Sezione: Leggi – Decreti – Circolari

Abitazione principale impignorabile. Decreto legge 69 del 21.6.13

Decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013. In vigore dal 22.06.2013

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  Decreto  “ DEL FARE “ 
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(fonte:  www.fiscooggi.it)
 
 
 
Abitazione principale impignorabile.
Tanta riscossione nel decreto fare
 
Tra le altre misure fiscali, addio al 770 mensile, rinvio di tre mesi per la Tobin tax, via la responsabilità solidale Iva negli appalti, modifiche alla tassa sulle imbarcazioni
 
E’ già in vigore il decreto legge n. 69 del 21 giugno (“Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dello stesso giorno.
In evidenza, tra le novità di carattere fiscale contenute nel provvedimento, un nutrito pacchetto di misure sulla riscossione mediante ruolo (articolo 52), finalizzate ad aiutare i contribuenti in difficoltà economica o con momentanea carenza di liquidità.
 
No al pignoramento dell’abitazione principale
 
Dilazione del debito fino a 120 rate
 
Più difficile decadere dalla rateazione
 
Una norma di tutela per stipendi e pensioni
 
Protezione per i beni aziendali
 
Equitalia, proroga e aggio
 
La “Robin tax” si mette in luce (articolo 5)
 
Crediti per il cinema in scena anche nel 2014 (articolo 11)
 
Nautica: due misure per riprendere la rotta (articolo 23)
 
Appalti: responsabilità solidale dimezzata (articolo 50)
 
770 mensile: cronaca di una morte annunciata (articolo 51)
 
“Tobin tax” rimandata a metà ottobre (articolo 56)
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.pubblicato Domenica 23 Giugno 2013
 
 
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Capo VIII
Misure in materia di mediazione civile e commerciale
Art. 84
(Modifiche al decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28) 

 

 

 

Avvocati e incompatibilità, nuovo ordinamento forense, L. 247/12

Legge 31 dicembre 2012, n. 247. Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense (GU n.15 del 18-1-2013 ) –  (Entrata in vigore del provvedimento: 02/02/2013) – Incompatibilità – Eccezioni alle norme sulla incompatibilità

Avvocati e obbligo di aggiornamento, Legge n. 247/2012

Legge 31 dicembre 2012, n. 247. Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense (GU n.15 del 18-1-2013 ) –  (Entrata in vigore del provvedimento: 02/02/2013)

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AVVOCATI
 E
FORMAZIONE CONTINUA
ESENZIONE
per chi è iscritto da oltre 25 anni e per chi ha compiuto sessanta anni di età
– LEGGE 31 dicembre 2012, n. 247 –
Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense
(GU n.15 del 18-1-2013 )
(Entrata in vigore del provvedimento: 02/02/2013)
 
 
 
 
 
(…)
Art. 11
Formazione continua
  1. L’avvocato  ha  l’obbligo  di  curare  il  continuo  e  costante aggiornamento della  propria  competenza  professionale  al  fine  di assicurare  la  qualità  delle  prestazioni   professionali   e   di contribuire al migliore esercizio  della  professione  nell’interesse dei clienti e dell’amministrazione della giustizia.
 
  2. Sono esentati dall’obbligo di  cui  al  comma  1: 
– gli  avvocati sospesi dall’esercizio  professionale,  ai  sensi  dell’articolo  20, comma  1,  per  il  periodo  del  loro  mandato; 
– gli  avvocati  dopo venticinque anni di iscrizione all’albo  o  dopo  il  compimento  del sessantesimo anno di  età
– i  componenti  di  organi  con  funzioni legislative e i componenti del Parlamento  europeo; 
– i  docenti  e  i ricercatori confermati delle università in materie giuridiche.
 
  3.  Il  CNF  stabilisce  le   modalità  e le condizioni per l’assolvimento dell’obbligo di aggiornamento da parte degli  iscritti e per la gestione e l’organizzazione dell’attività di  aggiornamento a cura degli ordini territoriali, delle associazioni  forensi  e  di terzi, superando l’attuale sistema dei crediti formativi.
 
  4. L’attività di  formazione  svolta  dagli  ordini  territoriali, anche  in  cooperazione  o  convenzione  con  altri   soggetti, non costituisce attività commerciale e non può avere fini di lucro.
 
  5. Le  regioni, nell’ambito delle potestà ad esse attribuite dall’articolo  117 della  Costituzione,   possono  disciplinare l’attribuzione di fondi per l’organizzazione  di  scuole, corsi ed eventi di formazione professionale per avvocati.
(…)
 
 
 

 

Riforma Ordinamento professionale forense (in G.U. del 18.1.2013)

(da sito del CNF: Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di riforma dell’Ordinamento professionale forense. Dossier CNF esplicativo della riforma  ///  Pubblicità informativa – obbligo di formazione continua – nuove regole sulla determinazioni dei compensi e conferimento dell’incarico (compreso il divieto di patto di quota lite) – attività di consulenza stragiudiziale tendenzialmente affidata agli avvocati e riserva di difesa negli arbitrati rituali  – incompatibilità tra la carica di consigliere dell’ordine e componente del Cda o comitato dei delegati della Cassa forense sono le determinazioni del nuovo ordinamento forense che entreranno in vigore immediatamente, il 2 febbraio prossimo. Confermato il tirocinio a 18 mesi

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Riforma
dell’Ordinamento professionale forense
 
Legge 31 dicembre 2012 , n. 247
(G.U. venerdì 18 gennaio 2013, n.15)
 
(Tratto dal sito: www.consiglionazionaleforense.it)
 
 
Martedì 22 Gennaio –  Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge di riforma dell’Ordinamento professionale forense. Ecco il Dossier CNF esplicativo della riforma
 
22/01/2013 – Pubblicità informativa, obbligo di formazione continua, nuove regole sulla determinazioni dei compensi e conferimento dell’incarico (compreso il divieto di patto di quota lite), attività di consulenza stragiudiziale tendenzialmente affidata agli avvocati e riserva di difesa negli arbitrati rituali e ancora incompatibilità tra la carica di consigliere dell’ordine e componente del Cda o comitato dei delegati della Cassa forense sono le determinazioni del nuovo ordinamento forense che entreranno in vigore immediatamente, il 2 febbraio prossimo.
Confermato il tirocinio a 18 mesi.
 
 Il CNF al lavoro sulla redazione dei regolamenti e sulla revisione del codice deontologico per garantire al più presto il pieno regime della riforma. Ecco il Dossier 1/2013  esplicativo della riforma che indica, norma per norma, l’entrata in vigore e il timing dei provvedimenti di attuazione.  Dossier 1/2013 – Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense   FAQ – Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense   Legge 31 dicembre 2012 , n. 247 (G.U. venerdì 18 gennaio 2013, n.15 )  
 
Il Consiglio Nazionale Forense ha diramato oggi agli Ordini forensi il Dossier 1/2013, esplicativo della nuova legge di riforma dell’ordinamento professionale, pubblicata venerdì 18 gennaio nella Gazzetta Ufficiale n. 15 (Legge n. 247/2012).
 
“Con questo vademecum, il Consiglio nazionale forense intende fornire agli Ordini e agli iscritti un commento sintetico (corredato di schede) elaborato dell’Ufficio studi per la migliore cognizione e l’interpretazione della nuova normativa, specie con riferimento alle questioni che sorgeranno nella prima attuazione del provvedimento”, spiega il presidente Alpa nella premessa. Per il futuro e in relazione a eventuali dubbi e questioni oggi non rilevabili, “i Consigli dell’ordine potranno come di consueto rispondere ai quesiti anche giovandosi dei supporti ermeneutici forniti dal Consiglio nazionale, e potranno sottoporre al Consiglio nazionale ulteriori questioni: l’interlocuzione è necessaria perché il Consiglio nazionale sia informato delle vicende applicative e possa contribuire a formare una prassi applicativa uniforme su tutto il territorio nazionale, nell’interesse dei cittadini che chiederanno l’assistenza degli avvocati e nell’interesse degli iscritti nei nostri albi”.
 
