Stranieri. Protezione sussidiaria per persecuzioni politiche

Corte d’Appello di Napoli, sentenza  del 4 luglio 2017 – – – Stranieri. Protezione sussidiaria per persecuzioni politiche  //  Spese di giudizio – gratuito patrocinio

 

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STRANIERI

PROTEZIONE SUSSIDIARIA PER PERSECUZIONI POLITICHE

Corte d’Appello di Napoli, sentenza n. … del 4 luglio 2017

Massima a cura di  Avv. Luigi Migliaccio

Va riconosciuta protezione sussidiaria all’appellante, cittadino armeno fuggito dal proprio Paese per sottrarsi a persecuzioni politiche, avuto riguardo alla situazione generale del Paese di provenienza, quale si desume, tra gli altri, dall’ultimo rapporto di Amnesty International che segnala gli abusi perpetrati dalle forze di polizia ai danni di attivisti politici e il persistere di violenze e abusi in danno di sospettati di “reati di opinione”.

Sentenza
>> Corte Appello Napoli Stranieri. Protezione sussidiaria 21 giugno 2017

 

Spese di giudizio – Gratuito patrocinio
La Corte d’Appello di Napoli  ha stabilito che     –“Deve dichiararsi il non luogo a provvedere sulle spese, conformemente al disposto  di cui all’art. 133 dPR  115/2002. Infatti, essendo risultata soccombente un’amministrazione dello Stato rispetto a una parte (vincitrice) ammessa al patrocinio a spese dello Stato, la condanna alle spese  (con la relativa liquidazione) verrebbe pronunciata a carico di un’amministrazione dello Stato e a favore di altra amministrazione, il che costituisce all’evidenza un non senso, tanto più che l’interesse sostanziale dell’appellante, che è quello di ottenere la refusione delle spese sostenute dal proprio difensore, non potrebbe per tale via essere soddisfatto.
L’art. 133  del dPR  115/2002  essendo volto a disciplinare la condanna alle spese nei giudizi civili ordinari, non appare riferibile all’ipotesi in cui una amministrazione dello Stato sia parte del giudizio. Induce a tale affermazione il rilievo che, per quanto riguarda il procedimento tributario, nel quale per definizione una parte è rappresentata da una pubblica amministrazione, è stabilita una regola  diversa (cfr. 141). In sostanza, nel processo tributario, e quindi nel processo in cui è istituzionalmente parte una pubblica amministrazione, la regola adottata dal legislatore è quella propria del processo penale, con i correttivi dettati dalla peculiarità del processo.  
La Corte ritiene quindi che  in ogni caso in cui la parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato sia vittoriosa in una controversia civile proposta contro un’amministrazione statale, l’art. 133 del dPR osti alla pronuncia di una sentenza di condanna al pagamento delle spese, dovendo la liquidazione degli onorari e delle spese in favore del difensore della parte ammessa, avvenire seguendo il procedimento di cui all’art. 82, e quindi con istanza di liquidazione  al giudice del procedimento [Cass. 20 ottobre 2012 n. 18583].” —

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