Sezione: avvocato domiciliatario

Avvocato domiciliatario cancellato, notifica appello, interruzione

Cassazione Civile, Sezioni Unite, sentenza del 13 febbraio 2017 – – Notifica atto di appello al difensore domiciliatario cancellatosi volontariamente dopo deposito sentenza – nullità della notifica – mancata sanatoria – nullità del procedimento e della sentenza di appello – no passaggio in giudicato della sentenza di primo grado – cancellazione volontaria – conseguenze – interruzione del processo

Compenso all’avvocato domiciliatario, chi è l’obbligato?

Cassazione, Sez. II, Civile, sentenza del 30 settembre 2016 – – Mandato ad litem – procura – nomina domiciliatario – individuazione di chi è obbligato (la parte o l’avvocato che ha contattato il collega del foro della causa) a corrispondere il compenso al domiciliatario

Notifica impugnazione, cambio domicilio difensore

Cassazione, ordinanza del 29 settembre 2015 – – Notifica impugnazione, non andata a buon fine – cambio domicilio dell’avvocato difensore della controparte – onere del notificante – ripresa del procedimento notificatorio – rispetto del termine perentorio – istanza di rimessione in termini – condizioni

UNEP del Tribunale di Nola online con utili informazioni

Sul sito della Corte di Appello di Napoli  una nuova pagina web dedicata all’ U.N.E.P. del Tribunale di Nola

PEC difensore e domiciliatario in ricorso, comunicazione ordinanza

[TAR Lazio – Sez. Terza Bis, sentenza del 18 novembre 2014] Se nell’epigrafe del ricorso sono indicate sia la p.e.c. del difensore che la p.e.c. del domiciliatario, legittimamente l’ordinanza con cui è autorizzata l’integrazione del contraddittorio viene comunicata solo al primo

Decorrenza termine breve: sentenza notificata avvocato domiciliatario

[Cassazione, Sez. III Civile, sentenza del 10 aprile 2014] Decorrenza del termine breve: la sentenza va notificata all’avvocato domiciliatario, anche se cancellato dall’albo …

Notifica appello, avvocato domiciliatario cancellato dall’albo

CASSAZIONE, Sez. II Civ., sentenza del 21 maggio 2013  
Notificazione impugnazione all’avvocato domiciliatario cancellato dall’albo a seguito di provvedimento disciplinare – nullità – esclusione

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NOTIFICAZIONE IMPUGNAZIONE
AVVOCATO CANCELLATO DALL’ALBO
 
[Cassazione, Sez. II Civ.,
sentenza N. 12478 del 21 maggio 2013]
 
AVVOCATO DOMICILIATARIO CANCELLATO DALL’ALBO PER MOTIVI DISCIPLINARI – CONDOTTA DELLO STESSO DOPO LA CANCELLAZIONE – RILEVANZA – NOTIFICAZIONE IMPUGNAZIONE CON CONSEGNA DI COPIA CONFORME A MANI DI PERSONA ADDETTA ALLO STUDIO E INCARICATA ALLA RICEZIONE – NULLITA’ – ESCLUSIONE
 
 
 