L’obiettivo è di coordinare la successione degli interventi normativi che si sono susseguiti nell’ultimo anno e fornire immediate risposte sulle norme applicabili sin dall’entrata in vigore della legge, il 2 febbraio prossimo. Con l’avvertenza che la transizione tra vecchio e nuovo ordinamento professionale forense avverrà senza passare dalla generale riforma delle professioni, contenuta nel Dpr 137/2012, per una necessaria esigenza di semplificazione.
 
Il testo del Dossier è stato ampiamente approfondito dal plenum e consta di diverse sezioni con livelli diversi di approfondimento (Faq per le risposte immediate; una tabella con il timing dei regolamenti di attuazione previsti dalla legge; Note esplicative della legge e Il testo delle legge con le note a margine di ogni disposizione). 

Poiché molte norme presuppongono l’adozione di regolamenti per la loro piena operatività, il CNF è già al lavoro sulla redazione di quelli che la legge assegna alla sua competenza e sulla revisione del codice deontologico. Il plenum, nella seduta del 18 gennaio, ha infatti definito il metodo di lavoro, che prevede sui primi consultazioni con Ordini, Unioni e Associazioni forensi.

 
Allegati
 
 
 
 
***

(Tratto dal sito: www.consiglionazionaleforense.it) –FAQ

 

 

CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA Ufficio studi

1

F.A.Q.

 

(0missis)

 

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9. D: Cosa cambia in materia di formazione continua?

R: L’obbligo di formazione continua è immediatamente operante; così come la sua esenzione per gli avvocati ultrasessantenni o con venticinque anni di iscrizione (art. 11 co. 1, 2, 4 e 5); restano in vigore le attuali modalità e condizioni per l’assolvimento dell’obbligo fino all’emanazione del regolamento da parte del CNF (art. 11 co. 3).

 

10. D: È possibile costituire società tra avvocati?

R: No; si potrà solo dopo l’emanazione di un decreto legislativo nel quale sarà comunque esclusa la partecipazione di soci di mero capitale (art. 5); resta confermata la possibilità, sin da subito, di costituire associazioni professionali ed s.t.p. (d.lgs. n. 96/2001).

 

11. D: Possono essere costituite associazioni in partecipazione?

R: Si, sin da subito (art. 4 co. 8).

 

12. D: Vi sono dei limiti?

Si, l’associazione non deve servire a ritrarre utili da attività professionali non effettivamente esercitate.

 

13. D: È possibile costituire associazioni multidisciplinari?

R: No, sino a quando non sarà adottato il regolamento ministeriale per l’individuazione delle categorie di professionisti che possono partecipare alle associazioni multidisciplinari, da emanarsi entro due anni ai sensi dell’art. 1, co. 3 (art. 4, co. 2). 

 

14. D: Occorre stipulare sin da subito la polizza assicurativa per la responsabilità professionale e per infortuni?

R: No, sino a quando non sarà emanato il regolamento ministeriale (art. 12 co. 1, 2 e 5).

 

15. D: Le regole in materia di pattuizione dei compensi e conferimento dell’incarico da quando operano?

R: Da subito (art. 13).

 

16. D: I patti di quota lite sono vietati?

R: Si, sin da subito (art. 13 co. 4). Il divieto non opera per i rapporti esauriti, mentre per quelli in corso d’effetto è opportuno una configurazione del patto in conformità alle nuove disposizioni. 

 

17. D: I parametri previsti dalla legge si applicano immediatamente?

R: No, perché manca il regolamento ministeriale da adottare entro due anni dall’entrata in vigore della legge.

 

18. D: Quali sono i criteri di determinazione del compenso?

R: In mancanza di accordo, restano applicabili i parametri di cui al D.M. 140/2012 sino all’emanazione del regolamento di cui sopra (art. 13 co. 6).

 

19. D: Esiste l’obbligo di fornire il preventivo al cliente?

R: L’art. 13, co. 5 introduce una serie di obblighi informativi sulla complessità dell’incarico e l’obbligo di fornire un preventivo in forma scritta, ma solo su richiesta del cliente

 

20. D: L’avvocato può chiedere sin da subito il rimborso delle spese forfetarie?

R: No, la previsione è subordinata all’adozione del regolamento ministeriale relativo ai nuovi parametri (art. 13 co. 10).

 

21. D: Le nuove norme sul tirocinio sono immediatamente applicabili?

R: No, si applicano a partire dal terzo anno successivo all’entrata in vigore della legge (art. 48).

 

22. D: Qual è la durata del tirocinio?

R: Resta ferma la durata dei 18 mesi (peraltro già prevista dal D.L. 1/2012).

 

23. D: Le nuove norme sull’Esame di Stato sono immediatamente applicabili?

R: No, si applicheranno a partire dal terzo anno successivo all’entrata in vigore della legge (art. 49).

 

24. D: Le nuove norme in materia di continuità dell’esercizio professionale sono immediatamente applicabili?

R: No, saranno applicabili a partire dall’emanazione del regolamento ministeriale da adottarsi entro due anni dall’entrata in vigore della legge (art. 21 co. 7) e al regolamento della Cassa forense, da adottare entro un anno (art. 21 co. 10).

 

 

Leggi tutto alla fonte :

— FAQ Nuova disciplina dell’ordinamento professionale forense 

 

 

Esame AVVOCATO. Bando sessione 2012, scad. 12 Nov. ‘12

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. Concorso  (scad.  12 novembre 2012) – Bando di esame di abilitazione all’esercizio della professione di avvocato – sessione 2012 – (GU n. 70 del 7-9-2012)  

Nuova geografia giudiziaria

DECRETO LEGISLATIVO 7 settembre 2012, n. 155    –  Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148. (12G0177) (GU n. 213 del 12-9-2012  – Suppl. Ordinario n.185)  – //  Revisione delle circoscrizioni giudiziarie


 
DECRETO LEGISLATIVO
7 settembre 2012, n. 155
 
Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del
pubblico ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14
settembre 2011, n. 148. (12G0177)  
(GU n. 213 del 12-9-2012   – Suppl. Ordinario n.185)      
 
(… omissis)
 
Art. 11
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica italiana.
2. Salvo quanto previsto al comma 3, le disposizioni di cui agliarticoli 1, 2, 3, 4, 5 e 7 acquistano efficacia decorsi dodici mesidalla data di entrata in vigore del presente decreto.
3. Le modifiche delle circoscrizioni giudiziarie dell’Aquila eChieti, nonche’ delle relative sedi distaccate, previste dagliarticoli 1 e 2, acquistano efficacia decorsi tre anni dalla data dientrata in vigore del presente decreto. Nei confronti dei magistratititolari di funzioni dirigenziali presso gli uffici giudiziaridell’Aquila e Chieti le disposizioni di cui all’articolo 6 siapplicano decorsi due anni dalla data di entrata in vigore delpresente decreto.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inseritonella Raccolta ufficiale degli atti normativi della repubblicaitaliana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farloosservare.
Dato a Roma, addi’ 7 settembre 2012
(…)
 

 

 
 
NUOVA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA
(fonte: giustiziacampania.it)
* * * 

Revisione delle circoscrizioni giudiziarie

Pubblicati sul supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12 settembre 2012 i due decreti legislativi con i quali il Governo, nella seduta del Consiglio dei Ministri del 10 agosto scorso, ha definitivamente ridisegnato la nuova geografia giudiziaria. Si tratta, in particolare, del dlgs 7 settembre 2012, n. 155 (Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148) e del dlgs n. 156 (Revisione delle circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei giudici di pace, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148).

