Sezione: art. 96 c.p.c.

Danni rca: rifiuto ingiustificato convenzione negoziazione assistita

Giudice di Pace di Napoli, Sez. II, sentenza del 2 ottobre 2018  – – – Risarcimento danni da circolazione stradale – apertura sportello – responsabilità – proponibilità – procedibilità – incoerenza sistemica di due condizioni che gravano sulla stessa materia suscettibili di pregiudicare la celerità del giudizio – eccezione di mancata negoziazione da  parte dell’impresa assicurativa – conseguente concessione termine ed invito alla negoziazione assistita – rifiuto ingiustificato alla stipula della convenzione da parte di quest’ultima – condanna (a carattere sanzionatorio, ammissibile anche ex officio) ex art. 96 c.p.c., comma 3 (al fine di contrastare azioni dilatorie)

Cartella di pagamento, mancato sgravio, condanna ex art. 96 cpc

Giudice di Pace di Napoli, sentenza del 14 settembre 2018 – – – Cartella di pagamento – opposizione ex art. 615 c.p.c. – estratto di ruolo – impugnabilità – prescrizione quinquennale – mancato tempestivo sgravio, giusti motivi per condanna all’equo indennizzo ex art. 96, comma 3, c.p.c.

Responsabilità struttura sanitaria, lesioni conseguenti a parto

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Articolazione Territoriale di Caserta – – – – Responsabilità medica – Responsabilità struttura sanitaria – Lesioni personali conseguenti a parto – Individuazione del titolo della responsabilità ascrivibile alla struttura sanitaria e al medico, elaborazione dottrinale e giurisprudenziale, rapporto negoziale, tipo di obbligazione, principio del concorso o cumulo della responsabilità contrattuale ed extracontrattuale, riparto dell’onere della prova, …

Lite temeraria e domanda riconvenzionale

Corte di Cassazione, Sez. VI, ordinanza 30 gennaio 2014 – – L’impugnazione al fine di impedire la formazione del giudicato sulla dichiarazione di scioglimento del matrimonio in sede civile …

Lite temeraria. Responsabilità aggravata, domanda risarcimento danni

Corte di Cassazione, Sez. III Civile – Sentenza 19 luglio 2013 – – La domanda di risarcimento danni per responsabilità aggravata – che rientra nella competenza funzionale del giudice che è competente a conoscere della domanda principale – attiene esclusivamente al profilo …

La lite temeraria costa cara

Corte di Appello di Milano, sentenza del 14 aprile 2015 – –  La lite temeraria costa cara /  Abusare del processo può costare 100 mila euro. È la cifra stabilita dalla corte di appello di Milano con la sentenza ….

Mancata consegna copie di cortesia cartacee, condanna ex art. 96 cpc

[Tribunale di Milano, 15 gennaio 2015] PCT. Responsabilità aggravata in caso di mancata consegna delle copie di cortesia cartacee. Così è stato deciso dal Tribunale di Milano in una procedura fallimentare. I giudici hanno rigettato le richieste dell’opponente e lo hanno condannato alla ….

Pagamento quote condominiali

[Giudice di Pace di Napoli, sentenza del 9 febbraio 2015]  Non sono oggetto di mediazione obbligatoria i procedimenti per il mancato pagamento delle spese condominiali. La legge n.220 dell’11/12/12 – modifiche alla disciplina del condominio negli edifici …

Lite temeraria, responsabilità Avvocato in solido col cliente

La riforma prevede, in caso di liti temerarie, la responsabilità dell’Avvocato, in solido con il proprio cliente.Vale a dire che in caso di condanna, per aver agito o resistito in processo con malafede o colpa grave, il giudice condannerà in solido tra loro al risarcimento del danno tanto  il cliente quanto il legale (Art. 96 c.p.c.)

Transazione giudiziale, pagamento compensi, solidarietà, art. 68 l.p.

