Quando un amore lascia il vuoto nel cuore… e nelle tasche! Truffa

Romantic scam – Truffa romantica – Quando un amore lascia il vuoto nel cuore… e nelle tasche! – Configura il reato di truffa simulare l’amore per una persona al fine di …

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QUANDO UN AMORE LASCIA IL VUOTO NEL CUORE… E NELLE TASCHE!
Configura il reato di truffa  simulare l’amore per una persona al fine di ottenere, da questa, vantaggi patrimoniali.

Cassazione Penale, Seconda Sezione, 13 giugno 2019, n. 25165

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di
Avv. Pasquale Napolitano

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Approda nei Tribunali, il caso delle cosiddette “romantic scam” (truffe romantiche).
La vicenda vedeva protagonista un uomo, il quale, fingendo di amare una donna e, quindi, intraprendendo una relazione sentimentale con ella, le proponeva falsamente l’acquisto in comproprietà di un appartamento (mostrandole anche fotografie dello stesso); le chiedeva, inoltre, prestiti personali e le prospettava la cointestazione di quote societarie, così facendosi consegnare dalla donna ingenti somme di denaro.

Per la Suprema Corte, ai fini dell’individuazione della condotta truffaldina, in casi simili, occorre accertare l’idoneità ingannatoria degli artifizi o raggiri ed il nesso causale tra l’inganno e l’errore della vittima la quale, convinta dalle false prospettazioni rappresentate dal partner, effettua disposizioni patrimoniali che altrimenti non avrebbe eseguito.
Condividendo le conclusioni della Corte d’Appello, la Cassazione ha ritenuto che la persona offesa non avesse consegnato denaro all’imputato per perseguire finalità speculative, ma solo per realizzare il progetto di vita insieme, prospettatole dal partner.
Più precisamente, il quesito proposto alla Suprema Corte, era il seguente: se la menzogna riguardante i propri sentimenti amorosi, possa o meno costituire un artificio o raggiro rilevante ai fini dell’integrazione del reato di truffa.
La risposta è stata positiva. Anzi, i Giudici di Piazza Cavour, hanno sottolineato che la condotta dell’imputato era consistita non solo nel fingere sentimenti d’amore, ma nell’armonizzare la menzogna dei propri sentimenti con ulteriori e specifici elementi, quali il progetto di vita in comune, l’investimento societario ed i prestiti richiesti, idonei, insieme ad essa, a raggirare la psiche della donna in modo da assurgere a verità ed a trarre in errore la malcapitata.
In definitiva, il principio enunciato dalla Corte di Cassazione, in siffatti casi, è il seguente: “la truffa non si apprezza per l’inganno riguardante i sentimenti dell’agente rispetto a quelli della vittima, ma perché la menzogna circa i propri sentimenti è intonata con tutta una situazione atta a far scambiare il falso con il vero operando sulla psiche del soggetto passivo. Non c’è dubbio che l’imputato, nella presentazione di una falsa prospettiva di vita in comune, abbia indotto in errore la persona offesa, la quale, proprio perché coinvolta in una relazione sentimentale non poteva avere sospetti delle reali motivazioni che stavano dietro alle richieste di denaro”.

PENE D’AMORE PER LA DONNA, PENE SEVERE PER L’IMPUTATO.

Avv. Pasquale Napolitano

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