Sezione: permesso di soggiorno

Permesso di soggiorno per lavoro autonomo, rinnovo, ritardo istanza

TAR Campania Napoli, Sez. VI, sentenza 11 novembre 2016 – – Permesso di soggiorno per lavoro autonomo – rinnovo – ritardo istanza – significative ragioni giustificative: il ritardo non può essere considerato come espressione di un sostanziale disinteresse

Permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

Consiglio di Stato, sentenza del 19 luglio 2016 – – Stranieri – Permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato – requisito reddituale, ritenuto mancante – diniego di rinnovo a seguito verifiche nelle banche dati nonostante l’attuale situazione lavorativa – ricorso dello straniero – rigetto – appello – ordinanza di sospensione dell’esecutività della sentenza impugnata – valorizzazione della prospettiva dinamica, in chiave prognostica, del requisito reddituale – accoglimento appello con annullamento decreto delle Questura – compensazione delle spese – condanna della PA al rimborso del contributo unificato corrisposto per la proposizione del ricorso in primo e in secondo grado

Permesso di soggiorno per motivi familiari, annullamento

Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza del 2 maggio 2016 – – Stranieri – permesso di soggiorno per motivi di famiglia – annullamento per falsità del certificato di stato di famiglia – specificazione di ulteriori elementi di fatto (nel corso del giudizio) a giustificazione del provvedimento (documenti prodotti dall’Avvocatura dello Stato) – difetto di motivazione dell’atto impugnato – sussistenza –  accoglimento appello – annullamento decreto del Questore

Diniego rinnovo permesso soggiorno, istanza sospensione, periculum in mora

Consiglio di Stato, Sez. III, ordinanza del 14 aprile 2016 – – Stranieri – Diniego rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato – istanza di sospensione – straniera sta svolgendo regolare attività lavorativa sulla base di contratto stipulato prima del provvedimento di diniego – ha esercitato il ricongiungimento familiare con il marito …

Permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato

Consiglio di Stato,  Sez. III, sentenza del 19 luglio 2016 – –  Stranieri.  Rinnovo permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato –  valutazione “elementi sopravvenuti”  (stipulazione nuovo contratto di lavoro) – applicabilità art. 5, comma 5, del d. lgs. 186/1998

Stranieri e ricongiungimento familiare

Tribunale di Napoli, Sez. Civ. 1^bis, ordinanza del 5 luglio 2016 – – Stranieri e ricongiungimento familiare: il Giudice che accoglie il ricorso dispone il rilascio del visto negato

Espulsione straniero, opposizione

Giudice di Pace di Caserta, ordinanza 26 ottobre 2015 – – Straniero – Provvedimento di espulsione adottato in quanto ritenuto illegalmente soggiornante sul T. N. perché destinatario di un provvedimento di rigetto del ricorso avverso diniego dell’istanza di riconoscimento di protezione internazionale – opposizione per annullamento previa sospensione – accoglimento – non espellibilità a norma dell’art. 7 d.lgs. 25/08

Stranieri minorenni, permesso soggiorno, d.lgs. 286/98

Tribunale per i Minorenni di Napoli, decreto del 9 luglio 2015 – – Stranieri minorenni. Permesso di soggiorno – art.31 d.lgs. 286/98 – gravi motivi – coesione familiare e radicamento

Stranieri. Decreto di espulsione, traduzione

immigrazioneTribunale di Benevento, ordinanza del 17 luglio 2015 – – decreto di espulsione – traduzione in lingua inglese – difetto di traduzione della motivazione – annullamento del decreto di espulsione

Stranieri, permesso di soggiorno, motivi umanitari

immigrazione – [Tribunale di Prato, ordinanza del 21.12.2013] Stranieri, permesso di soggiorno per motivi umanitari – art. 5, co. 6, t.u. Imm., diniego del Questore, giudizio di impugnazione, giurisdizione dell’A.G.O., sussiste, rito sommario di cognizione ex art. 702 bis c.p.c., applicabile

Stranieri. Espulsione, revoca, silenzio P.A.: rimedi giurisdizionali

immigrazione  –   [Giudice di Pace di Napoli, Decreto motivato del 05 dicembre 2014] Stranieri. Espulsione prefettizia – istanza di revoca per sopravvenuto mutamento delle condizioni di fatto e diritto – silenzio della P.A. – illegittimità – …