Tribunale di Nola, 15 gennaio 2014 – – – Decreto ingiuntivo per pagamento compensi professionali – Opposizione – Concessione provvisoria esecuzione – Rigetto opposizione – …

Responsabilità aggravata, danno per lite temeraria, art. 96 co. 3 cpc

Lite temeraria – mancata diligenza del convenuto nella verifica della sussistenza dei necessari presupposti per la resistenza in giudizio – imprudenza e infondatezza delle proprie pretese – responsabilità aggravata – sussistenza – condanna al risarcimento del danno in via equitativa. (art. 96 c.p.c.) – – – Giudice di Pace di Eboli, sentenza del 20 febbraio 2013

Illegittimo aumento polizza, danni patrimoniali e non, art. 96 cpc

Violazione degli obblighi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto – – – Giudice di Pace di Salerno, sentenza 18.10.2013

Responsabilità processuale aggravata

CASSAZIONE, Sezioni Unite Civili, ordinanza del 3 giugno 2013 – – Art. 96 cod. proc. civ. – giudice tributario – giurisdizione – sussistenza

Servitù di luce e aria, per destinazione del padre di famiglia

TRIBUNALE DI NOLA, sentenza del 20 marzo 2012 – – Trasformazione terrazzo in unità abitativa  e conseguente chiusura di due lucernai che davano luce ed aria a immobile  altrui – Richiesta rimozione opere realizzate e risarcimento danni – Qualificazione della domanda – Confessoria servitutis ex art. 1079 c.c.

Canone acqua, ingiunzione fiscale, opposizione art. 615 c.p.c.

GIUDICE DI PACE DI GRAGNANO, sentenza del 4 novembre 2010 – –  Canone acqua. Richiesta di pagamento del servizio idrico tramite ingiunzione fiscale – Illegittimità – Opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. – Accoglimento – Giurisdizione del giudice ordinario – Tempestività dell’opposizione – Notificazione dell’ingiunzione – Sottoscrizione dell’atto – Risarcimento dei danni per responsabilità aggravata, art. 96 c.p.c. – Accoglimento


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 Giudice di Pace di Gragnano, Dott. Cira Di Somma, sentenza del 4 novembre 2010

Richiesta di pagamento del servizio idrico tramite ingiunzione fiscale dell’Ente di riscossione – Illegittimità – Opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c. – Accoglimento – Giurisdizione del giudice ordinario – Qualificazione della domanda – Tempestività dell’opposizione –  Legittimazione delle parti – Servizio idrico integrato – Normativa in materia di riscossione coattiva – Strumenti attuativi della riscossione coattiva – Riscossione tramite ingiunzione fiscale – Superamento della necessità della vidimazione pretorile dell’ingiunzione amministrativa – Qualificazione dell’ingiunzione fiscale – Sulla qualifica di Enti pubblici e sull’autotutela amministrativa – Sulla normativa di cui al regio decreto del 14 aprile 1910 n. 639 – Sulla notificazione dell’ingiunzione – Sulla sottoscrizione dell’atto – Risarcimento dei danni per responsabilità aggravata, art. 96 c.p.c. – Accoglimento

(Nota a cura del Dott. Luigi Vingiani,

che si ringrazia per la cortese segnalazione)

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Nell’articolata sentenza il Giudice (Giudice di Pace di Gragnano dott.Cira Di Somma, che all’epoca aveva sollevato l’eccezione di incostituzionalità sulla natura tributaria del canone di depurazione nei confronti della GORI s.p.a.-gestore del servizio idrico integrato di cui alla legge Galli in 76 Comuni della provincia di Napoli e Salerno – e dell’esattoria (nella fattispecie AREARISCOSSiONI S.P.A.), con ampia, articolata e condivisibile motivazione, ricostruendo analiticamente la normativa in tema di ingiunzione fiscale di cui al Regio Decreto 14.4.1910 n.639 e nel dichiarare l’illegittimità di tale procedura per il recupero del servizio idrico integrato, ha annullato l’ingiunzione fiscale nei confronti dell’utente condannando la GORI e l’ESATTORE anche al risarcimento danni di Euro 300,00 per la temerarietà dell’azione

La questione al vaglio del giudicante era stata proposta da una cittadina assistita dall’ufficio legale di un’associazione consumatori , che aveva sollevato l’illegittimità del ricorso all’ingiunzione fiscale e/o cartella esattoriale per recuperare il canone del servizio idrico integrato soprattutto alla luce della sentenza n.335/2008 che aveva definitivamente accertato la natura di corrispettivo e quindi civilistica e non più tributaria del canone di depurazione e di fognatura.