Scarica qui la gazzetta

  
 
 

Viaggiare all’estero – Documenti per i minori dal 26.6.2012

Viaggiare all’estero – Documenti per i minori dal 26.6.2012. MINISTERO DELL’INTERNO , Circolare del 15.3.2012 – Obbligo del documento di viaggio individuale per i minori dal 26 giugno 2012

Mediazione occasionale, per un periodo non superiore a 60 gg.

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, DECRETO 26 ottobre 2011
Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA, dei soggetti esercitanti l’attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, in attuazione degli articoli 73 e 80 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.

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Mediazione occasionale
Decreto 26 ottobre 2011 – Ministero Sviluppo Economico
– G.U. 13.1.2012, Serie Generale n. 10 –
 
Da maggio 2012,
 
Lo svolgimento dell’attività in modo occasionale o discontinuo è consentito per un periodo non superiore a sessanta giorni ed è subordinato all’iscrizione nell’apposita sezione del Rea della persona fisica che esercita detta attività, fermo restando la sussistenza in capo a questa dei requisiti di legge e degli obblighi di legge sulla mediazione.”
 
 
 
 
 
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
DECRETO 26 ottobre 2011 .
Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA, dei soggetti esercitanti l’attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, in attuazione degli articoli 73 e 80 del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59.
(13-1-2012 Gazzetta Ufficiale Della Repubblica Italiana Serie generale –n.10)
(…)
Art. 12.
Mediazione occasionale
1. Lo svolgimento dell’attività in modo occasionale o discontinuo è consentito per un periodo non superiore a sessanta giorni ed è subordinato all’iscrizione nell’apposita sezione del Rea della persona fisica che esercita detta attività, fermo restando la sussistenza in capo a questa dei requisiti di legge e degli obblighi di legge sulla mediazione.
2. La segnalazione dell’avvio dell’attività di cui al comma 1 è effettuata per via telematica mediante compilazione e sottoscrizione della sezione «Scia – Moc» del modello «Mediatori», nella quale è indicata, a pena di irricevibilità, la data di cessazione dell’attività.
3. La segnalazione di cui al comma 1 non può essere presentata più di una volta all’anno.
 
(…)
Art. 15.
Efficacia del provvedimento
1. Le disposizioni del presente decreto acquistano efficacia decorsi centoventi giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, al fine di consentire gli adeguamenti tecnici dei sistemi informatici.
Il presente decreto è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 26 ottobre 2011
 
Per leggere il testo del DECRETO, vedere : ce.camcom.it  >>>>>>
 
 

Contributo Unificato: circolare interpretativa del 11.5.2012

Circolare n. 10  – 11 maggio 2012 Ministero della Giustizia
CONTRIBUTO UNIFICATO. Controversie di previdenza e assistenza obbligatorie – Separazione dei coniugi e cessazione degli effetti civili del matrimonio – Processo esecutivo per consegna o rilascio di cui agli artt. 605 e seguenti del c.p.c. – Giudizi di impugnazione – Contributo unificato a carico della parte, diversa da quella che si è costituita per prima, la quale modifica la domanda proposta da controparte, oppure propone domanda riconvenzionale, o formula chiamata in causa o svolge intervento autonomo – Volontaria giurisdizione

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CONTRIBUTO UNIFICATO
Circolare interpretativa n. 10 del 11 maggio 2012
del Ministero della Giustizia
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Controversie di previdenza e assistenza obbligatorie – Separazione dei coniugi e cessazione degli effetti civili del matrimonio – Processo esecutivo per consegna o rilascio di cui agli artt. 605 e seguenti del c.p.c. – Giudizi di impugnazione – Contributo unificato a carico della parte, diversa da quella che si è costituita per prima, la quale modifica la domanda proposta da controparte, oppure propone domanda riconvenzionale, o formula chiamata in causa o svolge intervento autonomo – Volontaria giurisdizione
 
 
   
Circolare n. 10  – 11 maggio 2012
Ministero della Giustizia
Dipartimento per gli Affari di Giustizia
Direzione Generale della Giustizia Civile 
 
Oggetto: contributo unificato – disposizioni introdotte con l’art. 37 del D.L. 6 luglio 2011 n.98 convertito nella legge 15 luglio 2011 n. 111 ed art. 28 legge n. 183 del 12 novembre 2011.
 
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N.B: di seguito viene riportato solo parte del testo
Per leggere il testo integrale della Circolare   cliccare qui >>>
(fonte: Ordine degli Avvocati di Barcellona Pozzo di Gotto
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(…)
Controversie di previdenza e assistenza obbligatorie, controversie individuali di lavoro e concernenti rapporti di pubblico impiego:
(…)
Determinazione del valore nelle cause di previdenza e assistenza obbligatorie e nei procedimenti individuali di lavoro e concernenti rapporti di pubblico impiego – limiti di esenzione.
(…)
Ricorso per decreto ingiuntivo ed opposizioni a decreto ingiuntivo in materia di previdenza e assistenza obbligatorie, nonché per quelli individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego.
(…)
Contributo unificato nelle cause di previdenza e assistenza obbligatorie nonché quelle relative a individuali di lavoro o concernenti rapporti di pubblico impiego promosse dinanzi alla Corte Suprema di Cassazione.
(…)
Separazione dei coniugi e cessazione degli effetti civili del matrimonio
(…)
Contributo unificato nel processo esecutivo per consegna o rilascio di cui agli artt. 605 e seguenti del c.p.c.
(…)
 
Art. 28, legge 2011 n. 183 – modifiche in materia di spese di giustizia.
(…) v. pdf allegato
Comma 1bis, articolo 13 del D.P.R. 115/2002
Il comma 1bis dell’art. 13 del Testo Unico sulle spese di Giustizia, introdotto con l’art. 28, comma 1, della legge n.183 del 12 novembre 2011, prevede che  “il contributo unificato di cui al comma 1 dell’art. 13 è aumentato della metà per i giudizi di impugnazione ed è raddoppiato nei processi dinanzi alla Corte di Cassazione”.
Secondo la dottrina prevalente si parla di impugnazione con riferimento alla richiesta formulata da una delle parti processuali per eliminare o modificare un provvedimento giurisdizionale.
Di conseguenza, oltre alle ipotesi previste dall’art. 323 del codice di procedura civile, deve ritenersi impugnazione, ad esempio, il reclamo promosso ai sensi dell’art. 669 terdecies del c.p.c. avverso il provvedimento cautelare. In questo caso, infatti, la competenza a decidere sulla controversia è riservata al collegio che è chiamato a rivedere nella sua interezza il provvedimento cautelare emesso con possibilità di confermarlo, revocarlo o modificarlo.
Allo stesso modo è innegabile la natura di impugnazione al reclamo avverso la sentenza dichiarativa di Fallimento   così come disciplinato dall’art. 18 del R.D. N. 267 del 16 marzo 1942, modificato dall’art. 2 D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169.
A sostegno di tale interpretazione basti notare che nella nuova formulazione dell’articolo 18 della legge fallimentare il legislatore, oltre a richiamare espressamente l’art. 327, 1° comma del c.p.c. in tema di impugnazioni, prevede la competenza a decidere della Corte di Appello ed intitola l’articolo “reclamo” e non più  “opposizione alla dichiarazione di fallimento”.
Diversamente non può parlarsi di impugnazione per le opposizioni proposte ex art. 170 del D.P.R. n. 115 del 30 maggio 2002.
Tali procedimenti hanno ad oggetto i decreti di pagamento emessi in favore dell’ausiliario del magistrato, del custode e delle imprese private cui è stato affidato l’incarico di demolizione e riduzione in pristino. Si tratta di provvedimenti  a cui è stato attribuito da sempre valore monitorio (Corte Costituzionale ordinanza n. 38/1988) al pari del decreto ingiuntivo, di conseguenza, all’eventuale fase di opposizione, al pari dell’opposizione a decreto ingiuntivo, non si può attribuire valore di impugnazione.
Rispetto al quesito posto dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche,  questa Direzione Generale, ritiene che, nelle ipotese in cui esso operi come giudice di legittimità, non possa essere paragonato, ai soli fini del contributo unificato, alla Corte Suprema di Cassazione.
 