Stranieri, legami familiari e permesso di soggiorno

TAR Campania – Napoli, sentenza 18 giugno 2014 – –  Stranieri – permesso di soggiorno – diniego di rinnovo per condanna penale – art. 5, co.5 d.lgs.286/98 – tutela del nucleo familiare: …

Stranieri. Annullamento revoca carta di soggiorno

[Tribunale di Napoli Nord, ordinanza  ex art.  702 bis c.p.c. del 5 gennaio 2015] Stranieri familiari U.E. e carta di soggiorno. Stranieri regolarmente soggiornanti – irreperibilità e comunicazioni anagrafiche – art. 6, co. 7, d.lgs. 286/98 // stranieri – diritto di soggiorno permanente – Carta di soggiorno permanente per familiari U.E. // stranieri familiari U.E. – accertamento della convivenza – prova documentale – rilevanza.

Stranieri lungosoggiornanti, permesso di soggiorno

[Corte Costituzionale, ordinanza n.58/2014] Stranieri lungosoggiornanti, permesso di soggiorno e tutele ex art. 9 d.lgs. n.286/98

Stranieri. Permesso di soggiorno CE, soggiornanti di lungo periodo

[TAR Campania, Sez. VI, 6 marzo 2014] Mancanza nel provvedimento della “motivazione rafforzata”

Stranieri: legami familiari in Italia, permesso soggiorno

Stranieri – Famiglia/ INGRESSO – PERMESSO DI SOGGIORNO – ALLONTANAMENTO – LEGAMI FAMILIARI IN ITALIA – RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE – FAMILIARE RICONGIUNTO (Illegittimità costituzionale art. 5, co. 5, dlgs. 25 luglio 1998 n. 286) [Corte Costituzionale, sentenza n. 2002 del 18 luglio 2013]

Rinnovo permesso di soggiorno, annullamento diniego

TAR NAPOLI, sentenza del  24 gennaio 2013
Stranieri – rinnovo del permesso di soggiorno – condanna per violazione degli artt.337 c.p., 582 c.p. e 585 c.p. – effetto preclusivo automatico ai sensi dell’art.4, comma 3, d.lgs.286/98 – non sussiste

.
Stranieri
  
Rinnovo permesso di soggiorno
 
[TAR NAPOLI, sentenza del  24 gennaio 2013]
 
(massima a cura dell’Avv. Luigi Migliaccio)
 
stranieri – rinnovo del permesso di soggiorno – condanna per violazione degli artt.337 c.p., 582 c.p. e 585 c.p. – effetto preclusivo automatico ai sensi dell’art.4, comma 3, d.lgs.286/98 – non sussiste.
 
Il provvedimento di diniego di rinnovo di permesso di soggiorno che sia fondato esclusivamente su di una condanna per reati di cui agli articoli 337, 582 e 585 c.p. è affetto da violazione di legge e da eccesso di potere (carenza di motivazione), poiché il richiamato precedente penale non rientra tra quelli elencati all’art.4, comma 3, del d.lgs. n.286/98 e, pertanto, non è automaticamente ostativo al richiesto rinnovo, occorrendo invece una specifica valutazione sulla “pericolosità sociale” dell’istante
 
 
 
 
 
