Sostanze stupefacenti, marijuana, hashish. Coltivazione Cannabis Sativa

Sostanze stupefacenti, marijuana, hashish. Coltivazione e commercializzazione della Cannabis Sativa L (o Canapa)

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SOSTANZE STUPEFACENTI, MARIJUANA, HASHISH.
 COLTIVAZIONE  E COMMERCIALIZZAZIONE DELLA CANNABIS SATIVA L (O CANAPA)

Corte di Cassazione Penale, Sez. VI,
sentenza del 17 dicembre 2018 (ud. 27.11.2018) n. 56737

Massima a cura di  Avv. Angelo Pignatelli

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Legge 242/2016 – la normativa non prevede la commercializzazione della cannabis sativa L (o Canapa) Per la detenzione continua ad applicarsi il D.P.R. 309/90.

Con la sentenza in esame, la Suprema Corte rigettava il ricorso presentato da una Società di Forlì avverso l’ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva confermato il sequestro probatorio di sostanze stupefacenti – marijuana e hashish – rinvenute dalla polizia giudiziaria nei locali dell’impresa. La sostanza sequestrata derivava dalla coltivazione della pianta agricola denominata Cannabis Sativa L, consentita dalla legge n. 242 del 2016 che esclude l’applicazione del d.P.R. n. 309 del 1990.

Secondo la prospettazione della difesa, poiché le analisi dimostravano la presenza di un valore di THC inferiore allo 0,6%, la sostanza sequestrata rientrava nelle previsioni di cui alla legge n. 242/2016 per cui la commercializzazione della stessa non era sottoposta a restrizioni in ragione dei ridotti principi attivi.

La Suprema Corte statuendo il principio di diritto di cui in massima aveva cura di precisare tuttavia che la legge pur stabilendo la liceità della coltivazione della cannabis sativa L per finalità espresse e tassative, non prevede nel proprio ambito di applicazione quello della commercializzazione dei prodotti di tale coltivazione costituiti dalle infiorescenze (marijuana) e dalla resina (hashish). Ne consegue – pertanto – che le condotte di detenzione e cessione di tali derivati continuano ad essere sottoposte alla disciplina prevista dal d.P.R. N. 309/90, sempre che dette sostanze presentino un effetto drogante rilevabile.

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<<La cannabis sativa L, in quanto contenente il principio attivo Delta-9-THC, presenta natura di sostanza stupefacente sia per la previgente normativa che per l’attuale disciplina, costituita dall’art. 14 d.P.R 9 ottobre 1990, n. 309, come modificato dall’art. 1, comma terzo, D.L. 20 marzo 2014, n. 36, convertito dalla legge 16 maggio 2014, n. 79, in cui l’allegata Tabella II prevede solo l’indicazione della cannabis, comprensiva di tutte le sue possibili varianti e forme di presentazione, e riferibile a tutti i preparati che la contengono, rendendo così superfluo l’inserimento del principio attivo Delta-9-THC. L’introduzione  della legge 2 dicembre 2016 n. 242 che, stabilendo la liceità della coltivazione della cannabis sativa L per finalità espresse e tassative, non prevede nel proprio ambito di applicazione quello della commercializzazione dei prodotti di tale coltivazione costituiti dalle infiorescenze (marijuana) e dalla resina (hashish)  e – pertanto – non si estende alle condotte di detenzione e cessione di tali derivati che continuano ad essere sottoposte alla disciplina prevista dal d.P.R. N. 309/90, sempre che dette sostanze presentino un effetto drogante rilevabile.>>

 

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