Comma 3 dell’art. 14 D.P.R. 115/2002
Con la nuova dizione del comma 3 dell’articolo 14 Testo Unico sulle Spese di Giustizia, il legislatore ha previsto l’introduzione di un autonomo contributo unificato a carico della parte, diversa da quella che si è costituita per prima, la quale modifica la domanda proposta da controparte, oppure propone domanda riconvenzionale, o formula chiamata in causa o svolge intervento autonomo.
Il versamento di tale importo prescinde dal mutamento di valore e si incardina esclusivamente sull’esistenza di un ampliamento della domanda rispetto a quella originaria o, piuttosto, sulla necessità di estendere il numero di contraddittori.
In tale ottica, ad esempio, l’intervento nelle procedure esecutive sconta il pagamento del contributo unificato in base al valore della rispettiva domanda.
Qualora con il medesimo atto si pongano più domande  tra quelle previste dall’articolo 14, comma 3, del D.P.R. n. 115/2002, ad esempio domanda riconvenzionale e chiamata in causa del terzo, dovrà essere riscosso un unico contributo unificato in aggiunta a quello versato dalla parte che si è costituita per prima.  
(…)
 
(…) in tema di volontaria giurisdizione, deve ritenersi che per tale materia continui ad applicarsi il contributo unificato previsto dall’art. 13, comma 1, lettera b del D.P.R. n. 115/2002, sebbene il D.Lgs n.150 del 1 settembre 2011 preveda che tali procedimenti siano disciplinati dalle norme sul rito sommario di cognizione.
(…)
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Per leggere il testo integrale della Circolare   cliccare qui >>>
(fonte: Ordine degli Avvocati di Barcellona Pozzo di Gotto
 www.ordineavvocatibarcellonapg.it)
 
 

Cambiamenti del nome o del cognome: provvederà il Prefetto

dPR del 13 marzo 2012, n. 54 (G.U. Serie Generale n. 108 del 10 maggio 2012)



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Cambiamenti del nome o del cognome:
provvederà il Prefetto con decreto
 
 
 
 
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
13 marzo 2012, n.54
Regolamento recante modifica delle disposizioni in materia  di  stato
civile relativamente alla disciplina del nome e del cognome  prevista
dal titolo X del decreto del Presidente della Repubblica  3  novembre 2000, n. 396
(G.U. Serie Generale n. 108 del 10.05.2012)
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3  novembre  2000, n. 396;
 Ravvisata  l’esigenza  di  apportare  modifiche  al   decreto   del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, per adeguarne la disciplina a criteri di semplificazione e snellimento;
Sentito il Garante per la protezione dei dati personali;
 Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri, adottata nella riunione del 22 luglio 2011;
 Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
 Acquisito il parere della Conferenza Stato –  città  ed  autonomie locali ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo  28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta del 3 novembre 2011;
 Udito il parere del Consiglio  di  Stato, espresso  dalla  Sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 6 dicembre 2011;
 Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni  del  Senato  della Repubblica e della Camera dei deputati;
 Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella riunione del 24 febbraio 2012;
 Sulla proposta del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  del Ministro per la pubblica amministrazione e  la  semplificazione,  del Ministro dell’interno e del Ministro della giustizia;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1
Oggetto
  1. Il presente regolamento introduce modifiche  ed  abrogazioni  al Titolo X del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, recante regolamento per la  revisione  e  la  semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo  2,  comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
Art. 2
Cambiamenti del nome o del cognome
  1. All’articolo 89 del decreto del Presidente  della  Repubblica  3 novembre 2000, n. 396, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:
    "1. Salvo quanto disposto per le rettificazioni,  chiunque  vuole cambiare il nome o aggiungere al proprio un altro nome  ovvero  vuole cambiare il cognome, anche perchè ridicolo o  vergognoso  o  perché rivela l’origine naturale o aggiungere al proprio un  altro  cognome, deve farne domanda al prefetto della provincia del luogo di residenza o di quello nella cui circoscrizione è situato l’ufficio dello stato civile dove si trova l’atto di  nascita  al  quale  la  richiesta  si riferisce.  Nella  domanda  l’istante  deve  esporre  le  ragioni   a fondamento della richiesta.".
Art. 3
Eventuale notifica del contenuto della domanda di  modificazione  del nome o del cognome  
  1. All’articolo 90 del decreto del Presidente  della  Repubblica  3 novembre 2000, n. 396, dopo il comma 1 e’ aggiunto il seguente:
    "1-bis. Il decreto di  autorizzazione  della  pubblicazione  può stabilire che il richiedente notifichi a determinate persone il sunto della domanda.".
Art. 4
Opposizione
  1. L’articolo 91 del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  3 novembre 2000, n. 396, è sostituito dal seguente:
            "Art. 91.
            (Opposizione)
    1. Chiunque ne abbia interesse può fare opposizione alla domanda entro il termine di trenta giorni dalla data  dell’ultima  affissione ovvero dalla data dell’ultima notificazione alle persone interessate, effettuata ai sensi dell’articolo 90. L’opposizione  si  propone  con atto notificato al prefetto.".
Art. 5
Decreto di concessione del prefetto
  1. L’articolo 92 del decreto  del  Presidente  della  Repubblica  3 novembre 2000, n. 396, è sostituito dal seguente:
             "Art. 92.
             (Decreto di concessione del prefetto)
    1. Trascorso il termine di cui all’articolo  91,  il  richiedente presenta al  prefetto  un  esemplare  dell’avviso  con  la  relazione attestante l’eseguita affissione e  la sua  durata  nonchè  la documentazione comprovante le avvenute notificazioni, ove prescritte.
    2. Il prefetto, accertata la regolarità delle affissioni e delle notificazioni e vagliate le  eventuali  opposizioni,  provvede  sulla domanda con decreto.
    3. Il decreto di concessione di cui al comma 2, nei casi  in  cui vi  è stata  opposizione,  deve  essere  notificato,  a  cura   del richiedente, agli opponenti.".
Art. 6
Norme abrogate
  1. Dalla data di entrata in vigore del  presente  regolamento  sono abrogati gli articoli 84, 85, 86, 87 e 88 del decreto del  Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396.
 Art. 7
Clausola di invarianza della spesa
  1. Dall’attuazione del presente  regolamento  non  devono  derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
  2.   Agli   adempimenti   previsti   dal    presente    regolamento l’amministrazione  provvede  con  le  risorse  umane,  strumentali  e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Art. 8
Entrata in vigore
  1. Il presente regolamento entra in vigore sessanta giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
  Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
 Dato a Roma, addì 13 marzo 2012
  NAPOLITANO
  Monti, Presidente del  Consiglio  dei Ministri
  Patroni  Griffi,  Ministro   per   la pubblica   amministrazione e  la semplificazione
  Cancellieri, Ministro dell’interno
  Severino, Ministro della giustizia
Visto, il Guardasigilli: Severino
Registrato alla Corte dei conti il 7 maggio 2012
Registro n. 3, foglio n. 344