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania
(Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 4865 del 2012, proposto da Tiziox Aaaxx, rappresentato e difeso dall’avv. Bxx Mxxx, con domicilio eletto presso lo studio del medesimo avvocato in Napoli, …;
contro
la Questura di Caserta e il Ministero dell’Interno, in persona del legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, domiciliataria ex lege in Napoli, via Diaz, 11;
per l’annullamento previa sospensiva
del decreto del Questore di Caserta Cat.A.12/Imm/12 Prot. n. … emesso in data …03.2012 e notificato il successivo 01.07.2012 di diniego di rinnovo di permesso di soggiorno;
di ogni altro atto connesso, collegato e conseguente;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della Questura di Caserta e del Ministero dell’Interno;
Vista la deliberazione della Commissione per il patrocinio a spese dello Stato n. … del 20.11.2012 con la quale l’istanza del ricorrente, presentata ai sensi dell’art. 78 del d.P.R. 30.05.2002 n. 115, è stata respinta;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatrice nella camera di consiglio del giorno 12 dicembre 2012 la dott.ssa Emanuela Loria e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO e DIRITTO
Rilevato che, con il provvedimento impugnato, la Questura di Caserta ha respinto l’istanza in data 10.09.2011 di rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato inoltrata dal ricorrente, in quanto lo stesso risulta condannato dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in data 16.05.2009 per i reati di cui agli artt. 337, 582 e 585 del codice penale;
Considerato che a norma dell’art. 4, comma 3, del t.u., le condanne penali che implicano automaticamente il divieto del permesso di soggiorno sono quelle per i reati previsti dall’art. 380, commi 1 e 2, c.p.p. (arresto obbligatorio in flagranza) tra cui non rientrano i reati per i quali è stata emessa la citata condanna a carico del ricorrente.
Considerato che nello stesso art. 4, comma 3, sono poi elencati altri reati ostativi (in materia di stupefacenti, violazione del diritto di autore, etc.), tra cui pure non rientrano i reati per i quali è stata emessa la citata condanna a carico del ricorrente;
Ritenuto pertanto che il precedente penale in parola non valeva come causa ostativa, ma poteva solo essere preso in considerazione, insieme ad ulteriori elementi, come indizio di “pericolosità sociale” da valutare discrezionalmente dall’amministrazione.
Ritenuto che il provvedimento, come dedotto con il primo motivo di doglianza, è affetto da violazione di legge (artt. 4, comma 3, 5, comma 5 e 6, comma 5 d.lgs. 286/1998, art. 3 legge 241/1990 s.m.i.) e da carenza di motivazione, non risultando il richiamato precedente penale automaticamente ostativo al rilascio del richiesto rinnovo, essendo necessaria al riguardo una specifica valutazione sulla pericolosità sociale, assente nel provvedimento impugnato.
Ritenuto che il ricorso, con assorbimento delle ulteriori doglianze, deve essere accolto e che, per l’effetto, deve essere annullato l’impugnato diniego, fatti salvi gli ulteriori provvedimenti dell’amministrazione;
Ritenuto di porre le spese di lite a carico della parte soccombente;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato, fatti salvi quelli ulteriori.
Condanna l’amministrazione al pagamento delle spese del giudizio, che liquida in euro 1.500,00 (millecinquecento/00), oltre accessori come per legge a favore del difensore del ricorrente dichiaratosi antistatario.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso, in Napoli, nella camera di consiglio del giorno 12 dicembre 2012 con l’intervento dei magistrati:
Renzo Conti, Presidente
Arcangelo Monaciliuni, Consigliere
Emanuela Loria,  Primo Referendario, Estensore
Depositata in Segreteria
Il 24/01/2013
 
 

Rinnovo permesso di soggiorno, reati ostativi, diniego, reddito

TAR CAMPANIA – NAPOLI, Sezione VI,sentenza del 18 dicembre 2012
Stranieri, rinnovo permesso di soggiorno, condanna per reati ostativi: diniego, ricongiungimento familiare, obbligo di valutazione comparativa  /// mutamento della condizione lavorativa dell’istante, obbligo di valutazione della nuova fonte di reddito quale elemento sopravvenuto  

.
STRANIERI
 RINNOVO PERMESSO DI SOGGIORNO
 
[Tar Campania – Napoli, Sezione VI,
sentenza del 18 dicembre 2012, n….
 
(massima a cura dell’Avv. Luigi Migliaccio)
 
 
stranieri – rinnovo permesso di soggiorno – condanna per reati ostativi: diniego – ricongiungimento familiare – obbligo di valutazione comparativa ex art.5, comma 5, periodo secondo, d.lgs.286/98 – sussiste
 
 
In sede di valutazione della istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, anche in caso di condanna per reati ostativi, v’è l’obbligo in capo alla P.A. di procedere alle valutazioni previste dall’art.5, comma 5, del d.lgs. n.286/98 nel testo risultante a seguito delle modifiche operate dal d.lgs. n.5/2007 che ha recepito la direttiva comunitaria 2003/86.  Difatti, l’omessa valutazione dei legami familiari e della durata del soggiorno del ricorrente in T.N. integra l’assorbente vizio di difetto di motivazione del provvedimento di diniego secondo un indirizzo già espresso da questa sezione (cfr. Tar Campania, VI Sezione, n.2630/2012), in conformità ad un diffuso orientamento giurisprudenziale secondo cui è necessario porre in ragionata comparazione le esigenze di pubblica sicurezza e di prevenzione dei reati (tenendo conto anche della maggiore o minore gravità dei precedenti penali e delle altre misure di polizia eventualmente adottate nei confronti dell’interessato) con la doverosa tutela della famiglia (cfr., in tal senso, CdS, Sezione III, n.6241/2011; Tar Lazio – Roma n.7206/2011) forma
tasi sul territorio nazionale
 
