Sequestro conservativo di immobile, azione ex art.2932 c.c.

Tribunale di Nola, ordinanza del 30 settembre 2008

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Sequestro conservativo

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domanda di sequestro conservativo di immobile a garanzia di un’azione ex art. 2932 c.c. – inammissibilitA’ della pretesa – possibilitA’ solo di un sequestro giudiziario

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[Tribunale di Nola, Dott. Alfonso Scermino, ordinanza del 30 settembre 2008]

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Nell’Ordinanza

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>> … Il sequestro conservativo presuppone, in chi lo richiede ed è autorizzato ad eseguirlo, la titolarità di un credito, accertato in via di delibazione sommaria, verso il soggetto, titolare della correlata obbligazione, nei cui confronti la misura cautelare è richiesta: credito-obbligazione la cui prestazione, consistente in un dare, deve aver per oggetto una somma di denaro. …

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>> … possono formare oggetto del sequestro conservativo quei beni, e solo essi, che possono formare oggetto di espropriazione forzata, nei vari tipi in cui si articola in relazione alla natura del bene pignorato.

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Tribunale Civile di Nola

II Sezione Civile

(Giudizio N° 4917/08 NRG)

ORDINANZA

Il Giudice Unico designato

nel procedimento cautelare nel possesso di cui al R.G. n. 4917/08 proposto dinanzi a questo Tribunale con ricorso depositato in data 29.5.08 da Meviox Lxx e Meviox Gxx nei confronti di Immobiliare KKKKK s.r.l., sciogliendo la riserva di cui al verbale di udienza del 23.9.2008 ,

Osserva che

Con ricorso avanzato in corso di causa – pendenti i termini per la proposizione di atto di appello - Meviox Lxx e Meviox Gxx, premettendo che avevano titolo negoziale al trasferimento coattivo ex art. 2932 c.c. di taluni cespiti immobiliari (locali terranei) da parte della promittente venditrice Immobiliare KKKKK s.r.l. e che nelle more dell’accertamento di tale loro diritto – ingiustamente negato, a loro dire, da una pronuncia del Tribunale di Nola n. 2313/2007 che ci si riservava di impugnare – la debitrice stava tenendo una condotta “frodatoria” e volta a sottrarre tali beni alle loro ragioni, richiedevano la concessione del sequestro conservativo dei cespiti oggetto del preliminare azionato “al fine di evitare che la garanzia patrimoniale fosse definitivamente e completamente vanificata da ulteriori atti di disposizione dei beni in oggetto”.

Integratosi il contradditorio, si costituiva la Immobiliare KKKKK s.r.l. che instava per l’inammissibilità della domanda e, in ogni caso, per il rigetto della medesima.

All’udienza del 23.9.2008 il Giudice si riservava di decidere.

Il ricorso è inammissibile.

Il sequestro conservativo presuppone, in chi lo richiede ed è autorizzato ad eseguirlo, la titolarità di un credito, accertato in via di delibazione sommaria, verso il soggetto, titolare della correlata obbligazione, nei cui confronti la misura cautelare è richiesta: credito-obbligazione la cui prestazione, consistente in un dare, deve aver per oggetto una somma di denaro.

Funzione del sequestro conservativo è quella di assicurare preventivamente, in attesa della decisione sul merito e quindi dell’accertamento definitivo del credito, il futuro soddisfacimento di questo, se e quando sia poi riconosciuto, per cui esso concretizza, anticipatamente rispetto alla decisione definitiva di merito, la garanzia generica ex art. 2740 c.c. mediante un vincolo imposto su di uno o più beni costituenti il patrimonio del debitore.

La funzione del sequestro conservativo, in altri termini, è la stessa del pignoramento, primo atto del processo esecutivo per espropriazione forzata; con la sola differenza che il sequestro conservativo è preventivo ed eventuale, essendo cautelare in relazione all’esistenza del credito; mentre la funzione del pignoramento, di contro, è sempre attuale.

In definitiva, il sequestro conservativo è un pignoramento anticipato, il cui scopo concreto è subordinato all’accertamento definitivo del credito.

Da tali notazioni di carattere generale, allora, deriva che possono formare oggetto del sequestro conservativo quei beni, e solo essi, che possono formare oggetto di espropriazione forzata, nei vari tipi in cui si articola in relazione alla natura del bene pignorato.

Ne discende che nella fattispecie la domanda di sequestro conservativo non andava neanche avanzata.

Ivi, invero, si adduceva a fondamento del ricorso solo un credito ad un trasferimento immobiliare derivante da un preliminare di vendita.

Sennonchè, con il contratto preliminare, ciascuno dei contraenti (in ipotesi di preliminare bilaterale) od uno solo di essi (in ipotesi di preliminare unilaterale) assume l’obbligazione, alla quale è correlato il credito dell’altra parte, avente per contenuto la prestazione futura del consenso per la conclusione del contratto definitivo: prestazione, questa, che consiste, lungi da una somma di danaro, in un facere infungibile, non potendo il consenso, per la conclusione del contratto definitivo, essere manifestato da persona diversa da chi ha assunto l’obbligo.

Pertanto, non è possibile l’esecuzione forzata di un tale obbligo di fare (potendosi soltanto chiedere ed ottenere la sentenza costitutiva ex art. 2932 c.c., produttiva degli effetti del contratto definitivo non concluso); e tanto meno è concepibile il pignoramento, pur nella forma presso terzi, di quel credito.
Insomma, determinante al fine della risoluzione della questione posta dal ricorrente (assoggettabilità o meno a sequestro conservativo dei cespiti promessi in vendita) era la natura ontologica del diritto di che trattavasi.

E poiché tale diritto costituiva un credito di facere, per di più infungibile, esso non era pignorabile e, alla fine, neppure assoggettabile a sequestro conservativo.

Da tanto l’inammissibilità del ricorso.

Quanto osservato non impediva – né impedisce – tuttavia alla parte ricorrente di adire eventualmente l’Autorità Giudiziaria – nelle sedi di impugnazione ormai competenti – per l’eventuale concessione della diversa misura del sequestro giudiziario ex art. 670 c.p.c..

Infatti, ai fini della concessione del sequestro giudiziario, si avrebbe controversia sulla proprietà anche quando debba decidersi sul diritto di conseguire la proprietà, come – caso in esame – nell’azione per l’esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare di compravendita (ex multis, Cassazione civile , sez. II, 21 luglio 1994, n. 6813).

Ed avrebbe potuto essere rimarcato come la trascrizione della domanda suscettibile di prenotare gli effetti di una sentenza sanzionante l’acquisto di diritti dominicali sul cespite immobiliare oggetto della vertenza (trascrizione nella specie avvenuta, secondo quanto affermato dai ricorrenti) non sarebbe stata di per sé ostativa all’accoglimento dell’istanza di sequestro giudiziario dell’immobile stesso, essendo tale misura cautelare intesa, ai sensi dell’art. 670, n. 1 c.p.c., al conseguimento di provvedimenti relativi alla custodia, alla gestione ed alla disponibilità materiale del bene, non garantiti dalla trascrizione (cfr, Cassazione civile , sez. II, 05 gennaio 2000, n. 46).

Pendendo allo stato giudizio di appello, le spese del presente procedimento cautelare non possono che essere rimesse al definitivo.

P.Q.M.

visti gli artt. 669 quater, 669 septies e 671 c.p.c.,

- dichiara inammissibile il ricorso;

- spese al definitivo.

Manda alla Cancelleria per la comunicazione.

Nola, 30.9.2008

Il GIUDICE

Dott. Alfonso Scermino

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