Per saperne di più, vai al sito del Ministero dell’Interno :
Cambio nome e cognome – come fare per  >>>
"Il cittadino italiano che abbia l’esigenza di cambiare il proprio cognome, oppure il nome o cognome perché ridicolo ovvero vergognoso o perché rivela l’origine naturale o per motivi diversi, può farne richiesta al prefetto della provincia di residenza.
(omissis) "
 
"Procedure, normativa, modulistica possono essere consultate e scaricate dal sito della Prefettura." >>>
 
 
 

 

 

LEGGE 4 aprile 2012, n. 35, conversione D.L. n.5 del 9.2.2012

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. (GU n.82 del 6-4-2012 – Suppl. Ordinario n. 69) — Entrata in vigore del provvedimento: 07/04/2012 –

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LEGGE 4 aprile 2012, n. 35,
conversione D.L. n.5 del 9.2.2012
 
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. (GU n.82 del 6-4-2012 – Suppl. Ordinario n. 69) — Entrata in vigore del provvedimento: 07/04/2012 –
 
( vedi su normativa.it >>> )
 
 
 

La targa a tutti i ciclomotori entro il 13.2.2012, via il targhino

Addio vecchio targhino, dal 13 febbraio tutti i ciclomotori dovranno essere muniti di targa (in attuazione dell’art. 14, comma 2, delIa legge 29 luglio 2010, n. 120)


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Addio vecchio targhino,
dal 13 febbraio tutti i ciclomotori dovranno essere muniti di targa
 
 
 
Com’è noto, con il decreto 2 febbraio 2011,  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 76 del 2 aprile 2011, è  stato stabilito il calendario per le operazioni di targatura dei ciclomotori ancora muniti di certificato di idoneità tecnica e circolanti con il contrassegno di circolazione (Cd. “targhino”); ciò in attuazione dell’art. 14, comma 2, delIa legge 29 luglio 2010, n. 120, il quale ha prescritto che, entro il 13 febbraio 2012, i predetti ciclomotori debbano essere muniti, per poter circolare su strada, delle targhe e del certificato di circolazione previsti dall’art. 97 del codice della strada.

A decorrere, quindi, dal 13 febbraio prossimo chi  circolerà con il vecchio targhino incorre nella sanzione pecuniaria prevista daII’art. 14, comma 3, della citata legge n. 120/2010 . […] Leggi tutto alla fonte >>>
 
 
 
(Fonte:www.asps.it)

 

 

Liberalizzazioni. Professionisti, preventivo: meglio farlo scritto

DECRETO LIBERALIZZAZIONI
L’accordo orale è troppo esposto al rischio contenzioso. Il preventivo è meglio farlo scritto (Italia Oggi Sette)

 
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ITALIA OGGI SETTE
 
DECRETO LIBERALIZZAZIONI
L’accordo orale è troppoesposto al rischio contenzioso 
Il preventivo è meglio farlo scritto
 
(Fonte:Rassegna Stampa oua.it  del 30.01.2012)
 
 
 
Lun. 30 – Preventivo facoltativo. Ma conviene farlo per iscritto. L’accordo verbale tra professionista e cliente è infatti troppo esposto al rischio contenzioso. Basti pensare a un cliente che a fine prestazione decide di fare un esposto sostenendo di non aver ricevuto una previsione degli onorari da parte del professionista.
In mancanza di prove documentali, di fronte al giudizio dell’ordine di riferimento, sarà la parola dell’uno contro quella dell’altro. È solo una delle osservazioni dei professionisti sulla norma del decreto liberalizzazioni che introduce l’obbligo di pattuire il compenso del professionista per iscritto solo se è il cliente a chiederlo. Prevedendone però la comunicazione (verbale) al momento del conferimento dell’incarico, indicando il dettaglio delle voci di costo, delle spese e dei contributi. Ma vediamo l’impatto sulle singole professioni, considerando ovviamente che la disciplina può essere modificata in sede di conversione del decreto.
Le professioni giuridico-economiche. Le problematiche maggiori nella redazione del preventivo le incontreranno gli avvocati. Per i quali, sostiene il Consiglio nazionale forense, è impossibile prevedere le variabili processuali, che non dipendono dal legale ma dal giudice. E soprattutto il compito diventa ancora più arduo in assenza di un tariffario di riferimento. La conclusione del Cnf, quindi, è che «ci sarà meno equità». Per i commercialisti i problemi nascono laddove la prestazione professionale raggiunge un elevato grado di complessità. «Basti pensare all’incarico di redigere un bilancio da parte di una società», afferma Massimo Mellacina, consigliere delegato alle tariffe del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, «gli onorari non si possono quantificare se i dati che caratterizzano il bilancio non sono ancora noti, perché è il professionista stesso a doverli definire. In linea generale, quindi, sono molti i casi in cui non è possibile, per il commercialista, preventivare un onorario correlato alla prestazione».
«Un’altra problematica legata al decreto liberalizzazioni», continua Mellacina, «è quello delle tariffe, che mi pare esca dalla porta per rientrare dalla finestra. Accanto all’abrogazione, infatti, si prevede che con decreto del ministero competente si dovranno stabilire i parametri che dovrà assumere il giudice ogni volta che deve definire in via giudiziale un compenso. Ma questi parametri non sono altro che indicazioni tariffarie. Se si pensa che l’attuale tariffario dei commercialisti, previsto dal ministero della giustizia, è entrato in vigore il 30 ottobre 2010, lo stesso ministero dovrà determinare ex novo altri parametri che, per la nostra categoria, aveva già stabilito appena un anno fa». Per i consulenti del lavoro, invece, il preventivo di per sé non rappresenta un problema, «il problema nasce semmai dall’assenza di parametri, ovvero delle tariffe».
Le professioni tecniche. Difficoltà, nella stesura del preventivo, anche per le professioni tecniche. «Per una buona parte delle prestazioni di carattere tecnico», afferma Giuseppe Jogna, del coordinamento delle professioni tecniche (Pat) e presidente del Consiglio nazionale dei periti industriali, «fare un preventivo onnicomprensivo al momento del conferimento dell’incarico è un problema serio. Le attività che competono, per esempio, in caso di un incarico di direzione lavori, sono tali e con tante variabili che l’intero ciclo è impossibile da prevedere. Basti pensare che un’opera importante può concludersi anche dopo cinque anni».
«Detto questo», continua Jogna, «non ci fasciamo la testa, se la previsione sarà confermata vorrà dire che ci addestreremo e faremo simulazioni. Difficilmente però un tecnico ha un incarico che si esaurisce in pochi mesi. Spesso le situazioni sono complesse e di queste complessità informeremo la politica».
 

 

Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, autocertificazione

DAL 1 GENNAIO 2012 I CERTIFICATI RILASCIATI DAL COMUNE (residenza, nascita, ecc..) sono validi solo tra soggetti privati. Alle pubbliche amministrazioni ed ai gestori di pubblici servizi (es. Enel, …), se richiesto, dovrà essere presentata un’AUTOCERTIFICAZIONE oppure la DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO DI NOTORIETÀ

DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA
 DI ATTO DI NOTORIETÀ
– – –
 AUTOCERTIFICAZIONE
Dal 1 gennaio 2012 i certificati rilasciati dal Comune (residenza, nascita, ecc..) sono validi solo tra soggetti privati.
Alle pubbliche amministrazioni ed ai gestori di pubblici servizi (es. Enel, Publiacqua…), se richiesto, dovrà essere presentata un’autocertificazione oppure la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà
(Fonte: sito del Comune di Prato – www.comune.prato.it)
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA
DI ATTO DI NOTORIETA’  
   Che cos’è
   Come si ottiene
   Note
   Link utili
   Modulistica  
____________
Dal 1 gennaio 2012 i certificati rilasciati dal Comune (residenza, nascita, ecc..) sono validi solo tra soggetti privati.
Alle pubbliche amministrazioni ed ai gestori di pubblici servizi (es. Enel, Publiacqua…), se richiesto, dovrà essere presentata un’autocertificazione oppure la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà
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Che cos’è
Breve descrizione
La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà è il documento con cui si possono dichiarare numerose situazioni che ci riguardano o che riguardano altre persone, in tutti quei casi in cui non possiamo ricorrere all’autocertificazione e che non sono in possesso delle amministrazioni pubbliche.
 