Nella Sentenza
 
la cancellazione dall’albo (nella specie, per motivi disciplinari) determina la decadenza dall’ufficio di avvocato e, facendo venir meno lo   ius  postulandi   implica la mancanza di legittimazione di quel difensore a compiere e a ricevere atti processuali.
(…)
La notificazione dell’atto di appello, successiva alla cancellazione dall’albo dell’avvocato domiciliatario, avrebbe dovuto essere effettuata alla parte personalmente
(..….)
Il Collegio tuttavia ritieneche la vicenda all’esame della Corte presenti delle peculiarità che impediscono di sanzionare con la nullità la notificazione dell’atto di appello avvenuta in data 28 luglio 2005 presso lo studio del difensore domiciliatario, Avv.       , con consegna di copia conforme a mani di persona addetta allo studio ed incaricata alla ricezione.
Occorre infatti rilevare che, come risulta dalla documentazione in atti, l’Avv. ……  , già disciplinarmente cancellato (a partire dal 19 maggio 2005) dall’albo professionale, prima di ricevere la notifica dell’atto di appello ha continuato a svolgere attività difensiva nell’interesse della parte rappresentata. Ed invero – dopo avere richiesto alla cancelleria del Tribunale di Milano, in data 5 luglio 2005, una copia autentica della sentenza di primo grado, e, in data 6 luglio 2005, una copia libera di detta sentenza – l’11 luglio 2005, su carta intestata Studio legale …  e firmandosi con il titolo di avvocato, ha inviato al difensore di XXX, Avv. Caioxx, una nota di quanto spettante al … in esecuzione della sentenza di primo grado.
Ricevuta la notifica dell’atto di appello, l’Avv. (*) ha poi richiesto per le vie brevi all’avvocato di controparte (come si ricava dalla missiva dell’Avv. Caioxx in data 31 agosto 2005) copia dei documenti dallo stesso depositati nel giudizio di gravame a sostegno dell’impugnazione.
Con il suo comportamento, l’Avv. (*) ha creato le condizioni per la configurabilità di una situazione di apparenza di persistente titolarità, in capo a lui, dello ius postulandi, nonostante la cancellazione in via disciplinare dall’albo professionale, continuando a curare, all’esterno, la pratica del proprio assistito qualificandosi come avvocato: non solo nei rapporti con la cancelleria, attraverso la richiesta di copia autentica e di copia in forma libera della sentenza; ma anche – quel che qui importa – nei riguardi del difensore della società Nxnxnx, prima con l’invio (anteriormente alla ricezione della notifica dell’appello) di un riepilogo di quanto spettante al proprio cliente in forza della sentenza di primo grado, e poi (una volta ricevuta la notificazione dell’atto di appello) con la richiesta e l’ottenimento della copia dei documenti prodotti dal difensore dell’appellante nel giudizio di gravame.
Si tratta di un comportamento obiettivamente decettivo ed idoneo a recare pregiudizio all’efficace esercizio del diritto di impugnazione dell’avversario, posto in essere in violazione dei principi di buona fede, di lealtà e correttezza, che ha determinato, in ordine alla persistente legittimazione del (*) (formalmente munito di una procura alle liti estesa anche al giudizio di appello) a rappresentare processualmente il (…), un affidamento incolpevole nella controparte, la quale, quando ha proceduto alla notifica dell’atto di appello, si è sentita autorizzata a non effettuare il previo riscontro delle risultanze dell’albo professionale, essendo eccessivo pretendere che l’appellante, in evenienza siffatta, sia tenuto a verificare che la situazione di apparenza coincida con l’effettiva realtà.
Nella specie, la sanzione della nullità, che normalmente colpisce la notifica dell’atto di appello all’avvocato domiciliatario cancellato dall’albo per ragioni disciplinari  dopo l’esaurimento della fase di primo grado, non opera, perché essa finirebbe con il giovare a chi, con la propria attività rivolta ad ottenere l’esecuzione della sentenza in favore del proprio cliente pur non avendo più titolo a rappresentarlo e a difenderlo, ha creato la indicata situazione di affidamento sulla persistenza della iscrizione all’albo. E ciò contrasterebbe con il principio per cui non vi può essere impiego abusivo o deviato degli strumenti processuali posti a tutela del diritto di difesa (Cass., Sez. Un., 15 novembre 2007, n.23726), essendo le parti chiamate a tenere un comportamento corretto nell’agire e difendersi in giudizio, che non smarrisca mai il fine della tutela dei diritti, che è quello di rendere giustizia secondo canoni del giusto processo.
Né, così decidendo, si corre il rischio di far ricadere sull’ignara parte “rappresentata” dell’Avv. (*), l’Avv. (…), le conseguenze della condotta posta in essere dal suo, oramai ex, avvocato.
Occorre infatti considerare che il (…), pur avendo ottenuto una sentenza provvisoriamente esecutiva di primo grado, che condannava (XXX) a pagargli l’importo di euro ………., oltre ad interessi legali dalla domanda al saldo ed alle spese di lite, dopo lo scambio epistolare tra l’Avv. (*) e l’Avv. Caioxx non ha più posto in essere iniziative rivolte ad ottenere il recupero del proprio credito: e l’unica spiegazione logica di questo comportamento di attesa (interrotto soltanto con la proposizione del ricorso per cassazione per eccepire l’avvenuto passaggio in giudicato della sentenza di primo grado per la denunciata inesistenza della notifica dell’atto di citazione in appello) può rinvenirsi proprio nell’aver saputo, tramite l’Avv. (*), dell’interposto gravame e della sospensione della provvisoria esecuzione della sentenza di primo grado, disposta dalla Corte d’appello di Milano con ordinanza in data 10 gennaio 2006 (in considerazione delle “qualità personali della controparte – sentenza della Corte di cassazione penale n.29704 del 16 luglio 2003 ed alcune notizie di fonte ANSA – che sono suscettibili di ingenerare non infondate perplessità in ordine alla possibilità che le somme corrisposte in esecuzione della impugnata sentenza di primo grado non siano più restituite dall’appellato”).
(….)

Nuovi parametri, spese forfetarie, domiciliatario

Nuovi parametri (giudizio non portato a termine,compenso del domiciliatario, compensi per ipraticanti abilitati, compenso per l’attività stragiudiziale, rimborso delle spese di trasferta e di quelle forfetarie nella misura del 15%, arbitrati, incarico conferito a società tra professionisti) /// geografia giudiziaria, camere arbitrali e di conciliazione, smaltimento dell’arretrato giudiziario, negoziazione assistita (da: Newsletter N. 141 del 28 maggio 2013 – CNF)

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