L’ingiunzione fiscale è un istituto risalente nel tempo (il relativo fondamento giuridico è costituito dal R.D. 14 aprile 1910 n. 639), concepito per la riscossione con modalità procedurali accelerate dei crediti dello Stato e degli enti pubblici e strutturato sullo schema dei provvedimenti monitori. E’ necessaria quindi una interpretazione che valga a raccordare le norme emanate in un tempo molto lontano ed in un contesto storico e giuridico molto diverso ai principi fondamentali nuovi, espressi soprattutto con riferimento a strumenti di tutela prima non previsti . Ebbene, le diverse disposizioni emanate in tempi più recenti (art. 52 d.lgs. 446/97, riforma riscossione del 1999, legge n. 265/2002) consentono di affermare che l’ingiunzione fiscale rappresenta tuttora uno strumento compatibile con l’attuale assetto legislativo per la riscossione coattiva delle entrate.

Le ingiunzioni fiscali sono atti emessi dall’Ente pubblico creditore consistenti nell’ordine al debitore di pagare entro trenta giorni la somma dovuta. Si tratta di uno strumento che cumula in sé le caratteristiche del titolo esecutivo e del precetto.

L’ingiunzione, infatti, non necessita di essere resa esecutiva da un’autorità giurisdizionale: essa stessa costituisce titolo esecutivo quando non vi sia opposizione da parte del debitore entro trenta giorni dalla data di notifica o quando l’opposizione sia rigettata.

Come sottolineato dalla Corte di cassazione con sentenza n. 8162 del 15/06/2002, presupposto fondamentale per poter ricorrere all’ingiunzione fiscale, è che il credito in base al quale viene emesso l’ordine di pagamento sia certo, liquido ed esigibile e ciò all’evidente scopo di tutelare le posizioni soggettive di coloro che vengono in contatto con gli Enti pubblici.

Una giurisprudenza consolidata ha evidenziato che l’ingiunzione fiscale è applicabile non solo per le entrate strettamente di diritto pubblico, ma anche per quelle di diritto privato, trovando il suo fondamento nel potere di autoaccertamento della Pubblica amministrazione.

Con sentenza N. 277 del 13/07/2000 la Corte Costituzionale ha ritenuto estensibile il sistema della riscossione tramite ingiunzione fiscale anche alle pretese creditorie derivanti da contratto.

In buona sostanza la conclusione è che l’ingiunzione fiscale di cui all’art. 2 del R.D. n. 639/1910 è riservata alle sole pubbliche amministrazioni in senso proprio e che un soggetto privato (come la GORI società per azioni) può avvalersene solo per espressa autorizzazione legislativa.

Inoltre il giudice ha accertato l’inesistenza della notifica dell’ingiunzione per mancanza della relata di notiifica essendo stata inviata direttamente per posta dai dipendenti dell’esattoria e senza l’ausilio dei soggetti puntualmente individuati dalla legge. (Ufficiale giudiziario o Messo di conciliazione) ed ha rilevato la mancanza di sottoscrizione da parte dell’Ente creditore.

Essendo evidente la temerarietà della richiesta il giudice ha, infine, ritenuto applicabiole l’art.96 comma 3 c.p.c. nel nuovo testo introdotto dalla legge n. 69/2009 e ciè la liquidazione equitativa di un danno per responsabilità aggravata quantificato forfettariamente in Euro 300,00.

 

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI GRAGNANO
Il Giudice di Pace, dott. Cira di Somma, ha emesso la seguente
SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. 721 del Ruolo Generale Affari Civili dell’anno 2010 (…)
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Morso di cane randagio. Danni – Legittimazione passiva

TRIBUNALE DI NAPOLI, Sez. Dist. di Frattamaggiore, sentenza del 18 novembre 2009 – –  Cane randagio – Danni subiti da minore – Legittimazione passiva dell’ ASL – Danno morale

Iscrizione ipoteca, illegittima senza titolo, Equitalia Polis

Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, sentenza N. 551 del 26.10.2007 – – – Iscrizione ipoteca, illegittima senza titolo, Equitalia Polis

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