Può essere utilizzata esclusivamente nei rapporti con:
– le Pubbliche Amministrazioni;
– i gestori di Servizi Pubblici (Poste, Enel, Telecom, ACI, ecc.);
– i Privati che lo consentono.
 
Può essere usata per:
1) Attestare che la copia di un documento conservato o rilasciato da una pubblica amministrazione è CONFORME ALL’ORIGINALE.
2) Dichiarare STATI (essere proprietario di un immobile, essere erede di una certa persona…), FATTI (avere subito danni a causa di una calamità naturale o aver condonato un certo abuso edilizio…), QUALITÀ PERSONALI (essere titolare d’impresa; non essere soggetto all’imposta sui redditi..) conosciuti direttamente dal cittadino e riferiti a se stesso o ad altri soggetti.
 
NON sono sostituibili con dichiarazione sostitutiva di atto notorio: i certificati medici, veterinari, di origine, di conformità CE, di marchi e brevetti.
 
Non si possono effettuare dichiarazioni sostitutive di atto notorio che contengano dichiarazioni di intenzioni o propositi per il futuro (ad es. rinunciare a un’eredità). Per questi atti è necessario rivolgersi ad un notaio.
 
Come si ottiene
Termini, scadenze, modalità di presentazione della domanda
Le dichiarazioni vanno presentate in carta semplice, compilando i moduli scaricabili o quelli disponibili negli uffici comunali o scrivendo su carta libera.
 
La dichiarazione deve essere firmata dall’interessato.
 
Le dichiarazioni rivolte alle amministrazioni e ai gestori di servizi pubblici non sono soggette all’autenticazione della firma (basta firmarle davanti al dipendente o inviarle insieme alla fotocopia di un documento di identità valido).
La firma delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rivolte ai privati va invece autenticata con conseguente pagamento dell’imposta di bollo.
 
La dichiarazione sostitutiva di atto notorio può essere presentata:
1) di persona;
2) per lettera o fax (allegando la fotocopia del documento d’identità della persona che l’ha firmata);
3) se una persona non è in grado di rendere una dichiarazione per motivi di salute, può farlo un parente prossimo (il coniuge, i figli o altri parenti fino al terzo grado). In questo caso la dichiarazione va resa davanti al pubblico ufficiale, indicando l’impedimento temporaneo per ragioni di salute. Il pubblico ufficiale deve accertarsi dell’identità della persona che ha fatto la dichiarazione.
Costi e modalità di pagamento
Per le dichiarazioni sostitutive di atto notorio rivolte ai privati è necessario pagare l’imposta di bollo per l’autentica della firma, pari a € 14,62.
 
Note
Segnalazioni e precisazioni
Il cittadino assume la responsabilità di quanto dichiara e ne risponde penalmente in caso di dichiarazione falsa o mendace, come previsto dall’articolo 76 del DPR 445/2000.
Se dal controllo effettuato dall’Amministrazione Pubblica emerge che il contenuto delle dichiarazione non è veritiero, il dichiarante decade dai benefici eventualmente ottenuti sulla base della dichiarazione falsa.
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AUTOCERTIFICAZIONE
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Uffici del giudice di pace soppressi (schema DLgs)

Schema di DECRETO LEGISLATIVO recante:
“Revisione delle circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei giudici di pace, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148”

.
 
[N.B: per gli Uffici soppressi consultare   Allegati ]
 
Schema di Decreto Legislativo recante:
 “Revisione delle circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei giudici di pace, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148”
 
(Fonte: www.giustizia.it)
 
 
 
Indice
Art. 1 –  Riduzione degli uffici del giudice di pace
Art. 2 – Modifiche alla legge 21 novembre 1991, n. 374
Art. 3 – Pubblicazione degli elenchi e richieste degli enti locali interessati
Art. 4 – Riassegnazione dei magistrati onorari e del personale amministrativo
Art. 5 – Disposizioni transitorie
Art. 6 – Entrata in vigore
 
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148 («Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari»);
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 dicembre 2011;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Acquisito il parere del Consiglio superiore della magistratura;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 dicembre 2011;
Sulla proposta del Ministro della giustizia;
Emana
il seguente decreto legislativo:
Art. 1
(Riduzione degli uffici del giudice di pace)
1. Sono soppressi gli uffici del giudice di pace di cui alla tabella A allegata al presente decreto.
2. Le competenze territoriali degli uffici soppressi ai sensi del comma 1 sono attribuite ai corrispondenti uffici di cui alla tabella B allegata al presente decreto.
Art. 2
(Modifiche alla legge 21 novembre 1991, n. 374)
1. Alla legge 21 novembre 1991, n. 374 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l’articolo 2 è sostituito dal seguente:
«Articolo 2. (Sede e circondario degli uffici del giudice di pace).
1. Gli uffici del giudice di pace hanno sede nei comuni di cui alla tabella A allegata alla presente legge, con competenza territoriale sul circondario ivi rispettivamente indicato. 2. Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro della giustizia, sentiti il consiglio giudiziario e i comuni interessati, possono essere istituite sedi distaccate. Con le medesime modalità possono essere costituiti in un unico ufficio due o più uffici contigui. Nel decreto è designato il comune in cui ha sede l’ufficio del giudice di pace»;
b) è allegata la tabella A, di cui all’allegato 1 del presente decreto.
Art. 3
(Pubblicazione degli elenchi e richieste degli enti locali interessati) 
1. Le tabelle di cui agli articoli 1 e 2 sono pubblicate sul bollettino ufficiale e sul sito internet del Ministero della giustizia, con l’espressa indicazione del termine perentorio per la presentazione della richiesta di cui al comma 2.
2. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione di cui al comma 1 gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possono richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, con competenza sui rispettivi territori, di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi, ivi incluso il fabbisogno di personale amministrativo che sarà messo a disposizione dagli enti medesimi.
3. Entro dodici mesi dalla scadenza del termine di cui al comma 2, il Ministro della giustizia, valutata la rispondenza delle richieste e degli impegni pervenuti ai criteri di cui al medesimo comma, apporta con proprio decreto le conseguenti modifiche alle tabelle di cui agli articoli 1 e 2.
4. Nei casi di cui al comma 2, rimane a carico dell’amministrazione giudiziaria unicamente la determinazione dell’organico del personale di magistratura onoraria entro i limiti della dotazione nazionale complessiva nonché la formazione del relativo personale amministrativo.
5. Qualora l’ente locale richiedente non rispetti gli impegni relativi al personale amministrativo ed alle spese di cui al comma 2 per un periodo superiore ad un anno, il relativo ufficio del giudice di pace verrà conseguentemente soppresso con le modalità previste dall’articolo 2, comma 2, della legge 21 novembre 1991, n. 374.
Art. 4
(Riassegnazione dei magistrati onorari e del personale amministrativo)
1. Con decreto del Presidente della Repubblica ai sensi dell’articolo 3 della legge 21 novembre 1991, n. 374, si provvede alla riassegnazione dei magistrati onorari in servizio presso gli uffici soppressi del giudice di pace.
2. Con decreto del Ministro della giustizia il personale amministrativo in servizio presso gli uffici soppressi del giudice di pace viene riassegnato in misura non inferiore al 50 per cento alla sede di tribunale o di procura limitrofa e, nella restante parte, all’ufficio del giudice di pace presso il quale sono trasferite le relative competenze.
Art. 5
(Disposizioni transitorie)
1. Le disposizioni di cui agli articoli 1, 2 e 4 acquistano efficacia successivamente all’emanazione del decreto di cui all’art. 3, comma 3, ovvero, nel caso in cui il Ministro non vi abbia provveduto, decorso il termine di cui alla medesima disposizione. Fino alla medesima data continuano a trovare applicazione le disposizioni previgenti.
2. Nei sei mesi successivi al termine di efficacia indicato al comma 1, le udienze precedentemente fissate dinanzi al giudice di pace di uno degli uffici soppressi sono tenute presso i medesimi uffici. Gli eventuali rinvii sono effettuati dinanzi all’ufficio competente a norma dell’art. 1, comma 2.
3. Nei casi diversi da quelli di cui al comma 2, è fissata una nuova udienza dinanzi all’ufficio competente a norma dell’art. 1, comma 2.
Art. 6
(Entrata in vigore)
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
 
Allegati

 

Opposizione a decreto ingiuntivo, legge, termini di costituzione

Legge n. 218 del 29 dicembre 2012 (in materia di OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO)
Modifica dell’articolo 645 e interpretazione autentica dell’articolo 165 del codice di procedura civile in materia di opposizione al decreto ingiuntivo(GU n. 4 del 5-1-2012 ) –note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/01/2012

OPPOSIZIONE A DECRETO INGIUNTIVO
Legge n. 218 del 29 dicembre 2011 (con note pubblicate su www.normattiva.it)
 
LEGGE 29 dicembre 2011, n. 218
Modifica dell’articolo 645 e interpretazione autentica dell’articolo 165 del codice di procedura civile in materia di opposizione al decreto ingiuntivo.
(12G0002) (GU n.4 del 5-1-2012 )
note: Entrata in vigore del provvedimento: 20/01/2012
 
  
La  Camera dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:
 
Art. 1
Modifica all’articolo 645 del codice di procedura civile
 1. Al secondo comma  dell’articolo  645  del  codice  di  procedura civile, le parole: «; ma i termini di  comparizione  sono  ridotti  a metà» sono soppresse.
 
Avvertenza:
Il testo delle note qui  pubblicato  è  stato  redatto dall’amministrazione  competente  per materia, ai sensi dell’art.10, comma 2, del testo unico delle disposizioni sulla  promulgazione  delle  leggi,    sull’emanazione dei  decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle pubblicazioni   ufficiali   della   Repubblica    italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n.1092, al solo fine di  facilitare  la  lettura  delle  disposizioni  di  legge modificate. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
          
Note all’art. 1:
Il testo dell’articolo  645  del  codice  di  procedura civile, così come modificato dalla presente legge,  è  il seguente:
    "Art. 645. Opposizione.  – L’opposizione   si    propone    davanti    all’ufficio  giudiziario al quale appartiene il giudice che ha emesso il decreto con atto di citazione notificato al ricorrente  nei luoghi  di   cui   all’articolo   638.   Contemporaneamente l’ufficiale    giudiziario    deve    notificare  avviso dell’opposizione al cancelliere affinchè  ne  prenda  nota sull’originale del decreto.
    In  seguito  all’opposizione  il  giudizio  si   svolge secondo le norme  del  procedimento  ordinario  davanti  al giudice adito.".
 
Art. 2
Disposizione transitoria 
  1. Nei procedimenti pendenti alla data di entrata in  vigore  della presente legge, l’articolo 165, primo comma, del codice di  procedura civile si interpreta nel  senso  che  la  riduzione  del  termine  di costituzione  dell’attore  ivi  prevista  si  applica,  nel  caso  di opposizione a decreto ingiuntivo, solo se l’opponente abbia assegnato all’opposto un termine di comparizione  inferiore  a  quello  di  cui all’articolo 163-bis, primo comma, del medesimo codice.
 
 La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sarà  inserita nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addì 29 dicembre 2011  (omissis)
 
Note all’art. 2:
Il testo dell’articolo  165  del  codice  di  procedura  civile è il seguente:
      "Art. 165. Costituzione dell’attore. – L’attore, entro dieci giorni dalla notificazione  della citazione al convenuto, ovvero entro cinque giorni nel caso di abbreviazione di  termini  a  norma  del  secondo  comma dell’articolo 163-bis, deve costituirsi in giudizio a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti  dalla legge, depositando in cancelleria la  nota  d’iscrizione  a ruolo e il proprio fascicolo contenente  l’originale  della citazione,  la   procura   e   i   documenti   offerti   in comunicazione.  Se  si  costituisce   personalmente,   deve           dichiarare la residenza o eleggere domicilio nel comune ove ha sede il tribunale.
      Se  la  citazione  è  notificata  a  più persone, l’originale  della citazione  deve  essere  inserito   nel fascicolo entro dieci giorni dall’ultima notificazione.";
 
 Il testo dell’articolo 163-bis del codice di  procedura civile è il seguente:
    "Art. 163-bis. Termini per comparire. – Tra il giorno della  notificazione  della  citazione  e quello dell’udienza di  comparizione  debbono  intercorrere termini liberi non minori di novanta  giorni  se  il  luogo della notificazione si trova in Italia e di  centocinquanta giorni se si trova all’estero.
     Nelle  cause  che  richiedono  pronta   spedizione   il presidente può,  su  istanza  dell’attore  e  con  decreto motivato in calce dell’atto originale e delle  copie  della citazione, abbreviare fino alla metà  i  termini  indicati dal primo comma.
     Se il termine assegnato dall’attore  ecceda  il  minimo indicato dal primo comma, il convenuto, costituendosi prima della  scadenza  del  termine  minimo,  può  chiedere   al presidente del tribunale che, sempre osservata la misura di quest’ultimo termine, l’udienza per la  comparizione  delle parti sia fissata con congruo anticipo su  quella  indicata dall’attore. Il presidente provvede con decreto,  che  deve essere comunicato dal cancelliere all’attore, almeno cinque giorni liberi prima dell’udienza fissata dal presidente.".
 

——————————————————— 
N.B.:  consultare sempre la fonte ufficiale

 

Saggio interessi legali al 2,5 % a decorrere dal 1° gennaio 2012

Ministero Economia e Finanze – Decreto del 12 dicembre 2011 – G.U. n. 291 del 15.12.11
Interessi legali al 2,5% dal 1° gennaio 2012


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SAGGIO DEGLI INTERESSI LEGALI
 
A partire dal 1° gennaio 2012 al 2,5 %
 
 
Decreto del 12 dicembre 2011 – Ministero dell’Economia e delle Finanze
Modifica del saggio di interesse legale
Pubblicato in  Gazzetta Ufficiale  n. 291  del 15 dicembre 2011
 
(…)
Articolo 1   
 
La misura del saggio degli interessi legali di cui all’art. 1284 del codice civile è fissata al 2,5 % in ragione d’anno, con decorrenza dal 1 gennaio 2012.    (…)
 

 
 
Tasso legale
 
5%    – dal   19/04/1942      al 15/12/1990
10%   – dal  16/12/1990      al 31/12/1996
5%     – dal 1/1/1997           al 31/12/1998
2,5%     – dal 1/1/1999        al 31/12/2000
3,5%    – dal 1/1/2001         al  31/12/2001
3,0%    – dal 1/1/2002         al 31/12/2003
2,5%    – dal 1/1/2004         al 31/12/2007
3,0%    – dal 1/1/2008         al 31/12/2009
1,0%    – dal 1/1/2010         al 31/12/2010
1,5%     – dal 1/1/2011        al 31/12/2011
2,5%     – dal 1.1.2012        al ………………..
 
