioni il Giudice di Pace di Barra, atteso che l’avvocato presso cui sarà effettuato il pagamento ha lo studio in ZZZ, è il Giudice territorialmente competente, ed è stata proprio la convenuta a far sì che ciò fosse possibile e corretto.

Avv. Giuseppe Minniti
Foro di Napoli
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