* * *
 
stranieri – rinnovo permesso di soggiorno – mutamento della condizione lavorativa dell’istante – obbligo di valutazione della nuova fonte di reddito quale elemento sopravvenuto ex art.5, comma 5, periodo primo, d.lgs.286/98 – sussiste
 
In caso di richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno, inizialmente avanzata per motivi di “lavoro autonomo”, il mutamento dello stato lavorativo dello straniero (da lavoratore autonomo a lavoratore subordinato), tempestivamente comunicato all’Amministrazione (prima dell’adozione del diniego), costituisce sopravvenienza suscettibile di essere apprezzata ai sensi e per gli effetti di cui al comma V, primo periodo, dell’articolo 5 del d.lgs. n.286/98. Di tale sopravvenienza occorre tener conto ai fini di una concreta prognosi di pericolosità del ricorrente, atteso che la sua proclività a delinquere risulta essenzialmente correlata, alla stregua dei suoi precedenti (violazione della normativa a tutela del diritto di autore), alle modalità illecite che hanno scandito l’esercizio dell’attività imprenditoriale finora svolta, destinata però a rimanere assorbita nel prospettato mutamento delle originarie condizioni di lavoro
 
 
 
 
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania
(Sezione Sesta)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale … del 2012, proposto da Meviox Li, rappresentato e difeso dall’avv. …, con domicilio eletto presso lo studio del medesimo difensore in Napoli, …;
contro
Ministero dell’Interno, Questura di Napoli, in persona del Ministro in carica, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli, presso i cui uffici – alla via A. Diaz n°11 – ope legis domicilia;
per l’annullamento
– del provvedimento del Questore di Napoli (Cat.A.12/Imm/2^Sez./Dinieghi/l.v./8584 emesso in data 28.06.2012) di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno, inizialmente richiesto per motivi di lavoro autonomo;
– di ogni altro atto connesso, collegato e conseguente;
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto di costituzione in giudizio dell’Amministrazione intimata;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 12 dicembre 2012 il dott. Umberto Maiello e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;
Considerato che:
– a mezzo del gravame in esame il cittadino extracomunitario indicato in epigrafe ha impugnato il provvedimento sopraindicato con il quale è stata respinta l’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno inizialmente richiesto per motivi di lavoro autonomo;
– la reiezione dell’istanza trae alimento dalla emersa sussistenza, a carico del ricorrente, dei provvedimenti di condanna di seguito indicati per reati ritenuti, già di per se stessi, ostativi al rilascio del titolo autorizzatorio:
a) sentenza n°…/2007 emessa, in data 25.5.2007, dal Tribunale di Napoli per i reati di cui agli artt. 474 c.p., 648 c.p.;
b) sentenza n°…./2008 emessa, in data 2.5.2008, dal Tribunale di Napoli per i reati di cui agli artt. 517 c.p. e 474 c.p.;
– la motivazione del suddetto provvedimento si fonda, altresì, sulla dichiarata pericolosità sociale del ricorrente argomentata, oltre che sulla scorta dei divisati precedenti, anche in ragione delle denunce del prevenuto all’Autorità giudiziaria per i reati di cui agli artt. 474 c.p., 648 c.p. nelle date del 7.10.2010, 21.1.2009, 26.2.2008, 6.3.2007, 15.10.2004, 3.5.2004;
Rilevato, al contempo, che l’Amministrazione intimata, a fronte della personalità del ricorrente, come sopra ricostruita, non ha svolto alcuna valutazione in ordine alla «natura» e alla «effettività dei vincoli familiari», nonché «all’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine» e alla «durata del suo soggiorno nel …territorio nazionale», come richiesto dall’art. 5 co. 5 del d.lgs. 286/1998 per gli stranieri che abbiano beneficiato del ricongiungimento familiare (art. 5 co. 5 T.U. immigrazione nel testo risultante a seguito delle modifiche operate dal d.lgs. 5/2007 che ha recepito la direttiva comunitaria 2003/86: «…nell’adottare il provvedimento di rifiuto del rilascio, di revoca o di diniego di rinnovo del permesso di soggiorno dello straniero che ha esercitato il diritto al ricongiungimento familiare ovvero del familiare ricongiunto, ai sensi dell’articolo 29, si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell’interessato e dell’esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese d’origine, nonchè, per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale»);