 
 
 

 

Effetti della tracciabilità oltre i 1000 euro, sanzioni

Gli effetti della tracciabilità oltre la soglia di 1.000 euro. Per il cliente minimulta da 20. Professioni, rischio sui contanti. Sanzione di 3 mila euro a chi non comunica le transazioni (Italia Oggi, da: Rassegna Stampa oua.it  del 12.12.2011)
 
 
ITALIA OGGI
Gli effetti della tracciabilità oltre la soglia di 1.000 euro. Per il cliente minimulta da 20
Professioni, rischio sui contanti
Sanzione di 3 mila euro a chi non comunica le transazioni
sab. 10 – Le novità della manovra in tema di tracciabilità rischiano di essere pagate a caro prezzo dai professionisti dell’area economico-contabile. Le transazioni di 1.000 euro in contanti, infatti, potrebbero determinare sanzioni di 20 euro per chi le pone in essere e di 3.000 sui professionisti che non le comunicano alle competenti autorità.
Professionisti e Ced che gestiscano contabilità ordinarie dovranno prestare una particolare attenzione alle modalità con cui vengono pagate le fatture ed eseguiti i prelievi ed i versamenti fra soci e società.
Qualora dette operazioni, infatti, si concretizzassero visibilmente in pagamenti in uniche soluzioni con importi di 1.000 euro o più, in caso di verifica sul cliente, anche con finalità esclusivamente fiscali, da parte della Guardia di finanza, i professionisti contabili rischierebbero di vedersi rilevare l’omessa comunicazione dell’irregolarità e, di conseguenza, contestare sanzioni minime ingenti su ogni irregolarità riscontrata.
È questo uno dei (pericolosi) effetti delle novità apportate dal 1° comma dell’art. 12 del dl 6/12/2011 n. 201, in tema di riduzione del limite per la tracciabilità dei pagamenti che, ad oggi, non ha invece visto modificarsi l’impianto sanzionatorio di cui all’art. 58 del dlgs 231/07.
Le restrizioni sulle limitazioni dei trasferimenti in contanti
Come noto, con una modifica al 1° comma dell’art. 49 del dlgs 231/07 sono inibiti i pagamenti in contanti fra soggetti privati, in unica soluzione a partire dai 1.000 euro in su.
Ma la riduzione si estende anche alle emissioni di assegni liberi. Infatti con una modifica al comma 5, dell’anzidetto articolo 49 anche gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro, dovranno recare oltre che l’indicazione del nome e della ragione sociale del beneficiario (in assenza della quale i titoli risulterebbero, di fatto, al portatore) anche la clausola di intrasferibilità.
Gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari potranno, inoltre, essere richiesti senza clausola di intrasferibilità solo se inferiori a 1.000 euro (comma 8). Infine, a far data dal 1° gennaio (quindi con obbligo di correzione entro il prossimo 31 dicembre 2011), i libretti di deposito bancario o postali al portatore dovranno essere estinti o il loro saldo dovrà essere ridotto a importo pari o inferiore a 1.000 euro.
I rischi sanzionatori
Alla riduzione della soglia delle irregolarità su assegni e contanti non ha fatto riscontro alcuna riduzione delle sanzioni introdotte dal dl 31 maggio 2010 n. 78, conv. con legge n. 122 del 30/7/2010.
Tale decreto, ricordiamo, ha modificato, l’art. 58 del dlgs 231/07 che, nell’attuale comma 7-bis, stabilisce che per ciascuna delle irregolarità in commento, la sanzione amministrativa pecuniaria (di norma ricompresa fra l’1 e il 40% dell’importo indebitamente trasferito o di quello trascritto sull’assegno irregolare) non può comunque essere inferiore a 3.000 euro.
A riguardo, va segnalato tuttavia, che in molte situazioni tale rischio può essere scongiurato (o meglio fortemente mitigato) per chi ha commesso l’illecito in virtù dell’utilizzo dell’istituto dell’oblazione (si tratta dell’art. 16 della legge n. 689/81, richiamato dall’art. 60 del dlgs 231/07). In relazione allo stesso, va infatti ricordato che è ammesso il pagamento in misura ridotta senza tener conto della sanzione minima (in tal senso, circ. Mef. prot. 281178 dell’agosto 2010). Ne consegue che chi compie il pagamento irregolare (o chi percepisce la somma) a fronte di 1.000 euro pagati in contanti (o ricevuti) potrà versare, entro 60 giorni dal ricevimento della contestazione, la minor somma fra il doppio del minimo e il terzo del massimo, quindi, nel caso di specie il 2% di quanto indebitamente pagato (pari, nella fattispecie, a 20 euro oltre alle spese di procedimento).
Va poi ricordato che con una modifica all’art. 51, comma 1, si impone a tutti i destinatari della normativa antiriciclaggio di comunicare le infrazioni di cui prendano contezza, in relazione ai loro compiti di servizio e nei limiti delle loro attribuzioni e attività, oltre che al Mef (o a sue organizzazioni territoriali) anche all’Agenzia delle entrate per l’attivazione dei relativi controlli in chiave fiscale.
La situazione dei professionisti
L’art. 60, purtroppo, richiama la possibilità di ricorrere alla oblazione solo per le irregolarità poste in essere dagli operatori ex art. 49 e non per le mancate comunicazioni al Mef o alle Ragionerie territoriali dello Stato previste dall’art. 51 del dlgs 231/07. Di qui la conseguenza (invero piuttosto paradossale) secondo cui chi omette di effettuare la comunicazione rischia ora di pagare 150 volte di più di chi compie l’illecito. La situazione fa, in realtà, un po’ sorridere perché sarebbe come se il poliziotto che non riesca ad arrestare il ladro possa essere, esso stesso, passibile di arresto.
Di contro, non pare che i professionisti possano prendere atto di tale situazione con particolare ilarità. Non sfugga, infatti, che le eventuali sanzioni loro comminabili sono senz’altro da qualificarsi quali sanzioni dirette e come tali neppure «circoscrivibili» attraverso polizze di responsabilità civile (in tal senso la comunicazione Isvap 24/7/2000 Prot. 67335).
 
(Fonte: oua.it – Rassegna Stampa del 12.12.2011)
 

Modifiche al c.p.c.- L. 183/2011, quadro sinottico

Quadro sinottico delle modifiche apportate dalla legge 12 novembre 2011, N. 183 (Legge di stabilità) al Codice di Procedura Civile, alle Disposizioni di Attuazione del Codice di Procedura Civile e alla Legge sulle Notifiche in proprio da parte degli Avvocati  ( Giorgio Rossi )

Lesioni: riduzione risarcimento del 30-40%, nuove tabelle

Il Consiglio di Stato da parere favorevole, con osservazioni

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Risarcimento danni – Rc Auto
 
LESIONI
GRAVI DANNI FISICI (10 – 100 PUNTI)
 
 
(Tratto da: Rassegna Stampa OUA del 18 novembre 2011. Il Sole 24 Ore – «Funzionano» le nuove tabelle sui risarcimenti) 
 
[ Il Consiglio di Stato ha dato il via libera, con osservazioni, alle nuove tabelle del ministero della Salute sui risarcimenti dei gravi danni fisici (10-100 punti di invalidità). Sono le tabelle utilizzate per i risarcimenti nella Rc auto e che comporteranno, se applicate integralmente dai tribunali, una riduzione tra il 30 ed il 40 per cento degli attuali rimborsi. La ratio del provvedimento – ha sottolineato il giudice amministrativo nel suo parere – «appare sicuramente condivisibile e coerente con le esigenze ordinamentali di parità di trattamento tra situazioni analoghe, nonché in linea con i più recenti arresti giurisprudenziali della Corte di Cassazione».]
 

 

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