Considerato che tale valutazione sui legami familiari del ricorrente non avrebbe dovuto essere omessa in ragione della circostanza che il predetto ha ottenuto il nulla osta al ricongiungimento familiare per la figlia Li Tiziox -ai sensi dell’art. 29 del d.lgs. 286/1998- sin dall’11.12.2007 (cfr. prod. ricorrente) e che è padre del piccolo Caiox, minorenne, nato in Italia e regolarmente iscritto alla scuola dell’obbligo;
Ritenuto che la descritta omessa valutazione dei legami familiari e della durata del soggiorno del ricorrente integri l’assorbente vizio di difetto di motivazione del provvedimento impugnato secondo un indirizzo già espresso da questa sezione (cfr. TAR CAMPANIA, VI Sezione n°2630 del 5.6.2012), in conformità ad un diffuso orientamento giurisprudenziale secondo cui è necessario porre in ragionata comparazione le esigenze di pubblica sicurezza e di prevenzione dei reati (tendo conto anche della maggiore o minore gravità dei precedenti penali e delle altre misure di polizia eventualmente adottate nei confronti dell’interessato) con la doverosa tutela della famiglia formatasi sul territorio nazionale (cfr., in tal senso, CdS, Sezione III, n. 6241 del 24.11.2011; T.A.R. Roma Lazio n.7206/2011);
Rilevato che una rinnovata valutazione delle divisate circostanze fattuali viepiù s’imponga ove si tenga conto anche della eccepita omissione nella traiettoria argomentativa seguita dall’Autorità procedente di un ulteriore significativo profilo rappresentato dall’intervenuto mutamento dello stato lavorativo del ricorrente. Questi, invero, prima dell’impugnato provvedimento di diniego, datato 28.6.2012, aveva rappresentato, con comunicazione del 12.6.2012, di essere stato assunto alle dipendenze di terzi e, per l’effetto, chiedeva, in relazione a tale nuova circostanza, che il rinnovo del permesso di soggiorno gli fosse rilasciato per lavoro subordinato;
Ritenuto, invero, che di tale sopravvenienza, suscettibile di essere apprezzata ai sensi e per gli effetti di cui al comma V dell’articolo 5 del d. lgs. 286/1998, occorre tener conto ai fini di una concreta prognosi di pericolosità del ricorrente, atteso che la sua proclività a delinquere risulta essenzialmente correlata, alla stregua dei precedenti sopra riportati, alle modalità illecite che hanno scandito l’esercizio dell’attività imprenditoriale finora svolta, destinata però a rimanere assorbita nel prospettato mutamento delle originarie condizioni di lavoro;
Ritenuto, dunque, che, in ragione delle divisate carenze strutturali del provvedimento impugnato, non resta al Collegio che ritenere fondata la denuncia attorea e, in conseguenza, disporre l’annullamento del provvedimento impugnato, fatte salve le ulteriori determinazioni dell’amministrazione nel rispetto di quanto fin qui argomentato e concluso;
Ritenuto, infine, che, avuto riguardo alle ragioni di accoglimento, sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese di giudizio;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato, salvi gli ulteriori provvedimenti dell’Amministrazione.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Napoli nella camera di consiglio del giorno 12 dicembre 2012 con l’intervento dei magistrati:
Renzo Conti, Presidente
Umberto Maiello, Consigliere, Estensore
Roberta Cicchese, Primo Referendario             
Depositata in Segreteria
Il 18/12/2012
 
 


Migliaccio Luigi

Avv. Luigi Migliaccio

.

AVV. LUIGI MIGLIACCIO

Studio Legale Migliaccio

Indirizzo

Piazza Cavour 139 (Palazzo Gigliotti) – 80137 NAPOLI – Italy

Tel./Cell.

0815571137 – 3382381014 -3288847266

Fax

0815571951

Email

migliaccioluigi@virgilio.itmigliacciostudiona@alice.it

.

.

.

.

Articoli di Luigi Migliaccio  pubblicati  su  iussit.com – clicca qui >>>

.

.

***.

.

www.iussit.com

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi